

Quantificabili nei prossimi cinque anni in 14,5 mln di costi aggiuntivi e 6,7 mln di investimenti per ogni “punto” di differenziata oltre il 30% previsto
L’impegno ad elevare la quota di differenziata oltre il 30% è fattibile, ma richiede ad AMA spa uno straordinario sforzo economico e sociale, quantificabile nei prossimi cinque anni in 14,5 milioni di euro di costi aggiuntivi e 6,7 milioni di investimenti per ogni “punto” ulteriore di differenziata oltre il 30% previsto dal piano industriale.
La spesa complessiva nell’arco dei cinque anni sarebbe così di 243 milioni di euro di costi di gestione, a cui bisogna aggiungere 101 milioni di investimenti. A regime il maggior costo della raccolta differenziata raggiungerebbe la cifra di circa 87 milioni di euro annui.
È bene precisare, inoltre, che un obiettivo di tale portata (vicino al 45% di raccolta differenziata a regime) presupporrebbe un forte impegno da parte delle istituzioni e di tutta la filiera dei consorzi. Filiera che attualmente presenta elevate criticità per il riciclo dei singoli materiali raccolti.
L’obiettivo che Ama spa ha assunto con il nuovo piano industriale, e cioè raggiungere il 30% di raccolta differenziata entro il 2013, in un contesto economico sostenibile è un traguardo ambizioso, realistico e del tutto in linea con la crescita della differenziata nelle grandi città italiane ed europee che prevede un incremento annuo del 2%. Percentuale significativamente superiore rispetto a quanto ottenuto negli ultimi quattro anni (dal 2004 al 2007 +1,3% all’anno).
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