

Vannini (PDL): difficile rendere il Tevere balneabile, più facile renderlo navigabile
Era il 1956 quando il regista Dino Risi girava le scene di Poveri ma belli, in cui due amici lavorano in uno stabilimento balneare sul Tevere. Dopo più di mezzo secolo le scene di quel film potrebbero tornare di attualità. Un progetto che renda di nuovo balneabile il fiume di Roma, con tanto di spiagge in centro città, è allo studio della Commissione per lo sviluppo di Roma capitale, presieduta da Antonio Marzano, che il 20 febbraio ha tenuto una riunione e che entro la fine di marzo completerà i suoi lavori consegnando al sindaco della capitale, Gianni Alemanno, il frutto del lavoro intorno a questo progetto.
Cinquantatre commissari, quattro aree di intervento, un centinaio di progetti, tra cui uno di questi, molto grande e con una previsione di spesa di almeno 600 milioni, riguarda il Tevere. I dettagli dell’operazione, per ora, sono custoditi da Marzano, che rimane con la bocca cucita.
Alla presentazione dei progetti del gruppo coordinato da Antonio Marzano sarà presente anche Jacques Attali, presidente della commissione a cui si ispira quella romana.
"Un progetto ambizioso – afferma Piergiorgio Benvenuti, Presidente del Coordinamento Roma Capitale e Provincia del Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente – ma affascinante che vede interessato non solamente il fiume con la riqualificazione delle acque, ma anche gli argini come opportunità di sviluppo turistico e di difesa ambientale".
"Siamo fortemente convinti – prosegue Benvenuti- che le acque del Tevere potranno tornare ad essere limpide e non inquinate con una programmazione di interventi sui depuratori e sugli scarichi abusivi che a tutto oggi esistono, ma da tempo stiamo sostenendo il progetto di rendere navigabile il Tevere sia per finalità turistiche, ma soprattutto per dare alla Capitale un’alternativa di trasporto urbano, compresa la riqualificazione delle piste ciclabili parallele al corso d’acqua".
"Non ultimo il progetto presentato da Fare Ambiente della realizzazione del Museo del Tevere –conclude Benvenuti – che darebbe una valenza di identità storica, culturale ed ambientale al fiume al pari delle altre Capitali europee, bagnate da un corso d’acqua fluviale".
Alla proposta di Antonio Marzano, Alessandro Vannini Presidente della Commissione Turismo e Moda del Comune di Roma ha dichiarato – "Credo sia difficile far tornare balneabile il Tevere.
l progetto della commissione Marzano è sicuramente affascinante ma allo stesso tempo irrealizzabile. Le condizioni del Tevere sono pessime, sono molti gli scarichi industriali e fognari che scaricano nel fiume, con i fondali pieni di carcasse di auto e motorini nonché di rifiuti di varia natura. Ritengo invece – continua Vannini – ottima l’idea di trasformare il fiume romano in una sorta di metropolitana sull’acqua. Rendere navigabile il Tevere lungo tutto il suo corso sarebbe l’ideale in quanto permetterebbe di realizzare un’alternativa al trasporto su gomma con un’omologa rete su acqua del servizio pubblico”.
"Rendere navigabile il Tevere avvicinerebbe Roma alla Senna di Parigi – conclude Vannini – e potrebbe essere di aiuto al deflusso delle auto, trasformando gli attuali corridoi sulle rive dedicati alle piste ciclabili, in strade dove deviare il traffico.
La scoperta poi di un altro fiume sotterraneo situato sotto al Tevere ha attirato l’attenzione di alcuni componenti della Commissione, che sta ragionando anche sullo sfruttamento di questo corso come sorgente di energia geotermica per riscaldare la città".
L’idea, per la verità, era già venuta (ed era stata sperimentata) dalla giunta Veltroni, che dal 2003 aveva allestito sull’ansa del Tevere sopra la Magliana una «Rome plage», sulla scia dell’iniziativa parigina del 2002 (Paris plage, per l’appunto) voluta dal sindaco Bertrand Delanoe.
Il successo parigino fu clamoroso e Roma tentò di seguire la stessa via. “Ora – dice il segretario generale dell’autorità di bacino, Giorgio Cesari – si pensa ad alcune aree balneabili all’interno della città, da allestire con strutture posticce tutte le estati per essere poi sgombrate in autunno, in maniera che non possano essere allagate in caso di piena”.
Un piano dettagliato non esiste, ma si lavora su alcune zone già «testate» dalla precedente amministrazione: quella sopra la Magliana, per l’appunto, quella a ridosso di ponte Margherita, già servita da una scalinata assai agevole, la zona a monte di Ponte Milvio e, ancora più su, quella dell’Acqua Acetosa. “Si tratta – dice Cesari – in genere di zone verdi già esistenti, con accessi relativamente facili al greto del fiume. Ma occorre considerare che lungo gran parte del tratto urbano del Tevere ci sono una ventina di barconi galleggianti già attrezzati per la balneazione. Senza dire dei circa 15 circoli canottieri distribuiti tra Castel Giubileo e la foce”.
”Si tratta, dunque – continua Cesari – di mettere in rete tutto questo, per offrire un servizio integrato. Beninteso ripulendo l’alveo del fiume dalla quantità di detriti accumulati (e visibili) e mettendolo a riparo dalle incursioni dei topi. Ma l’ambizione della Commissione Marzano è più ampia e vuole evitare, prima di tutto, che si ripeta l’emergenza dello scorso dicembre.
Quindi pulire, restaurare e curare gli argini sia del Tevere sia dell’Aniene, ma anche dei tredici fiumi minori che attraversano l’abitato e che, per lo più, sono sconosciuti ai romani stessi. Sono corsi d’acqua a volte nascosti dall’urbanizzazione – dice Cesari – o semplicemente non valorizzati. Questi fossi, il cui tracciato è in media di decine di chilometri, attraversano aree verdi di grande interesse naturalistico. Pulirli, curarne l’alveo, non solo consente di evitare alluvioni, ma anche di far riemergere parchi incantevoli”.
”Infine – conclude il segretario generale dell’autorità di bacino – saranno allestite «terrazze» sul Tevere, in corrispondenza di aree già pedonalizzate, come quella dell’Isola Tiberina, del ponte Milvio e di Castel Sant’Angelo. Quattro o cinque ascensori, inoltre, consentiranno l’accesso alle banchine anche ai diversamente abili. Uno dovrebbe essere all’Isola, un altro a Ripetta, un terzo a Ponte Cavour. Per gli altri non è stata ancora presa una decisione.
Un avvertimento, comunque va dato: la balneazione sul fiume si intende soprattutto come «la fruizione di piscine sulle rive», perché il bagno in pieno corso si consiglia solo ai canottieri abituati a questa pratica. Oltre che al coraggioso tuffatore che da ponte Garibaldi su butta nell’acqua gelida tutti i capodanni.”
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