X municipio: cercasi oneri concessori scomparsi

Sono quelli del Pup di via Bernardino Alimena dovuti dal 2005 dalla società costruttrice e destinati per la scuola San Matteo di Vermicino

Quattrocentotredicimila euro sono gli oneri concessori che avrebbe dovuto versare al Comune la società realizzatrice del Pup (450 posti interrati) in via Bernardino Alimena, deciso nel 1997 e terminato nel 2005.
Nella risoluzione n.1 del 10 gennaio del medesimo anno il X municipio aveva destinato gli oneri concessori, al restauro di tre sezioni della scuola materna-elementare San Matteo a Vermicino. Quei lavori non sono mai stati realizzati. Né dalla giunta Veltroni né, almeno finora, dalla giunta Alemanno.

In una lettera del 16 giugno 2008 l’Ufficio extradipartimentale parcheggi del Comune di Roma ha informato la società costruttrice che ‘’l’intero importo (e. 413.682,00) degli oneri concessori, dovuti in base all’art. 14 della Convenzione in oggetto, va versato presso gli uffici della Tesoreria Comunale di Roma e che copia della quietanza dell’avvenuto pagamento deve essere inviata all’Ufficio scrivente”.
Altre due lettere di sollecito sono state inviate in seguito dal medesimo Ufficio che, finora, non ha ricevuto né risposta né quietanza.

Il Decimo Municipio, e segnatamente il delegato alla scuola Alfredo Capuano, interessato ai lavori per il ripristino delle tre sezioni scolastiche della San Matteo, è alla affannosa ricerca di quegli euro desaparecidos.

La vicenda apre uno squarcio sull’intera problematica degli oneri concessori e di urbanizzazione che i privati debbono all’erario dei Comuni. Sono risorse importanti e decisive per Bilanci degli enti locali drasticamente colpiti dal venir meno delle entrate ICI sulla prima casa, tassa abolita erga omnes anche ai miliardari, decisa dal governo Berlusconi, e non reintegrate, come promesso dal Cavaliere, dai trasferimenti statali.

C’è da dire poi che, al di là dei mancati introiti dell’ICI, il reperimento affannoso dei suddetti oneri ha spinto i Comuni, negli ultimi due lustri, a politiche del territorio lassiste verso la speculazione edilizia, il consumo di suolo, la cementificazione degli hinterland metropolitani. La strada fu aperta, nel 2001, dal ministro di centrosinistra della funzione pubblica Bassanini che omise, nella redazione del Testo Unico per l’edilizia, di metterci l’art 12 della legge Bucalossi del 1977 che imponeva di vincolare su di un conto speciale presso le Tesorerie comunali le somme incassate dai Comuni con gli oneri di urbanizzazione da destinare esclusivamente alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Con il successivo governo Berlusconi la strada divenne un’autostrada.
Nella finanziaria del 2005 venne addirittura consentito ai Comuni di destinare parte degli oneri concessori per la sempre più onnivora spesa corrente dando il colpo di grazia alla difesa del territorio. Il successivo governo Prodi non l’ha cambiata consolidando il definitivo stravolgimento della virtuosa legge Bucalossi. Ma a parte questo sconvolgimento cementificatorio – che non è poco e di cui i cittadini pagano le conseguenze quotidianamente in termini di dissesto idrogeologico del territorio, di inquinamento, di mobilità sempre più immobile, di periferie sempre più lontane dai centri storici – avviene che i sudati oneri concessori destinati a qualche opera pubblica indispensabile arrivino sempre in ritardo oppure, come nel caso sopra citato del Pup di via Alimena, che non arrivino affatto.

Per tornare al caso concreto dei 413.682 euro dovuti al Comune di Roma si spera che siano presto recuperati. Lo sperano fortemente bambini e genitori della scuola di Vermicino propensi a chiedere un risolutivo intervento celeste, se dovesse fallire quello umano, a San Matteo il Santo Patrono della loro scuola.

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