Con Omnia Urbes visite guidate a Villa dei Gordiani, Santa Maria della Vittoria e Santa Maria degli Angeli

Sabato 6 febbraio e domenica 7 febbraio
Redazione - 1 Febbraio 2021

Il fascino di Roma imperiale, il mistero della Roma arcaica, la solidità della Roma repubblicana e le altezze estatiche della Roma barocca e rinascimentale, saranno molti i volti di Roma che l’Associazione Culturale Omnia Urbes mostrerà nel fine settimana del 6 e 7 febbraio.

Sabato 6 febbraio Villa dei Gordiani

Si riparte dal V Municipio, da un luogo simbolo di un territorio e di una visione della Città (e non si sta parlando dei tempi contemporanei): la cosiddetta Villa dei Gordiani, sabato 6 febbraio ore 11.00.

Un’antichissima strada ed il suo territorio, un parco e la sua storia. La storia romana e la storia del V Municipio, i luoghi che, immersi in un parco cittadino, accolgono i resti della residenza della famiglia imperiale dei Gordiani (almeno è così che ci è stato sempre tramandato…)
Partendo da via Praenestina antica, o meglio dall’antica Gabina, un viaggio nel tempo scorgendo la vita dei romani ai tempi della famiglia dei Gordiani (nel III secolo d.C.), guardando con occhi nuovi e più consapevoli i resti del mausoleo (o almeno così ci hanno tramandato), della basilica (mai inaugurata) dell’aula ottagona, divenuta nel corso del Cinquecento la Torre dei Schiavi (in onore della famiglia che ne detenne la proprietà e non come si dice perché ci fossero gli schiavi).
La villa ed il suo parco, torneranno nel corso della visita di nuovo protagonisti di un’epoca ormai lontana nel tempo, ma molto vicina nello spazio.

Il contributo previsto è di 17euro (comprensivo della quota di iscrizione annuale e dell’affitto degli auricolari).

Domenica 7 febbraio S. Maria della Vittoria e S. Maria degli Angeli

Domenica 7 febbraio, con appuntamento alle ore 15.30, c si fermerà davanti ad un assoluto momento di eterno: l’estasi (o transverberazione) di Santa Teresa all’interno della basilica di Santa Maria della Vittoria, ina tra le più famose opere dell’immenso genio di Gian Lorenzo Bernini.
È necessario un attimo di infinita emozione per poter ascoltare le armonie che da quel marmo sublime si spandono intorno! Uscendo dalla chiesa ci si dirigerà verso la Basilica di Stato, Santa Maria degli Angeli e dei Martiri con le sue numerose leggende e forse quella che può essere considerata la più romantica, e romana, è quella legata alla visione di un sacerdote siciliano, zio di un fedele discepolo di Michelangelo.
L’anziano sacerdote vide una “luce più che neve bianca” che si ergeva dalle Terme di Diocleziano con al centro i sette martiri e così volle far realizzare un tempio dedicato proprio a quegli angeli sognati che, secondo la leggenda, confortarono i martiri cristiani chiamati al supplizio. La basilica fu così battezzata Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
Ma a chi affidare la realizzazione dell’opera se non al maestro del nipote, al grande Michelangelo?
E fu così che il grande , e ormai anche lui anziano, genio assoluto dell’arte mondiale si accostò (è questo il termine più indicato) alla realizzazione dell’opera con una delicatezza e con un rispetto delle antiche e maestose vestigia tali da anticipare di quasi cinquecento anni le regole e la filosofia del restauro architettonico moderno!
Si limitò a delimitare lo spazio con alcune pareti divisorie e a ricavare un profondo presbiterio, designò come principale l’asse minore, dal vestibolo rotondo all’altare. Fu tutto!
Era pur sempre Michelangelo!

Il contributo previsto è di 20 euro (comprensivo della quota di iscrizione annuale e dell’affitto degli auricolari).


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