Zubin Mehta all’Auditorium

Serata sinfonica importante, al Parco della Musica, con il famoso direttore di Bombay e la sua Israel Philharmonic Orchestra

La stagione di musica sinfonica 2007-2008, all’Auditorium Parco della Musica di viale De Coubertin, domenica 13 aprile ha ospitato un grande avvenimento.

Nella splendida Sala Santa Cecilia, si è esibito il direttore d’orchestra Zubin Mehta con la sua Israel Philharmonic Orchestra. Il programma era incentrato su due sinfonie del compositore tedesco Ludwig Van Beethoven: la numero tre e la celeberrima numero cinque.

La sala era gremita. Diverse le personalità presenti tra cui l’Onorevole Gianni Letta e Corrado Augias. L’intero concerto è stato ripreso da sette telecamere di Mediaset e verrà trasmesso in occasione dei grandi concerti di Rete quattro.

Ottantacinque minuti circa di buona musica classica con la Sinfonia n. 3 in Mi Bemolle Maggiore OP. 55 “Eroica”, e la Sinfonia n. 5 in Do Minore OP. 67.

In occasione dell’Eroica, composta tra la fine del 1802 e l’inizio del 1804, Beethoven aveva pensato a Napoleone. Il compositore tedesco nutriva grande stima per il primo console francese, che paragonava ai più grandi consoli romani. Ma restò profondamente deluso quando il Bonaparte si proclamò imperatore dei francesi: «Anch’egli non è altro che un uomo comune – esclamò quando apprese la notizia dell’incoronazione dal suo allievo Ferdinand Ries – Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!».

Nonostante ciò la Sinfonia n. 5, con un organico di 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 3 corni, 2 trombe, timpani e archi, doveva parlare di un eroe portatore di nuovi valori, rivolgendosi a un uditorio ideale. Per questo il compositore di Bonn ha inserito nuovi elementi come le dimensioni dei quattro movimenti (Allegro con brio; Marcia funebre; Scherzo: Allegro vivace; Finale: Allegro molto), che dilatano la Sinfonia verso una lunghezza monumentale del tutto ignota a Mozart e Haydn; e la strumentazione, con i fiati affrancati dalla funzione di sostegno armonico e inseriti nel gioco di elaborazione motivica, che ha trasformato il linguaggio dell’orchestra in un “moderno sinfonico”. La prima esecuzione dell’Eroica avvenne a Vienna, il 7 aprile 1805, nel Theater An Der Wien. Il direttore fu proprio Ludwig Van Beethoven.

La successiva famosa Sinfonia n. 5, datata 1807-1808, che ha impegnato l’autore per il periodo più lungo di gestazione, è la più paradigmatica tra tutte le nove partiture di Beethoven; quella che più riassume ed esemplifica meglio i tratti della personalità dell’autore. Anch’essa fu eseguita per la prima volta da Beethoven a Vienna, nel 1808. L’organico prevede: ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 2 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, archi.

I quattro movimenti che si succedono (Allegro con brio; Andante con moto; Allegro; Allegro: Sempre più allegro: Presto) non si limitano ad essere fra loro coerenti rispetto a un’idea di base, ma realizzano un vero e proprio percorso interno, che traduce in suoni un progetto ideale ed emotivo: la progressiva transizione da una situazione di tensione e di conflitto, a un’affermazione conclusiva in cui i conflitti vengono trionfalmente superati.

Gli applausi finali a scena aperta hanno dimostrato lo spessore dell’intera esecuzione. Zubin Mehta è uscito ed entrato per ben tre volte. Figlio d’arte, è nato a Bombay poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, da una famiglia di musicisti, Mehta non è rimasto insensibile a tale dimostrazione da parte del pubblico. E, generoso com’è, ha concesso il bis eseguendo due pezzi tra cui “un po’ di Mozart”, come ha lui stesso annunciato.

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