Domenica 20 l’apertura della prima Porta sociale a Rebibbia

Si apre per liberare un detenuto
Redazione - 18 Dicembre 2015

Da Giubileo per i Romani, Associazione e cittadini per il Giubileo riceviamo  il seguente comunicato che riportiamo qui di seguito.
“Liberiamo il sig Francesco e chiudiamo la porta di Rebibbia, casa di Reclusione di Roma, alle sue spalle. Accompagniamo Francesco durante la sua giornata di libero volontario, di lavoro produttivo. Il detenuto liberato comincia la sua giornata come venditore al banco del Pid nel mercato San Teodoro (Coldiretti) in via San Teodoro n. 74 domenica 20 dicembre dalle ore 8:00 alle ore 12:00. Il banco Pid è specializzato nella rivendita di prodotti da forno realizzati da rifugiati politici coadiuvati da detenuti.
downloadChiudiamo la porta del carcere e apriamo la porta del mondo libero.
Osserviamo il rito di passaggio dalla condizione di detenzione alla libertà consapevole. Il rito di passaggio da uno stato socio/culturale ad un altro, la ricostruzione del legame tra individuo e il suo nuovo gruppo sociale (società civile).
Quarantadue associazioni impegnate nel programma Giubileo per i Romani, mondi e realtà diverse che si sono riunite per far sì che questo Anno della Misericordia lasci un segno permanente in una città che ha molte risorse umane e sociali, ma anche tante fragilità e bisogni sempre nuovi. Si tratta di organismi che concretamente, giorno dopo giorno, “stanno sul pezzo”, provano a dare risposta alle necessità, e spesso alle urgenze che affiorano nella città, nelle periferie, promuovendo comunità e qualità del vivere.
download (16)Sono stati individuati numerosi “presìdi”, sparsi per la città, almeno 2 per Municipio, ognuno dei quali offrirà sostegno e servizi a detenuti, donne in difficoltà, migranti, anziani, giovani a rischio, malati terminali, persone affette da patologie psichiche e a tutti coloro che ne hanno bisogno. «Ogni presidio è un luogo di ascolto del territorio, per chi in quel territorio trova soddisfazione, per chi ci soffre, per chi vi è nato e per chi vi è arrivato» ha spiegato Eugenio De Crescenzo (AGCI, Associazione generale Cooperative Italiane).
Il coordinamento a luglio ha pubblicato il manifesto “Ci prendiamo cura della nostra città”, per ribadire il proprio impegno e per invitare tutti i cittadini ad abbandonare atteggiamenti difensivi, subalterni e di rassegnazione: è infatti il tempo di ricostruire – dopo gli anni dell’abbandono della città e della corruzione mafiosa – un tessuto partecipativo e una nuova immagine della Capitale d’Italia. «Assumersi ognuno le proprie responsabilità per promuovere il risanamento etico-morale della città, ma anche e soprattutto un nuovo processo di sviluppo», ha dichiarato Pino Galeota (associazione Corvialedomani).
La prima Porta sociale ad aprirsi sarà quella del carcere, con il contributo organizzativo della Cooperativa PID onlus che si occupa da lungo tempo di segretariato sociale, reinserimento detenuti e formazione volontariato”.

La Sposa di Maria Pia

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