Dibattito sul nucleare al Circolo degli Artisti di via Casilina

A promuoverlo il Circolo Alex Langer degli Ecologisti del PD, per la Festa de L'Unità a San Giovanni

Ritorno al nucleare: una scelta opportuna?
Con questo interrogativo il Circolo Alex Langer degli Ecologisti per il Partito Democratico, ha dato vita ad un dibattito sul nucleare. La sera di giovedì 10 luglio, in via Casilina Vecchia 42 (piazza Lodi), in occasione della Festa de L’Unità di San Giovanni, Pierluigi Adami e Angelo Bombardieri, rispettivamente Coordinatore e referente sul tema nucleare del Circolo Langer, e Fabrizio Vigni, Presidente degli Ecologisti democratici, hanno fatto un po’ di chiarezza su tutta la questione dell’approvvigionamento energetico nel nostro Paese.

Il dibattito è stato aperto da Adami, il quale ha fornito subito i dati ufficiali sulla produzione d’energia elettrica in Italia, facilmente consultabili al sito della società elettrica Terna (www.terna.it).

Nella patria di due famosi Enrico, che tanto fecero per l’energia, Fermi e Mattei, l’energia elettrica prodotta dal petrolio è appena il 7.2% e noi italiani riusciamo a produrre in casa il 90% del nostro fabbisogno energetico.

Bastano queste due semplici cifre, peraltro mai pubblicizzate dalla stampa ufficiale, per far nascere nella mente inquietanti interrogativi: “Perché si preannunciano aumenti della bolletta della luce per via del caro petrolio, quando noi non siamo, a livello energetico, dipendenti dall’oro nero?”. E soprattutto: “Perché si vuole tornare al nucleare, rinnegando il responso referendario del 1987, quando produciamo noi stessi la quasi totalità dell’energia elettrica che consumiamo?”.

«L’immagine di un’Italia attaccata con un cordone ombelicale al nucleare francese o sloveno – dice Adami – è fuorviante. Il bisogno del nucleare viene spinto da interessi che non sono quelli del popolo italiano. Ma in realtà quest’anno il parco eolico della Sardegna e del meridione d’Italia farà altrettanti GigaWatt di quanti ne faceva la centrale nucleare di Caorso. Nel 2007 abbiamo prodotto 4 mila GigaWatt dall’eolico. Dalle fonti rinnovabili ci arrivano ogni anno 50 mila GigaWatt d’energia».

«Per non parlare degli sprechi d’energia causati da una rete di distribuzione non efficiente come quella italiana», precisa Bombardieri.

«Siamo in presenza di una nuova rivoluzione industriale – sostiene Vigni – La prima aveva come simboli il carbone e il treno. La seconda il petrolio e l’auto. Questa terza rivoluzione è legata alle nuove tecnologie, alle fonti rinnovabili, alla sfida dell’idrogeno. Con gli incentivi del governo Prodi la produzione di fotovoltaico ha avuto un’impennata del 500%. Il nucleare non è la scelta giusta. Molti paesi al mondo l’hanno abbandonato. Attualmente la produzione di energia elettrica da nucleare si mantiene sotto il 6%. Le previsioni sono per una riduzione».

«Efficienza energetica e fonti rinnovabili: questa è la sfida che ci attende per il futuro – conclude Vigni – E l’Italia non può perdere il treno dell’innovazione tecnologia. Già oggi, grazie agli incentivi economici, ci sono importanti esperienze come i Gruppi collettivi di acquisto del fotovoltaico. Ma gli incentivi da soli non bastano. È necessario fare moltissimo anche sul piano dell’informazione e dello snellimento burocratico per favorire un decentramento energetico che produrrà una democratizzazione dell’energia».

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