A Roma in cammino per rigenerare la memoria dei bombardamenti del 1943

Al Pigneto per il Solstizio d'Inverno

A Roma,  Paesaggi Umani di Roma Plurale. Performing Media Storytelling per la Memoria Rigenerativa   è all’ultimo giro di boa (siamo in cammino dal 19 settembre!) per concludersi il 21 dicembre con la Rapsodia del Solstizio d’Inverno (nel link sopra ci sono anche tutti i report).

Si continua nella Casa Circondariale di Rebibbia  con Maria Teresa Caccavale di Happy Bridge, nel workshop (riservato ai detenuti) su Lo sguardo partecipato: il mondo non è solo fuori di noi, è anche dentro.

È sia nelle storie che abbiamo vissuto ma ancor più nel modo attraverso cui lo osserviamo e lo condividiamo. È ciò che riguarda la percezione, ricordandosi, sempre, che viene prima della realtà (anche quando pensiamo che ci venga sottratta).

Lunedì 1 dicembre sareno in walkabout con gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Piaget-Diaz su I bombardamenti del 1943. Tra le storie più importanti da rilevare ci sono quelle che riguardano la II Guerra Mondiale di cui permangono ancora vive le tracce di memoria, per via di ferite ancora non rimarginate come i rastrellamenti e i bombardamenti subiti (come quello dell’agosto 1943 al Tuscolano).

Da Piazza Ragusa (dove una bomba entrò in un palazzo senza esplodere.) si passerà per Via Taranto, presso la prima pietra d’inciampo allestita a Roma – per ricordare un internato militare, il colonnello Eugenio Paladini (un dramma vastissimo questo degli Internati che coinvolse quasi 650.000 militari e di cui s’è trattato troppo poco) – per poi attraversare un grande condominio dove erano attivi ricoveri antiaerei e dove campeggia una lapide che ricorda vittime alle Fosse Ardeatine.

A Villa Fiorelli c’è un’altra lapide che commemora i bombardamenti, ne evocheremo la drammaticità ascoltando alcuni podcast in cui risuoneranno le sirene antiaeree.

Domenica 21 dicembre alle 15,30 si parte in walkabout da Necci (Via Fanfulla da Lodi 68) per girare al Pigneto riflettendo sulla connessione fatale con il destino di Pasolini a cinquant’anni dal suo omicidio. Si farà campo base da Necci (nel suo ipogeo) per poi muoverci in walkabout per il Solstizio d’Inverno, ascoltando brani del film Accattone e con l’architetto Stefano Panunzi ci interrogheremo sulle profezie pasoliniane. Si raggiungerà la Torretta di Piazza Copernico da cui si traguarda l’orizzonte a ovest, verso il mare, verso l’idroscalo di Ostia, al tramonto, per collegarci con Er Lem (Gruppo Subword), ascoltando poi l’Urlo di Pasolini.

Qualunque cosa questo mio urlo voglia significare, esso è destinato a durare oltre ogni possibile fine” Ecco cosa afferma Pier Paolo Pasolini nell’urlo tratto da Teorema. È inevitabile, come un solstizio.

Da Piazza Copernico il tramonto del solstizio d’inverno è perfettamente in asse con via di Villa Serventi, ma proseguendo quell’allineamento oltre l’acquedotto Felice si arriva al monumento di Pasolini all’Idroscalo di Ostia dove fu ritrovato il suo corpo.

E ci risuona questa frase rilasciata, il giorno prima di morire, a Furio Colombo che lo intervistava per il Corriere della Sera: “Pretendo che tu ti guardi intorno e ti accorga della tragedia. Qual è la tragedia? La tragedia è che non ci sono più esseri umani, ci sono strane macchine che sbattono l’una contro l’altra

Prenotazione assolutamente necessaria (la katabasi nell’ipogeo è a numero chiuso) a info@urbanexperience.it e whatsapp (solo messaggi): +39 340 66 88 24o. Si consiglia inoltre di portare i propri auricolari (quelli standard, con il jack piccolo).

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