Camminare allunga la vita

E' una attività fisica economica e salutare. Ecco perché? E come praticarla
Dottor Emanuele Fanella, Biologo nutrizionista - 23 Marzo 2021

Oramai consigliare il movimento per me è una missione al punto tale da farci un articolo. La sola sana alimentazione non basta per star bene.
Perché è importante camminare? Molti studi scientifici hanno dimostrato che camminare diminuisce il rischio di morte!
Camminare aiuta inoltre a dimagrire, a preservare il peso forma e a prevenire diverse problematiche o patologie quali diabete, ictus, obesità, osteoporosi, pressione alta, colesterolo alto, etc.

Inoltre camminare è un tipo di attività fisica:

– Praticamente priva di costi: non c’è bisogno di iscrizione in palestra, in piscina, né di specifiche attrezzature o abbigliamento tecnico, basta dotarsi di abbigliamento e scarpe che risultino comodi.

– Praticamente priva di rischi: salvo problemi alle articolazioni degli arti inferiori, basta scegliere percorsi pianeggianti e tempistiche adatti alla propria età e al proprio stato di salute.

– Senza problemi di orario: si possono scegliere gli orari preferiti in autonomia.

– Senza problemi di spazio: si può camminare ovunque ci si trovi, senza bisogno di andare nel proprio centro sportivo, etc.

– Praticabile sia da soli che in compagnia.

Velocità e tempo

Per ottimizzare il lavoro dovrete prestare attenzione a due fattori: intensità e durata.

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Per prima cosa, per iniziare, occorre scegliere un percorso possibilmente pianeggiante e il meno trafficato possibile, far partire il cronometro (o semplicemente controllare l’orologio) ed iniziare a camminare lentamente, fino a raggiungere progressivamente un buon ritmo, senza affanno o eccessivo sforzo.

Per capire qual è la velocità è più appropriata, basta fare un autotest; se dopo circa 5-10 minuti di cammino sentite il respiro farsi un po’ più corto, ma siete in grado di canticchiare una canzone, vuol dire che il vostro ritmo non è eccessivo. In caso invece di fiatone, è comunque sempre consigliabile rallentare, almeno un po’.

Le prime volte è opportuno affrontare passeggiate della durata di 20-30 minuti, eventualmente anche meno, in caso di obesità, o se si ritiene sia meglio iniziare con maggiore cautela.
Le volte successive è consigliabile aumentare la durata di qualche minuto, possibilmente fino a raggiungere o superare i 60 minuti.
In caso ci si trovi a dover affrontare una salita, occorre rallentare sensibilmente il passo, per evitare di incrementare troppo l’intensità dello sforzo.
Anche in caso ci si trovi davanti ad una discesa è consigliabile prestare attenzione, cercando di attutire il più possibile l’appoggio dei piedi sul terreno, di modo da scongiurare possibili traumi a bacino, ginocchia e colonna vertebrale.

Forse non sapevi che…

– Tra i muscoli messi in movimento dal camminare ci sono anche i glutei, che si contraggono ogni qual volta la gamba che è indietro si sposta in avanti per compiere il passo.

– Anche in caso di semplice camminata a ritmo sostenuto, è sempre consigliabile terminare l’attività riducendo progressivamente il ritmo e facendo poi qualche esercizio di allungamento muscolare.

 

Per approfondimento:

https://www.educazionenutrizionale.granapadano.it

https://www.facebook.com/BONUMVITAENUTRIZIONE


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