

Sito a rischio idrogeologico, per questo i comitati dei cittadini dicono ‘No’ alla discarica
Dopo che Riano e Corcolle sono state risparmiate dal pericolo discarica, l’attenzione è tornata a focalizzarsi sull’area di Malagrotta. Fatto che ha scatenato tra il 15 e il 26 marzo 2012 varie manifestazione da parte dei cittadini per dire ‘No’ alla discarica.
Vari comitati tra cui il Popolo della Nebbia, formato da cittadini che abitano “la Valle Galeria, un’area sita ad ovest della città tra il Municipio XV e il Municipio XVI di Roma che racchiude quartieri come Massimina, Monte Stallonara, Piana del Sole, Pisana, Ponte Galeria, Spallette, sono costretti a vivere da sempre nelle nebbie, prodotte dalla mega Raffineria di Roma, dalla discarica di Malagrotta, dal gassificatore e da altre strutture di trattamento dei rifiuti, dall’inceneritore di rifiuti ospedalieri gestito dall’AMA”.
“Un territorio – aggiungono i cittadini – dilaniato da anni di servitù ambientali, fatto di cave, depositi di idrocarburi e altri impianti industriali ad alto impatto inquinante. Ora, finalmente, uno di questi tanti impianti, la discarica di Malagrotta, sembrerebbe avviarsi alla chiusura. Ma alcuni pensano di poter aprire la nuova discarica a Monti dell’Ortaccio, a pochi metri da dove verrà chiusa quella che è ancora oggi la più grande discarica d’Europa.
Le assemblee sono state fatte per sensibilizzare il ministro Clini, visto che il 19 marzo c’è stato anche il No dell’Assemblea Capitolina sull’ipotesi di aprire la discarica sui Monti dell’Ortaccio. Dopo la manifestazione di sabato 24 marzo i cittadini della Valle Galeria hanno ottenuto come primo risultato quello di evitare che nella riunione si decidesse, come era nella volontà del Ministro Clini, sul sito di Monti dell’Ortaccio. Inoltre, è stato evidenziato che i vincoli presenti sui siti di Corcolle e Riano non potranno essere derogati in quanto sono originati da direttive europee. A questo punto, se ciò sarà confermato, rimarranno in ballo solo le ipotesi Pian dell’Olmo e Monti dell’Ortaccio.
Interessanti sono le foto, giunte nella nostra redazione, da parte dell’Associazione Idee in Corsa, dove è molto chiaro che anche il sito di Monti dell’Ortaccio dal punto di vista idrogeologico non può essere definito più sicuro degli altri siti.
Dalle immagini appare evidente che le attività di cavazione fanno emergere falde acquifere che riempiono immediatamente le aree scavate. Sempre dalle indagini condotte da Idee in Corsa è emerso che “i residenti su via Monti dell’Ortaccio hanno denunciato che l’acqua in uscita dai propri rubinetti, dopo gli scavi effettuati, ha evidenziato una presenza significativa di terra”.
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