

Il pugile di San Basilio, dopo l'avvincente vittoria al PalaTiziano ha le porte aperte per il titolo mondiale a Las Vegas
Petrucci ce la fa e si proietta alla conquista del titolo mondiale pesi Welter dopo aver battuto il messicano Jose Luis Cruz di fronte a 4500 tifosi. L’incontro, avvenuto il 9 maggio a Roma, al Palazzetto dello sport di viale Tiziano, nell’ambito dell’evento "Boxing Fight Day", è stato organizzato dall’ex pugile Davide Buccioni ed era l’ultimo test importante imposto dall’America per il romano campione europeo.
In dodici riprese Daniele “Bucetto” Petrucci batte l’esperto e temibile Jose Cruz confermando lo straordinario talento che lo porta all’età di 28 ad avere un attivo di 22 vittorie di cui 9 per KO. Ora la strada per l’America è aperta e Petrucci lo aveva detto: “Prima o poi ai mondiali ci arrivo”.
Il pugile, romano di San Basilio, non dimentica la sua città che gli ha offerto opportunità e successi. Il suo obiettivo è riportare la grande boxe a Roma. Grande tifoso romanista, il giorno prima del match con Cruz si era recato a Trigoria per salutare Totti e De Rossi. Un rito che gli ha portato bene.
Il boxeur capitolino ha percorso tutte le tappe della sua carriera nella sua città. Ha cominciato a tirare pugni a 9 anni e non ha mai smesso. A 15 anni ha partecipato ai “Primi pugni regionali” ma andò male e decise di lasciare. Come ha dichiarato a Il Messaggero in un’intervista, fu grazie al suo storico maestro di boxe Carlo Maggi, che trovò la forza di andare avanti. “Maggi mi fece capire che nella vita bisogna lottare soprattutto quando le cose non vanno bene. Mi riprese per i capelli, che sono tanti, ed eccomi qui, imbattuto. I miei match li ho disputati sempre a Roma, salvo l’esordio a Latina”.
Il suo programma d’allenamento è duro, basato su un lavoro settimanale in palestra che si conclude il sabato con una corsa in montagna di dieci chilometri nei pressi di Farfa. Ma il tempo libero lo passa con la sua ragazza e la domenica l’appuntamento fisso con la Roma. Insomma una vita dura, da condottiero, condita da svaghi essenziali, ma che, speriamo tutti, lo porti sul palcoscenico mondiale di Las Vegas.
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