

La rappresentante dell'Assessorato ai LL.PP. rinvanga la trita storia dei monitoraggi, attribuisce il fenomeno a cause improbabili ed annuncia entro il 22 giugno un sopralluogo dell'assessore Ghera all'impianto
Non se ne viene più fuori! L’Assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera, richiamato dal pandemonio per la storiaccia trentennale del Depuratore Acea di via degli Alberini a Colli Aniene, per arginare la protesta, interviene finalmente nel contendere tra cittadini ed Acea.
Purtroppo anche lui si lascia avviluppare nella spirale degli accertamenti, dei tavoli di lavoro con i vertici dell’Acea, incontri per annusare nei rilevamenti olfattivi dei nasi elettronici e relative verifiche attente.
Risultato: ancora una promessa di stretta sui controlli ed un altro dei sopralluoghi all’impianto con i Comitati dei cittadini. Insomma l’Acea persiste nel non voler intraprendere azioni concrete. Il pretesto è di voler ricercare e conoscere ciò che dovrebbe ben sapere (sarebbe grave non lo sapesse), cioè che il responsabile della puzza sgradevole di feci è in massima parte l’acido solfidrico o idrogeno solforato, sottoprodotto di alcune attività industriali quali l’industria alimentare e la depurazione delle acque.
L’Assessore capitolino, bisogna dirlo, affronta il problema obtorto collo e, di più, si dice contrariato per l’inclinazione dei cittadini a reclamare sul bicchiere mezzo vuoto, senza il minimo accenno alla parte dello stesso bicchiere che va con impegno rimboccando. Nessuna parola è stata infatti spesa dalla gente, dai Comitati cittadini, per il graduale rifacimento del manto di asfalto di lunghi tratti di strade cittadine costellate di voragini di tutte le dimensioni ed ammalorate oltre ogni dire. Anche viale Bardanzellu e viale Franceschini hanno avuto dall’assessorato la loro parte di attenzione poiché bisognevoli di migliorie urgentissime dato che, per ben due volte negli anni passati, l’asfaltatura era stata una beffa. Parimenti nessuna menzione è stata fatta per il restauro dell’I.C. Balafanoff che da almeno 8 anni invocava invano interventi insieme con la Scuola di Viale Fernando Santi.
Ciò premesso l’Assessore si trova suo malgrado di fronte ad un altro problema ereditato, quello del depuratore Acea che definire arduo è eufemismo. Non a caso le precedenti amministrazioni comunali rutelveltroniane e locali mezzabottacaradonniane sono riuscite a sorvolare se non a soffocare e rimpallarsi la iattura che affligge da un trentennio un ampio settore del V municipio, fino a scodellarla all’attuale governo della Città, incrudelito dalla pazienza ormai esausta dei cittadini di almeno tre quartieri della Città. Perché il disgusto non colpisce solo Colli Aniene ma, da due anni a questa parte, anche Casal Bruciato, Ponte Mammolo e Rebibbia.
E che il disagio sia effettivo e prepotente lo dimostra la traboccante partecipazione all”Assemblea pubblica convocata dal rinnovato Comitato di quartiere il 10 giugno scorso. Durante questa memorabile adunata di popolo, il nuovo presidente del Cdq “Colli Aniene” Lino Di Rubbo, dopo aver ragguagliato l’uditorio sulle azioni svolte dal comitato, ha reiterato i solleciti ai dirigenti dell’Acea affinché impieghino ogni mezzo per mettere fine allo sconcio.
Purtroppo non riteniamo confortante l’intervento della rappresentante dell’Assessorato ai LL PP dott.ssa Annamaria Cosetti che rinvanga la trita storia dei monitoraggi, attribuisce il fenomeno a cause del tutto improbabili ed annuncia entro il 22 giugno un sopralluogo dell’assessore all’impianto.
Unico momento realmente proficuo dell’evento è stato quello della risoluzione a rivolgersi alla Procura della Repubblica ed organizzare una manifestazione di protesta in via degli Alberini, all’ingresso del Depuratore incriminato.
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