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Voli low cost Alitalia

Un pacchetto particolare che fa discutere e vale solo per "alcuni" pellegrini dell'Angelus in piazza San Pietro

Volare low cost con Alitalia? Da qualche tempo si può! In coincidenza con gli Angelus papali del mercoledì e della domenica, infatti, ogni pellegrino potrà contare sulla compagnia di bandiera italiana e su prezzi di trasporto stracciati, tariffe da fare invidia alle Ryan Air di mezzo continente: poche decine di euro e si è catapultati in piazza San Pietro, a patto di firmare una dichiarazione di partecipazione all’Angelus e, nota bene, di alloggiare in una delle tante case famiglie a gestione (diretta o indiretta) vaticana. Alcuni hanno preso la notizia come un aiuto al povero pellegrino in poca moneta che da tempo agognava di partecipare all’Angelus a Piazza San Piretro o a Castelgandolfo. Altri, più pragmatici, hanno preso la notizia semplicemente come concorrenza sleale, soprattutto per via di quella postilla che di fatto abbina la nostra compagnia di bandiera ad un pacchetto all inclusive con strutture ricettive ben mirate, a scapito di tutti gli altri albergatori fuori dai cosiddetti circoli d’elite, dove il turista si chiama pellegrino e i soldi  seguono sempre le solite vie, quelle più semplici.


Alcuni particolari di questa vantaggiosa offerta sono emersi il 30 agosto, durante la conferenza stampa indetta dal consigliere Staderini nei locali del I municipio. L’oggetto della conferenza già si presentava come un tema scomodo e poco gradito a molti: il destino dei tanti sfrattati dai recenti acquisti immobiliari facenti capo allo IOR, Istituto Opere Religiose, e agenzie collegate; risultato: umanamente disastroso, con centinaia di famiglie che da un momento all’altro si sono ritrovate ingiunzioni di sfratto senza nemmeno un tentativo di conciliazione.


E’ il caso, raccontato in corso di conferenza, di alcuni inquilini di via Giulia e di via del gonfalone: persone residenti anche dal 1937, dal 1964 o da almeno vent’anni che in un pauroso uno-due sono stati sfrattati.


Senza appello.


La storia di Roma, legata a doppio filo con quella di uno stato nello stato e dell’inevitabile esigenza di definire continuamente il confine tra diritto e privilegio, si arricchisce così di un nuovo capitolo: l’urgente questione degli sfrattati, e l’evitare situazioni tampone, come la proroga degli sfratti, che non piacciono a nessuno. Durante il dibattito tenuto nell’aula di via Giulia hanno preso parola anche il consigliere Gianluca Quadrana e il deputato Maurizio Turco, in qualità di “rappresentanti” del Comune di Roma e del Parlamento: a testimonianza  di un problema di rilevanza nazionale e della ricerca di una soluzione adeguata, Staderini ha proposto il censimento delle proprietà abitative private, con la relativa individuazione di tutti quegli alloggi ancora liberi e per questo da destinare a preziosa risorsa abitativa. E tra i “big spender” nelle ultime cartolarizzazioni figurano tra i leoni rampanti le agenzie dirette da Piazza del Vaticano, uno stato che in incognito è ormai legittimo proprietario del 63% del patrimonio immobiliare romano.


In verità un passo in questa direzione il Comune di Roma l’aveva compiuto con l’ormai famosa delibera 205, il provvedimento che prevede, per combattere la crisi degli alloggi, la promozione di incontri tra le parti sociali e i proprietari al fine di creare un regime a canone sociale, calmierato in parte con i fondi del Comune. La delibera 205, un passo importante verso una soluzione definitiva del problema, ha subito un rallentamento verso la sua attuazione, un rallentamento che non arresta la macchina degli ufficiali giudiziari pronti a far compiere sgomberi e a consegnare nuove ingiunzioni di sfratto. Questi sono i punti che finiranno la prossima settimana sul tavolo del ministro Ferrero che si appresta ad aprire un tavolo di concertazione per la crisi degli alloggi. Una crisi che da annosa si sta concretizzando come fatale per la serenità di migliaia di cittadini che da un momento all’altro rischiano di trovarsi sotto un ponte.

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