

A Roma alla Fondazione Almagià il convegno per mettere a confronto idee, progetti, stili e futuro della “Palazzina”
Un comunicato stampa dell’Acer informa che dopo il primo incontro del 19 maggio tenutosi a Roma Tre, domani 23 maggio 2017 alle ore 9,30, presso la Fondazione Almagià in Via di Villa Patrizi, si terrà il “girone di ritorno” del confronto tra architettti e palazzinari.
Partecipano tra gli altri Paolo Portoghesi e Franco Purini.
Una delle categorie più mal viste, sopratutto a Roma, è quella dei “palazzinari, ossia dei costruttori di palazzine. Spesso associati a brutture e corresponsabili quindi del degrado estetico ed urbanistico che attanaglia innegabilmente diverse parti della città. Ma le colpe della Palazzina (e dei palazzinari di conseguenza) sono tutte da dimostrare.
La questione ruota soprattutto attorno alla conoscenza e alla valorizzazione di tale tipo edilizio, per troppo tempo dimenticato e a lungo considerato con toni dispregiativi. Se un errore è stato commesso finora nei giudizi sulle palazzine del Novecento (soprattutto quelle d’autore), esso riguarda proprio la scarsa propensione a far appartenere tali beni alla categoria delle buone pratiche.
Ne hanno già parlato lo scorso 19 maggio 2017 a Roma Tre e ne parleranno ancora meglio domani 23 maggio architetti, costruttori, giornalisti, proprietari, esperti ed ovviamente palazzinari, messi sotto processo ma ben lontani dalla condanna. Due convegni promossi sullo spunto del nuovo libro del Prof. Alfredo Passeri, Architetto e Docente presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre, che ha messo insieme, nel libro e nei convegni, nomi importanti dell’architettura e dell’impresa.
“La Palazzina romana, irridente e sbadata”, per la “dei Merangoli Editrice”, annovera contributi, tra gli altri, di Paolo Portoghesi e Franco Purini.
SINOSSI DEL LIBRO
Il tema della palazzina romana d’autore è di strettissima attualità e rappresenta un vasto campo di studi ancora non del tutto esplorato. Perché definire irruente ed anche sbadata la palazzina romana? Perché, in fin dei conti, nel contesto delle palazzine d’autore (che la raccolta documenta e tratteggia), queste rappresentano la restituzione perfetta della forza (irruente) e della trasgressività (sbadata) della palazzina di qualità, nel susseguirsi monocorde di incongrue volumetrie della città. La questione ruota soprattutto attorno alla conoscenza ed alla valorizzazione di tale tipo edilizio per troppo tempo dimenticato ed a lungo considerato con toni dispregiativi. Se un errore è stato commesso finora nei giudizi sulle palazzine del Novecento (soprattutto quelle d’autore), esso riguarda proprio la scarsa propensione a far appartenere tali beni alla categoria dei beni inclusivi, perché l’inclusione è un processo dinamico e multifattoriale, teso a creare reti di legami significativi che favoriscono la partecipazione attiva ed organica di tutti soggetti preposti agli ambiti fondamentali del processo delle buone pratiche.
Suddivisa in tre parti, la pubblicazione raccoglie i contributi di architetti ed ingegneri (Elisabetta Pallottino, Paolo Portoghesi, Mario Panizza, Giorgio Montefoschi, Franco Purini, Vieri Quilici, Giorgio Piccinato, Paolo Micalizzi, Maria Grazia Bellisario, Renato Giannini, Silvia Santini, Maurizio Ranzi, Vincenzo Codecà, Roberta Rinaldi, Daniele Micozzi, Diletta Passàro, Ghisi Grütter, Carlo Maltese, Maria Novella Tasselli, Alberto Raimondi ed Alfredo Passeri) che hanno voluto testimoniare – non solo in occasione della loro partecipazione ai due Convegni sul tema, presso l’Accademia di San Luca (2013) e l’Università Roma Tre (2014) – quanto la palazzina d’autore sia un bene che appartiene alla cultura della città. In particolare, la sezione conclusiva è dedicata ad inediti interventi che completano mirabilmente l’impalcatura del volume.
Un’anteprima del libro
http://www.deimerangoli.it/wp-content/uploads/2017/04/La-palazzina-romana_Anteprima.pdf
Alfredo Passeri, Professore di Estimo alla Facoltà di Architettura di Roma Tre, ha lavorato con Manfredo Tafuri (gli studi e le ricerche sono confluiti nel volume Vienna Rossa, la politica edilizia nella Vienna socialista 1919–1933) ed è stato redattore della rivista Eupalino diretta da Paolo Portoghesi. Una delle sue principali opere architettoniche realizzate è la sede del Rettorato e della Facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre. Tra le pubblicazioni degli ultimi anni: Indagine sull’Estimo (2004), Editoriali di Estimo (2006), L’insegnamento dell’Estimo, scritto e discusso sul web (2009), Sabaudia (2010), Riflessioni di Estimo, cinquanta editoriali sul sito (2010), It’s easier said than done… (2012), APPRAISALS, Processes of Real Estate Valuation (2012), palazzine romane – valutazioni economiche e fattibilità del progetto di conservazione (2013), La valutazione dei beni archeologici (2013), cantieri romani, 2011-2013 (2013), Estimation of risk-return for real estate investments (2014), Risk analysis within feasibility studies (2014), La palazzina di Libera a Ostia: dal progetto didattico, al cantiere, al restauro. Buone pratiche di fattibilità (2016).
L’Appuntamento è domani 23 maggio alle ore 9,30 presso la Fondazione Almagià in Via di Villa Patrizi, 11 in collaborazione con ACER e ANCE.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.