

L'opposizione di un comitato che ha avviato una mobilitazione. Il municipio ha chiesto un incontro all'assessore capitolino all'Ambiente
Passato più d’un mese dall’ultima memorabile nevicata su Roma, a Villa Fassini è andato via via intensificandosi il viavai di persone variamente interessate alla riprese del mercatino domenicale.
Ne hanno sempre ricevute notizie infondate, vaghe e contraddittorie.
Ecco le novità: il piccolo parco all’angolo tra via Tiburtina e via Filippo Fiorentini, un ulteriore pezzo di quella che fu la grande Villa Fassini, verrà forse trasformato e a scapito delle reali necessità degli abitanti del circondario.
Un progetto già approvato prevede infatti tutta una serie di innovazioni che lo cambieranno radicalmente trasformandolo in parte in un campo da calcetto, in giochi per bambini, in un orto botanico-didattico e in spazi per attività commerciali, ma tutto a pagamento.
A giustificazione di quanto si è architettato – all’insaputa della maggior parte degli abitanti di Casal Bruciato e perfino da chi vi abita ed affaccia proprio a poche decine di metri – è stato diffuso il refrain che il Comune di Roma non ha soldi da spendere per il verde pubblico.
In parte è vero, osservano i cittadini, ma è pur vero che i soldi (e non sono spiccioli) così come le risorse umane, non vengono da sempre utilizzati come si dovrebbe.
Per ovviare a ciò il Comune di Roma risolve di dare la facoltà a privati di sostituirsi al pubblico. Ed ai privati affida il compito di riqualificare le aree verdi neglette, curarle, custodirle e, in cambio, esercitare su queste una attività remunerativa. Ne è un esempio piazza Loriedo a Colli Aniene, con le sue luci e le sue ombre.
Non siamo favorevoli in questi come in tanti altri casi a gridare inconsultamente al bieco profitto, all’ingiusto arricchimento e alla speculazione, come non raccogliamo vaneggiamenti su attività culturali improbabili o alberature centenarie; siamo però ferocemente avversi al depauperamento del verde cittadino e alla sottrazione ad oltranza di spazi liberi alla collettività che deve sempre e comunque godere della facoltà di muoversi senza impedimenti e soprattutto senza pagare balzelli a chicchessia avendoli già abbondantemente pagati allo Stato ed alle amministrazioni cittadine.
Torniamo al piccolo parco di circa 13 mila mq che da via Tiburtina si allunga per centinaia di metri a fianco di via Filippo Fiorentini: quantunque non sia in condizioni ottimali è ugualmente frequentatissimo a tutte le ore, da tutte le fasce d’età dalla più tenera a quella più vetusta, e fino a tardissima sera quando giovani e meno giovani vi fanno la loro corsetta serale.
A quel posto ideale per socializzare e svagarsi, unica oasi relativamente verde tra fabbricati addossati l’uno all’altro, non ci sono alternative. Dulcis in fundo, ogni di domenica e tempo permettendo, quando le strade si spopolano, vi si tiene un affollato mercatino.
Certamente non è né quello di piazza Verdi o di piazza Mazzini, ma nei circa 80 banchetti c’è un po’ di tutto, di usato e di relativamente nuovo, di vecchio ed antico e, a pochi soldi, c’è la fornitissima baracchetta dei libri, quella che ha funzionato a pieno ritmo nei più di dieci anni che hanno preceduto l’apertura della Biblioteca comunale di Casale Nardi.
Di fronte allo sconvolgimento progettato si è formato un comitato ad hoc denominato “Villa Fassini” che sostiene non compatibile il progetto purtroppo già approvato con le esigenze del quartiere alterando la natura pubblica del parco introducendo tutta una serie di innovazioni utili, piacevoli ma … a pagamento e con spazi per attività commerciali non previste dal bando.
Le autorità comunali, all’invito ufficiale di partecipare ad un incontro, si sono guardate bene dall’aderire e così il comitato ha iniziato una raccolta di firme (in poco meno di un mese sono già 500): vuole salvare il verde pubblico e chiedere al Dipartimento Giardini del Comune di Roma e all’Assessorato capitolino all’Ambiente di bloccare ogni azione.
Il presidente del V municipio Caradonna, sensibilizzato al problema ha annunciato che chiederà all’assessore Visconti un tavolo tecnico da fissare al più presto con tutti i soggetti interessati, cittadini compresi.
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