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Fare chiarezza su Malagrotta

Il primo passo per gestire la vicenda della discarica

Discarica MalagrottaIl presidente del Wwf Lazio, Raniero Maggini ha annunciato che presenterà, a breve, un dossier alla magistratura sul gassificatore di Malagrotta.
Il sequestro della discarica era stato già richiesto dal Wwf, qualche giorno prima del sequestro, al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo.

Quest’ultimo sulla vicenda ha dichiarato durante una trasmissione in onda su Radio Radio: ”Sui rifiuti, nel Lazio non siamo a rischio ‘Napoli’. Se c’e’ qualcosa da fare a Malagrotta per la messa in atto del piano di scurezza, la si fara’ velocemente, come e’ gia’ accaduto per la messa a norma dell’impianto di stoccaggio dell’ossigeno, ma il rischio ‘Napoli’ non c’e”.
”Parlando del sequestro dell’impianto di gassificazione di Malagrotta, bisogna fare due premesse- ha spiegato il governatore: la prima è che quando intervengono la magistratura e i Carabinieri del Noe bisogna collaborare e metterli in grado di svolgere tutte le indagini del caso. La seconda è che le regole vanno rispettate”.

Marrazzo ha spiegato che su ”Malagrotta c’erano due problemi. Uno riguardava lo stoccaggio dell’ossigeno che era troppo grande. L’azienda l’ha smantellato e portato a norma. L’altro, piu’ complesso, riguarda la certificazione di prevenzione incendi sulla quale, evidentemente, ci sono state diverse interpretazioni: per i Vigili del Fuoco puo’ essere rilasciata a cantiere aperto, mentre per la magistratura bisogna avere una certificazione complessiva. Ma ora l’importante -ha sottolinato- è che la magistratura prosegua serenamente il suo lavoro”.

”Magistratura e carabinieri del Noe -ha aggiunto Marrazzo- sono persone di grandissima sensibilità e di cui conosco la competenza e l’attenzione. Ma le regole -ha concluso- sono regole e si devono applicare. Semmai, possiamo chiedere qualcosa sui tempi, ma sulle decisioni ci si deve assoggettare”.

Su Malagrotta si esprime anche l’assessore provinciale alle Politiche del Territorio e alla Tutela dell’Ambiente Michele Civita a margine dell’Audizione dell’Osservatorio nazionale sui rifiuti a Palazzo Valentini.

"E’ fondamentale – ha dichiarato Civita – avviare subito il gassificatore di Malagrotta perché questa è una delle condizioni per chiudere la discarica che si sta esaurendo, unitamente all’aumento della raccolta differenziata, sulla quale già stiamo investendo risorse per promuovere la modalità “porta a porta” nel nostro territorio. Il Comune di Roma, inoltre, deve trovare al più presto un nuovo sito e visto che qualcuno sostiene che ci sia bisogno di un ruolo più forte da parte delle istituzioni pubbliche, bene, questa è l’occasione per farlo".
"Auspichiamo – ha aggiunto – che l’impianto venga messo a norma al più presto e per quanto riguarda le nostre competenze saremo attentissimi a far rispettare tutte le prescrizioni che la legge prevede, perché la priorità è sicuramente la salute dei lavoratori e dei cittadini".
“Intendiamo anche – ha concluso l’assessore – costruire insieme al XVI Municipio, alle associazioni e al Comune di Roma un Osservatorio per monitorare lo stato di salute ambientale di un’area già molto compromessa. Aspettiamo una risposta del Comune anche se non ho motivo di pensare che non parteciperà”.

Per Umberto Marroni capogruppo del PD in Campidoglio è, invece, il Sindaco Alemanno a dover fare chiarezza sullo smaltimento dei rifiuti, indicando da subito un sito alternativo per una nuova discarica.
“Anche perché – afferma Marroni – come da lui stesso affermato quel territorio è stato ampiamente massacrato e pertanto l’individuazione della nuova area dovrà essere ricercata altrove. Permettere, l’avvio del nuovo gassificatore nella tutela e nella sicurezza dei cittadini e nel corretto funzionamento dell’impianto, è il primo passo per chiudere Malagrotta. Il successivo spettarà al comune che deve indicare il nuovo sito per lo smaltimento del FOS (Frazione Organica Stabilizzata)”.
“Ribadiamo – sottolinea il capogruppo PD – il convincimento che la nuova struttura rappresenta per la città di Roma un’opportunità ed un elemento di modernizzazione importante nel ciclo industriale dello smaltimento dei rifiuti come definito dal piano regionale. Ci auguriamo pertanto che si arrivi ad una rapida attivazione dell’impianto per giungere alla conseguente ed immediata chiusura della discarica di Malagrotta, bonificando un territorio che in questi anni ha subito l’impatto ambientale della discarica più grande di Europa”.
“Scongiurando – conclude Marroni – possibili situazioni come quelle che si sono create nella Regione Campania”.

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