

San Basilio, Tor Cervara, Pietralata, Casal Bruciato protestano a causa dei miasmi del depuratore ACEA ATO2
Il settore Nord Est di Roma Capitale reclama ancora una volta aria respirabile. I cittadini di Ponte Mammolo, San Basilio, Tor Cervara, Pietralata, Casal Bruciato protestano a causa dei miasmi del depuratore ACEA ATO2 Roma Est. Ma l’ACEA SpA, una delle principali multiutility italiane, continua a fare i propri interessi nel potenziare e allacciare collettori.
Al quartiere di Colli Aniene abbiamo assistito, il 19 aprile scorso, alla prima grande manifestazione avversa al Depuratore ACEA, la cui storia è arcinota per la puzza pestifera che, da almeno trent’anni, continua a diffondere nel settore Nord Est della Capitale.
La partecipazione non è stata quella auspicata considerato il grave problema avrebbe richiesto perché la sfiducia è grande, ma è stata comunque tale da far intendere a chi di dovere che la gente è ormai stufa e comincia a scendere in piazza.
I dimostranti, con grande scorta di Forze dell’ordine, da Largo Franchellucci si sono diretti in folto corteo fino a Viale Bardanzellu, nella piazzetta antistante il Centro Sacro Cuore, per l’annunciata assemblea pubblica.
La partecipazione ha coinvolto non solo i collianiensi e parecchi cittadini di Casal Bruciato, Pietralata, Ponte Mammolo e Rebibbia, con striscioni, cartelli e tutto il rumoroso impiego del caso, facendo risaltare come per l’occasione il Comitato e le Associazioni territoriali abbiano fatto un ottimo e non facile lavoro organizzativo. Un lavoro che non solo è riuscito a concretizzare la manifestazione ma soprattutto a smuovere, oltre un pugno di pessimisti demoralizzati, anche i rappresentanti bipartisan del V municipio.
L’assemblea è stata vivacissima. Hanno esposto i motivi della protesta il presidente del Cdq Lino Di Rubbo, i rappresentanti delle associazioni territoriali e vari cittadini. Brutta la sensazione per certe presenze che avrebbero volentieri attizzato il fuoco e il corteo di vogliosi di protagonismo a tutti i costi.
Ancora una volta – ma con maggiore vigore non disgiunto dalla correttezza – sono state reiterate le cause del malessere di così tanta parte del territorio municipale causate dal depuratore ACEA ATO 2 di Via degli Alberini. Un malessere che ha portato all’esasperazione gli abitanti dei popolosi quartieri circostanti l’impianto perché, da un trentennio, con varia continuità li appesta con una ributtante puzza di feci. E a nulla per ora sono valse le numerose proteste compresa la più recente, l’esposto alla Procura della Repubblica che sta conducendo indagini.
L’ACEA di fronte alle nuove e più vigorose proteste, ci riferiscono alcuni manifestanti, ha messo in atto la consolidata strategia del logoramento annunciando in ben trent’anni, di protesta in protesta, l’inizio o la prosecuzione di lavori risolutivi per il problema. Al contrario, sotto specie di abbattere il fetore – dopo un periodo di prudente allentamento per placare le tensioni con il territorio – ha ripreso anzi aumenta l’attività con il relativo incremento del fenomeno olfattivo.
E che anche questa volta l’ACEA abbia voglia di continuare nella già sperimentata strategia. È stato chiarificatore il conciso discorsetto del responsabile della conduzione dell’impianto incriminato. Questi difatti (ha l’incarico da meno di un mese) ha ripetuto la storia di sempre e cioè che l’ACEA da circa un anno sta facendo lavori di ristrutturazione totale “pesante pesante” sugli impianti; che sulla prima sezione sono stati completati i lavori di sostituzione di una serie di tecnologia”seria” sulla vasca di ossidazione e sul pretrattamento, interventi utili ad “efficientare” (sic) il processo e che la prima sezione rientrerà in servizio la prossima settimana. Con questo il nostro conta sul miglioramento della situazione e dei miasmi “che voi dite di sentire”. Subito dopo ha elencato lavori che riguarderanno i digestori dei fanghi e tutta un’altra serie di lavori e di gare d’appalto.
Insomma, a parere di un rappresentante del Cdq, che la situazione del fetore sia negli ultimi anni peggiorata e minacci di peggiorare ulteriormente, all’ACEA non interessa, così come non ha l’intenzione e interesse di depotenziare o delocalizzare il depuratore, di sottodimensionare e attivare quello di Tor Cervara o addirittura costruirne uno nuovo fuori raccordo. L’impianto è in Via degli Alberini da 30 anni, è ormai consolidato e rappresenta inoltre un evidente conflitto di interessi con Caltagirone nel CDA di ACEA che ha il solo interesse di continuare a gestire un fiume di denari che bastano e avanzano per tener buona la gente ed affrontare beghe legali.
L’ACEA SpA è il caso di ricordare, è una delle principali multiutility italiane. Quotata in Borsa nel 1999, opera nella gestione e sviluppo di reti e servizi nei business dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente. E’ il primo operatore nazionale nel settore idrico, il terzo nella distribuzione di elettricità e nella vendita di energia e il quinto nel settore ambientale. Ha circa 7mila dipendenti.
Riusciranno i poveri collianiensi ad averla vinta contro un tale colosso?
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Sono 3 anni che abito. A San Basilio e sento tutte le mattine un forte odore di feci. Penso che devono soluzionare questa situazione perché e molto negativa per la salute della gente: bambini e ragazzi che sono il futuro dell’Italia. Grazie