

Arrestati dalla Polizia due albanesi
Ieri mattina, 1° ottobre 2015, un adolescente di origini indiane, insieme ai suoi compagni, come di consueto, si stava recando a scuola bordo di un autobus.
Purtroppo, le sue difficoltà motorie e linguistiche sono state notate da due trentenni di origine albanese.
Come ricostruito in seguito dalla Polizia di Stato, prima i due hanno spintonato il minorenne in fondo all’autobus, poi, mentre uno di questi faceva da schermo con il proprio corpo, l’altro ha iniziato a colpire il ragazzo con schiaffi, pugni e con un giornale arrotolato; il tutto mentre lo copriva di insulti.
I compagni di scuola del ragazzo aggredito, appena si sono resi conto di quello che stava accadendo, sono intervenuti in sua difesa. Per tutta risposta i due albanesi hanno aggredito e picchiato anche uno di loro.
Quello che stava accadendo sull’autobus non è sfuggito agli agenti del commissariato Tor Carbone, diretto dal dottor Nicola Regna in transito sulla stessa via. I poliziotti di una prima pattuglia sono saliti sul mezzo bloccando il 33enne M.E., mentre un altro equipaggio ha bloccato il 32enne D.R. che nel frattempo, sceso dal mezzo, si era diretto su una via limitrofa.
Dopo aver raccolto tutte le deposizioni, i due albanesi sono stati arrestati. Al termine dell’udienza di convalida sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Dovranno rispondere di lesioni personali aggravate, violenza privata e violazione della legge in materia di discriminazioni razziali.
Sull’episodio è interventuta Daniela Tiburzi, presidente Commissione Politiche Sociali e della Salute del Campidoglio rimarcando: “Episodi come questi devono riportare al centro del dibattito politico i temi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e nel contempo essere l’occasione per intervenire concretamente sulla qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che la presenza di una o più persone con disabilità in famiglia è tra le cause principali di impoverimento, materiale e sociale, del nucleo familiare, perché la povertà non è solo economica ma è fatta anche di discriminazione, pregiudizi, emarginazione. Ribadisco ancora una volta la necessità di ripartire dalle scuole per insegnare ai nostri ragazzi che uno dei valori fondamentali è il rispetto per l’altro.”
“Le lezioni di educazione civica, in questo senso, – conclude la Presidente – possono arginare ogni forma di violenza e migliorare una società che, purtroppo, ancora fa registrare episodi di cronaca come questi. Non si può soffrire doppiamente in una città che si candida a diventare moderna capitale europea e che si appresta ad accogliere milioni di pellegrini. Tra i quali, tanti disabili.”
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