Laboratorio Analisi Lepetit

A Piazza delle Camelie commemorazione dei martiri delle Fosse Ardeatine

24 marzo: a settantasette anni dalla strage compiuta dai nazisti nella Capitale occupata
Francesco Sirleto - 24 Marzo 2021

Non soltanto nel luogo dove, il 24 marzo del 1944, avvenne la strage, là dove sorge il mausoleo, sulla via Ardeatina, dirimpetto alle catacombe di San Callisto, e dove questa mattina si è svolta la cerimonia ufficiale presieduta dal Presidente Mattarella; ma anche a Centocelle, in piazza delle Camelie, là dove sorge il monumento (con la doppia targa) dedicato ai partigiani del quartiere caduti nella lotta di Liberazione, si è tenuta, quasi alla stessa ora, una piccola cerimonia organizzata dall’ANPI sezione Giordano Sangalli.

Una cerimonia regolarmente autorizzata dalla Questura di Roma, ma per un piccolo numero di partecipanti, tutti ben distanziati e in possesso dell’obbligatoria mascherina. Hanno preso la parola il dirigente della locale sezione ANPI, Leonardo Rinaldi, e il prof. Francesco Sirleto, delegato alla memoria storica del Municipio V.

Nei loro discorsi i due oratori hanno ricordato come, nella strage delle Fosse Ardeatine, furono trucidati, accanto a personaggi ben più famosi (i professori Pilo Albertelli e Gioacchino Gesmundo, il colonnello Giuseppe Cordero di Montezemolo, il capitano Aladino Govoni, il cantante lirico Nicola Ugo Stame, il parroco don Pietro Pappagallo), anche operai, artigiani, piccoli commercianti, camerieri, disoccupati, abitanti e operanti nei quartieri dell’allora lontana periferia come Torpignattara, Centocelle, Quadraro, Quarticciolo, Pigneto, Borgata Gordiani, ecc.

Luzi Everardo

Hanno ricordato, inoltre, come i 335 martiri delle Fosse Ardeatine rappresentassero tutti gli strati sociali e tutte le opinioni politiche e religiose presenti in una città che, pochi mesi prima (25 luglio 1943), aveva appena festeggiato la caduta del fascismo, per poi ripiombare, subito dopo (8-10 settembre 1943) in un incubo ben peggiore, quello dell’occupazione nazista.

Canacci Ilario

E proprio contro questa occupazione e contro gli arresti, le deportazioni, i rastrellamenti e le uccisioni compiuti dai nazisti (e dai loro collaborazionisti fascisti) che si sviluppò una fortissima resistenza, tanto nei rioni del centro quanto nei quartieri della periferia. Una resistenza talmente temibile (con i suoi attacchi contro gli automezzi, le sedi e gli aguzzini nazifascisti) e sempre più efficiente e letale (l’azione armata di via Rasella), da spingere i nazisti occupanti a rispondere con uno dei più grandi massacri consumati durante la seconda guerra mondiale (la strage delle Ardeatine il 24 marzo), e con il successivo rastrellamento operato nel “nido di vespe” del Quadraro il 17 aprile.

Ercoli Aldo

Adotta Abitare A

Tanto dietro la strage quanto dietro il rastrellamento troviamo la medesima criminale mente organizzatrice ed esecutrice, il colonnello delle SS Herbert Kappler, colui che si era, già prima, messo in evidenza con il rastrellamento al ghetto ebraico del 16 ottobre del 1943 e con il “successivo treno della morte” del 4 gennaio 1944.

Sono stati così ricordati, in piazza delle Camelie, i nomi dei partigiani di Centocelle massacrati alle Ardeatine (quei nomi che ricorrono anche sulla lapide posta ai piedi del monumento situato nella medesima piazza): il ferroviere Mario D’Andrea, l’impiegato Domenico Ricci, l’operaio edile Fidardo De Simoni, l’imbianchino Aldo Ercoli, i fratelli fabbri e verniciatori Italo e Spartaco Pula, il meccanico Everardo Luzzi. Insieme a loro è stato ricordato l’impiegato Manlio Bordoni, partigiano del Partito d’Azione, operante a Centocelle ma abitante nel quartiere Appio Latino.

Roazzi Antonio

Ed è stato ricordato il giovanissimo cameriere Ilario Canacci (16 anni), abitante alla Borgata Gordiani. E poi i martiri di Torpignattara: l’autista Paolo Angelini, l’operaio asfaltista Carlo Camisotti, il falegname Renato Cantalamessa, l’impiegato Ottavio Capozio, il meccanico Egidio Checchi, il falegname Orazio Corsi, il falegname Mario Passarella, il meccanico Alessandro Portieri, l’autista Antonio Roazzi, il calzolaio Otello Valesani, il meccanico Valerio Fiorentini.

Butera Gaetano

E i due martiri del Quadraro: il pittore edile Gaetano Butera e il meccanico Leonardo Butticé. E, infine, il martire del Pigneto: il carpentiere Angelo Galafati. In totale furono ben 23 i martiri delle Ardeatine provenienti dai quartieri dell’attuale V Municipio.

Molti di essi furono prelevati dalla prigione nazista di via Tasso, solo una minoranza proveniva dal carcere di Regina Coeli, mentre il giovanissimo Ilario Canacci fu uno dei 10 rastrellati, il pomeriggio del 23 marzo, nelle vie adiacenti a via Rasella, subito dopo l’azione partigiana. E sono state ricordate, durante la cerimonia, anche le modalità con le quali fu organizzata e portata a termine la strage nazista: ideata e ordinata subito dopo l’attentato dal generale della Wehrmacht (XIV Armata), Eberhard von Mackensen, organizzata e portata a compimento da Herbert Kappler (alto ufficiale delle SS); furono prelevati, da via Tasso, 270 prigionieri; da Regina Coeli 55 (operazione curata dal questore di Roma, Caruso); gli altri 10 furono i rastrellati post-attentato. In totale 335 persone, 5 in più rispetto al rapporto 1-10 stabilito dal cosiddetto “diritto di rappresaglia” stabilito dai nazisti (un diritto inesistente, anzi proibito dalle Convenzioni internazionali già in vigore all’epoca e accettate anche dalla Germania).

Un eccidio, quello delle Ardeatine, che è necessario ricordare – hanno sottolineato gli oratori – in questi tempi di negazionismo e di revisionismo; tempi nei quali tutto ciò che è scienza, storia, conoscenza in genere, sembra correre il pericolo di essere sommerso dai fiumi di falsità che scorrono lungo le immense pianure di Internet.

La cerimonia di piazza delle Camelie si è chiusa richiamando i presenti ai prossimi appuntamenti di storiche commemorazioni: 6 aprile (commemorazione del rastrellamento di Centocelle); 17 aprile (rastrellamento del Quadraro); 25 aprile (festa della Liberazione); 4 giugno (Liberazione di Roma).


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti