Al Salotto Letterario “Manzoni, I Promessi Sposi e l’Italia del 1600”

Presso la Parrocchia di San Romano Martire, giovedì 26 gennaio 2017, alle ore 17.00
Pericle E. Bellofatto - 24 Gennaio 2017

Giovedì 26 gennaio 2017, alle ore 17.00, presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano Martire (con ingresso da via delle Cave di Pietralata n. 63), nell’ambito del “Salotto Letterario” la prof.ssa Loredana Mambella terrà, agli “Accademici di via Galantara”, una lezione sul tema:

Il ducato di Milano nel 1600, periodo in cui Alessandro Manzoni vi ambienta “I Promessi Sposi”.

Seguirà un panorama storico, filosofico, artistico, economico, culturale dell’Italia del 1600.

Collabora all’organizzazione dell’evento il Sig. Pericle Eolo Bellofatto.

 

Nelle due immagini: una carta geografica dell’Italia all’inizio del 1600 ed un carro di monatti.


Commenti

  Commenti: 1

  1. Vittorio SANTARSIERE


    A. MANZONI. IL DUCATO DI MILANO NEL 1600. E’ il tema trattato il 26.1.2017 al Salotto letterario, presso la biblioteca della Parrocchia S. Romano, posta benevolmente a disposizione. Relatrice l’ottima Prof.ssa Loredana Mambella, che ha rivisitato i momenti ed i comportamenti più “tonici” del secolo di impostazione del romanzo. L’illustrissimo autore si inventa il ritrovamento di un manoscritto antecedente il suo tempo, portante i momenti principali dell’opera. L’assetto politico scaturisce dalla Pace di Cateau-Cambrésis, che trasferisce il Ducato di Milano sotto la Spagna, con danni per esso nell’industria. La crisi concerne segnatamente le filande (14.000 telai tutti attivi) ove annoveravano utile impiego anche Renzo e Lucia. La società spagnola constava di nobili, clerici e poveri, che verranno di poi spacciati dalla reazione dei francesi. La giustizia era in potere dei prepotenti. Le norme di legge erano appannaggio del più forte, che legiferava, condannava ed eseguiva, ma il Montesquieu proclamò la separazione dei poteri legislativo, giudiziale, esecutivo. In cotanta decadenza v’é una rivalutazione della dotta lingua latina, parlata dall’ “avvocato azzeccagarbugli”, che impressiona gli incolti e già nel 1510 il Machiavelli parlava di un simile personaggio. Uno sguardo agli assetti ed eventi privati ci conduce alla perpetua governante dei preti e quella di Don Abbondio, vuolsi Curato della chiesa dei Santi Vitale e Valeria, il cui prenome era Vittoria nell’elaborato “Fermo e Lucia”, di poi semplicemente Perpetua, ultraquarantenne. Era questa l’età sinodale, perché imposta da un Sinodo. Il più recente Concilio Vaticano II abolisce l’appellativo Perpetua e parla di familiari del clero, di età 50 anni. Le persone raggiungevano all’incirca i 30 – 34 anni, la maternità veniva nelle case ed anche i neonati spesso andavano a morte precoce. Vanto del 1600 furono, per le arti figurative, Guido Reni (1575-1642), i Carracci, 2 fratelli ed 1 cugino (+ 1609, 1602, 1619) il Guercino (vero nome G.F.Barbieri). Diedero lustro al loro tempo anche perché alle opere unirono il barocco. In filosofia eccelsero Thomas Hobbes, René Descartes (noto come Cartesio), Franceso Bacone.

Commenti