


Quella di cui vogliamo parlare, è una storia, un viaggio affascinante tra presente, passato e futuro ma partendo dalla fine e che pone al centro del nostro interesse la carriera sportiva di una nostra amica, “capitana” del GSC Tor Sapienza Cerbiatto, al secolo Arianna Papi. Classe 1976, scalatrice di classe purissima, da 10 anni sulla bici da corsa, passione di famiglia e del suo compagno di vita Massimiliano. Una ragazza dal carattere tanto timido e riservato quanto deciso e determinato sulle due ruote.
La stagione agonistica che si è appena conclusa, l’ha vista salire sul terzo gradino del podio del circuito “Pedalatium”; seconda piazza nella cronoscalata Colle di Fuori-Rocca Priora (valida per la Coppa Lazio); terza di categoria (prima NON-CSAIN) alla “Mediofondo della Capitale” e da ultimo, ma di certo non meno importante, l’11° posto di categoria alla Gran Fondo Campagnolo di Roma completato dal 38mo tempo assoluto su 140 donne presenti ed uno straordinario nono piazzamento di categoria nella somma delle tre cronoscalate previste.
Riavvolgendo il nastro della memoria, Arianna si mette in luce per la prima volta nel 2009 con il 3° posto assoluto nella Gran Fondo dei Monti Ausoni, dove riceve il premio direttamente dal grande Gianni Motta. Il 2010 è l’anno della Maratona delle Dolomiti: sul percorso corto realizza il 12mo tempo assoluto e l’ottavo di categoria, con la soddisfazione di essere stata intervistata dall’emittente satellitare Sky. Tuttavia il 2011 è l’anno della consacrazione definitiva: vince il campionato regionale di cronoscalata; alla “9 Colli” di Cesenatico fornisce una splendida prestazione impreziosita dallo stupefacente 6° posto assoluto nella cronoscalata del Barbotto mentre a fine giugno si aggiudica il 3° posto alla cicloscalata del Blockhaus. E arriviamo al 2012, l'”annus horribilis” del nostro “scricciolo”; in un freddo ma soleggiato sabato di gennaio, quando il gruppo affronta a forte velocità il tratto di strada all’interno della pineta di Castelfusano, una maledetta buca sull’asfalto non segnalata, fa terminare rovinosamente a terra la nostra “capitana”.
Risultato: frattura del setto nasale, varie contusioni ed escoriazioni, uno spavento immenso. In tutti i presenti di quel giorno, il ricordo del sua maglia sporca di sangue è un’immagine difficilmente cancellabile dalla memoria. Da quel giorno, la nostra Arianna ha dovuto patire molto per rimettere ordine nel suo fisico nonché nella sua vita: un’operazione al setto nasale e la paura di rimontare in bici, forse la montagna più dura che abbia mai dovuto scalare. Ma è proprio in questo frangente, dopo quasi un anno e mezzo di stop forzato, che è emersa la statura caratteriale ed umana di Arianna. Come l'”Araba fenice” che rinasce dalle proprie ceneri, durante l’estate del 2013 trova la forza ed i giusti stimoli per ricominciare a pedalare ed a fine anno, tra lo stupore generale, annuncia il ritorno alle corse. Il resto è storia recente, è l’inizio di questo racconto che era giusto narrare così, partendo dal lieto fine, perché questo è solo l’inizio di una storia ancora tutta da scrivere.
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Grande Arianna!
Non ti conosco ma in qualche modo ci siamo incrociati nelle ultime gare del “Pedalatium” 2015.
A Fiuggi e Fara in Sabina siamo arrivati quasi assieme, allora quando ti ho vista alla Gran Fondo dell’Appennino Reatino sono stato a ruota sulla prima salita.
Complimenti, quest’anno prima di categoria nel circuito “Pedalatium” !!!!
Giampaolo