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Io, diversamente abile

Una riflessione importante su abili e disabili del segretario generale del C.A.B.A. (Controllo Abbattimento Barriere Architettoniche)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione di Giuseppe Battistoni, segretario generale del C.A.B.A. (Controllo Abbattimento Barriere Architettoniche)*

La Costituzione Italiana all’art. 3 recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

La definizione di diversamente abile è la seguente: la condizione personale di chi, in seguito ad una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale”. Ora penso che inserire in qualsiasi contesto l’espressione “diversamente” sia in disaccordo col concetto che l’articolo 3 così chiaramente esprime. Diversi lo siamo tutti. Lo siamo sia mentalmente che fisicamente. Siamo sempre stati diversi. Siamo diversi di colore, di altezza, di peso, di idee, di carattere, siamo diversi nel manifestare le nostre emozioni, il nostro amore, odio, dolore, paura, felicità, noia, gioia. Ma proprio queste diversità ci rendono uguali. Nessuno penserebbe che un uomo biondo, con gli occhi azzurri sia diverso da un uomo con i capelli neri e gli occhi scuri, nessuno penserebbe ad una diversità se uno fosse un ragioniere e l’altro un gelataio. Eppure con il termine “diversamente abile” si intende solo una menomazione sia essa di tipo fisico piuttosto che mentale. E questa diversità via tutto contro ciò che siamo e soprattutto rende inutili i principi che l’art. 3 della nostra costituzione (e non solo la nostra il principio e adottato da quasi tutte le nazioni del mondo) recita.

Ma se provassimo ad estendere questo concetto a tutti gli esseri umani. E provassimo anche a dare alle parole “diversamente abile” un significato, anzi un valore alternativo. Un valore che non sia un fattore negativo, ma un valore aggiunto. Forse si che saremmo tutti uguali nella nostra abilità diversa. Siamo tutti diversamente abili.

Perché tutti siamo diversi, nella nostra natura e nelle nostre abilità. E perché tutti, senza distinzione, abbiamo diritto dalla nascita a vedere rispettata la nostra dignità, in pari misura e in pari condizioni. Una persona diversamente abile, del resto, sarebbe in partenza ancora più abile, in ambito sociale, se non soffrisse esclusioni che spesso partono proprio dall’uso improprio dei termini che vorrebbero rappresentarla.

La diversità non è un limite ma una qualità. Che andrebbe vissuta e interpretata sempre in senso positivo. Basta guardarsi attorno. C’è chi è diversamente abile, nel dipingere o nello scrivere, chi lo è nel ricercare, chi nel comunicare, chi nel recitare, chi nel cavare il meglio dalla propria inventiva e dalla propria manualità. Pensate al britannico Stephen Hawking. Un genio assoluto: fisico, matematico, cosmologo, astrofisico. Ma la sua evidente diversità non è segnata dal fatto che viva da sempre su una sedia a rotelle e possa parlare solo attraverso un computer:  Hawking è diversamente abile perché nessun altro scienziato al mondo, è stato in grado di studiare con altrettanta profondità, i buchi neri e l’origine del cosmo. Pensate agli atleti del Cip, protagonisti di straordinarie imprese sportive anche all’ultima edizione delle Paraolimpiadi: i record segnati dicono inequivocabilmente che sono campioni di certo diversamente abili nelle loro rispettive discipline. E poco conta se hanno disabilità diverse. Ora due storie, una conosciuta, l’altra conosciuta da pochi, ma entrambe esaltanti che hanno portato due uomini ad essere al vertice del mondo. Pensate, pure, a Shumacher, ed a Hudorovich: sono due campioni nel mondo dei motori, ognuno nel proprio ambito; eppure Hudorovich, re del carting, viveva su una sedia a rotelle. Eppure di questo secondo uomo, tutti vedevano la sedia a rotelle. Di esempi potremmo farne altri 1000, ma la sostanza certamente non cambierebbe. La “diversa abilità” è in tutti noi. Ed è una qualità distintiva, non un Handicap. Prenderne finalmente atto, senza più equivoci, né fraintendimenti, significherebbe davvero cominciare a costruire una società migliore. Tutto ciò che dovessi aggiungere sarebbe solo una ripetizione di quanto sopra esposto, per ciò chiuderò dicendo che solo se siamo coscienti delle nostre “abilità diverse” e non delle nostre “diverse abilità” potremmo dire di essere uguali.

Cos’è il C.A.B.A

La sede del CABA in viale Palmiro Togliatti 981 Roma
La sede del CABA in viale Palmiro Togliatti 981 Roma

Il C.A.B.A. (Controllo Abbattimento Barriere Architettoniche), fondato il 28/2/1989, riconosciuto ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), con atto numero 35517, è una realtà importante tutta da scoprire che si rivolge non solo ai disabili; è formato da soci con disabilità e non, che hanno un’esigenza di integrazione sociale e lavorativa. L’associazione, ad oggi, conta 10 filiali dislocate in diverse province e 8.700 iscritti sul territorio nazionale.

Scopo sociale dell’Associazione è rimuovere gli ostacoli che limitano, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini meno abbienti, tra i quali le persone con disabilità, impedendo loro il pieno sviluppo, e l’effettiva partecipazione al lavoro e all’attività sociale del Paese. Ecco quindi che appare essenziale occuparsi dei problemi della disabilità, e nello stesso tempo rispondere a pieno ad un’esigenza di inserimento e integrazione nel contesto sociale, offrendo servizi attraverso un proprio centro di consulenze. 

Il C.A.B.A. in tutti questi anni di attività ha cercato, in modo preferenziale, di focalizzare l’obiettivo sulle barriere architettoniche, non trascurando comunque le altre problematiche. L’abbattimento delle barriere costituisce uno degli scopi principali dell’associazione, che da anni sta promuovendo attività di studio e di ricerca e che ci vede partecipe in apposite commissioni. È quindi impegnata a dare una risposta al soggetto con difficoltà, al fine di potersi muovere, autonomamente, cercando di rendere più facilitato lo scambio di rapporti personali, e l’integrazione nell’ambito sociale. Il C.A.B.A. si ispira al principio che la dignità della persona umana debba essere pienamente tutelata, particolarmente nel caso di individui colpiti da qualsivoglia forma di svantaggio. Il nostro impegno non sarà stato vano se avremo la capacità di trasmettere ad altri la passione che ci anima, così che la causa prescelta trovi, nel tempo, ulteriori consensi e possa quindi essere servita da altre persone di buona volontà.

Ulteriori info: viale Palmiro Togliatti 981 Roma – tel. 062156989 – info@associazionecaba.it

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