

Taglio del nastro nel Municipio IV per il nuovo spazio dedicato al ricordo di un ragazzo tragicamente scomparso. In collaborazione con il Centro Famiglia "La Ginestra in Fiore", pannelli informativi guidano i giovani in difficoltà verso i servizi d'ascolto
Non solo scivoli, altalene e panchine per il tempo libero delle famiglie, ma un vero e proprio presidio territoriale contro l’isolamento e la sofferenza silenziosa di centinaia di adolescenti.
Nel Municipio IV è stata ufficialmente inaugurata la nuova area giochi di via Igino Giordani, un intervento di riqualificazione urbana che l’amministrazione locale ha voluto dotare di una forte impronta sociale e simbolica.
Lo spazio è stato solennemente intitolato alla memoria di Valerio, un giovane del quartiere scomparso prematuramente pochi anni fa.
Un ricordo trasformato in un’occasione di aggregazione per bambini, studenti e famiglie, con un focus mirato sul contrasto al disagio giovanile e sulle fragilità psicologiche dell’età evolutiva.
A caratterizzare l’area è un’installazione informativa studiata per intercettare il malessere spesso inespresso dei ragazzi.
Il Centro Famiglia municipale “La Ginestra in Fiore” ha curato la realizzazione di appositi pannelli tematici integrati con codici QR.
Inquadrando la mattonella digitale con uno smartphone, ragazzi e genitori in difficoltà possono accedere istantaneamente ai contatti e ai numeri di emergenza per richiedere supporto psicologico, consulenze gratuite ed essere presi in carico da professionisti dell’ascolto.
A spiegare la scelta dell’amministrazione è il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti: «Abbiamo inaugurato la nuova area giochi di via Igino Giordani volendo conferirle un significato molto più profondo. È un luogo pensato per parlare del disagio giovanile, delle fragilità e delle difficoltà che tanti ragazzi attraversano, spesso senza riuscire a trovare le parole per raccontarle».
«Chiedere aiuto non è una debolezza – evidenzia il minisindaco –. Nessun ragazzo deve pensare di dover affrontare da solo un momento di crisi. Uno spazio pubblico può e deve essere molto più di giochi e verde: può diventare ascolto, prevenzione e comunità nel nome e nel ricordo di Valerio».
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