

Si cerca sito alternativo all'impianto. Ortu (FdS): "Alemanno e Polverini giocano a rimpallo delle responsabilità"
Tiene banco a Roma la polemica scattata in seguito all’incidente sul lavoro di lunedì 13 dicembre, nel quale due operai sono rimasti intossicati a seguito delle esalazioni prodotte presso la discarica di Malagrotta, dove si trovavano per compiere lavori di manutenzione all’interno di un condensatore-caldaia. La tragedia è stata evitata grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, tecnici del soccorso alpino e sanitari dell’Ares 118, che hanno provveduto a rianimare con ossigenoterapia i due lavoratori trovati sdraiati a terra in stato di semicoscienza per gli evidenti segni di intossicazione da sostanza chimica. Trasferiti in elisoccorso al Policlinico Gemelli, sono tuttora in osservazione, ma stanno bene e sono fuori pericolo.
Quanto accaduto riaccende la polemica intorno al tema della sicurezza sul lavoro, in particolare sulle condizioni dell’impianto nel sito di Malagrotta (XVI Municipio), dove sorge la discarica più grande d’Europa in termini di saturazione, già al 90%. Già più volte denunciato, l’impianto è immerso in un ambiente ad alto rischio ecologico, dove convivono insanamente diverse aziende agricole e una raffineria, un gassificatore, la discarica, quattro impianti di stoccaggio e un inceneritore per rifiuti ospedalieri.
Sulla vicenda è intervenuto Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza di Roma Capitale, che in una nota ha osservato: "Quanto accaduto oggi a Malagrotta porta ancora una volta alla ribalta la necessità di vigilare con attenzione sulla discarica puntando alla chiusura definitiva del sito in tempi brevi e al risanamento dell’intera area, così come da anni invocano i cittadini stanchi dei continui disagi e pericoli e dell’immobilismo delle istituzioni. Le amministrazioni preposte devono intervenire, non è possibile continuare ad assistere inermi allo scempio del territorio e al rischio per la salute degli abitanti della zona".
Amareggiati gli interventi di Salvatore Biondo, Segretario Regionale della CISL del Lazio e di Maurizio Marozzi, Segretario Generale della FIT-CISL di Roma e Lazio, che nell’esprimere solidarietà ai lavoratori coinvolti dichiarano: "Oggi è stata una brutta giornata per il sistema dei rifiuti nel Lazio. L’incidente occorso a Malagrotta a due operai, che per fortuna non ha determinato conseguenze mortali è tuttavia molto grave e denuncia la necessità di aumentare i controlli sulla sicurezza sia di chi lavora nell’impianto che dei cittadini delle aree circostanti". Gli fanno eco Gino De Paolis e Gianluca Peciola, consiglieri provinciali di Roma di ‘Sinistra, Ecologia e Libertà’: "È l’ennesima tragedia sfiorata nel Lazio. È necessario che siano accertate le condizioni in cui si trovavano a lavorare i due operai, in quanto per simili interventi di manutenzione dovrebbero essere seguite delle procedure rigide dal punto di vista della sicurezza sul lavoro".
L’idea è quella di trovare un sito alternativo all’attuale discarica e chiudere finalmente l’impianto di Malagrotta. In tal senso, sembrerebbe che vi sia una sorta di rimbalzo di responsabilità tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la presidente della Regione Lazio Renata Polverini nell’individuare una nuova area. In particolare, intervenendo alla trasmissione ‘Effetto Domino’ su La7, Alemanno aveva spiegato che "probabilmente diremo che non abbiamo un sito all’interno del Comune di Roma e proporremo alla Regione Lazio solo alcuni siti molto problematici. Se la Regione dirà che va bene per noi si può anche fare ma bisognerà fare allargare l’area della scelta anche alla Provincia di Roma anche se no potrà essere molto lontana dalla capitale".
La Polverini, d’altro canto, ha replicato dichiarando di "preferire" prima un’indicazione da parte del Comune di Roma per poi valutare le condizioni per procedere. Non ha gradito il ping-pong Massimiliano Ortu (Federazione della Sinistra), vice presidente del Consiglio Municipio Roma XVI: "Polverini e Alemanno stanno giocando al rimpallo delle responsabilità: non hanno alcuna intenzione di chiudere la discarica di Malagrotta, già dichiarata, più volte, fuori norma dall’Unione Europea". "Basta con queste pantomime – ha concluso in un comunicato stampa – il nostro territorio ha bisogno di risposte e di soluzioni per il risanamento della Valle Galeria e di un quartiere come quello di Massimina che non possono più pagare le colpe del Comune e della Regione, incapaci, come sempre, di affrontare la gestione del ciclo dei rifiuti".
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