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Federico Macheda da Ponte di Nona al Manchester United

Il diciassettenne romano rubato alla Lazio manda in delirio i tifosi dei Red Devils

Un’ondata di popolarità improvvisa ed al tempo stesso inevitabile. Federico Macheda, 17 anni, romano, vive il suo giorno da leone dopo il gol che ha permesso al 93′ la vittoria del Manchester United sull’Aston Villa in una gara chiave per la Premier League.

Può diventare forte come Cristiano Ronaldo. Parola dello stesso Ronaldo che, alla vigilia della sfida di Champions League contro il Porto, ha rilasciato un sorprendente commento su Kiko (così chiamano Macheda i compagni di squadra). “Si allena con noi tutta la settimana ed è un ragazzo sveglio e intelligente, che ha tanta voglia di migliorare. Se ascolterà i consigli dei giocatori più esperti e sarà capace di vivere nella maniera giusta dentro e fuori dal campo, sono certo che diventerà una stella di prima grandezza di questo club”.

Macheda, chi era costui? La storia di Federico, il Red De­vilche parla italiano, è legata in­dissolubilmente a quella di papà Pasquale, il ragaz­zo di Reggio Calabria che, appena ventenne, si trasferisce a Ro­ma. Tanta buona volontà, ma solo lavori saltuari e due figli, Federico e Simone che crescono e mangia­no.

Il primogenito, oggi 186 cm, non ama la matematica ma fa i nu­meri con un pallone tra i piedi. Prima nell’Atletico Prenestino. Poi nel Savio, storica fucina di ta­lenti, che magari si perdono per strada. E, infine, nel 2002 la Lazio dopo l’incontro con Volfango Pa­tarca, il responsabile della scuola calcio che aveva scoperto Di Canio e Nesta.
«Federico l’ho visto a 11 anni: era già fortissimo, oltre che un ragazzo d’oro. L’ho voluto subi­to ». E subito giura che sarà un cam­pione. Inter e Milan scendono a chie­dere notizie.
Bruno Conti sogna di spalancargli le porte di Trigoria. Come farà poi con un altro aquilot­to di talento, Malomo. E proprio per quest’ultimo che un gruppo di osservatori del Manchester U. si re­galano, a Natale, un viaggio a Ro­ma. Vengono, vedono e decidono: vogliono Macheda. I diavoli rossi sono una tenta­zione. Ma gli amici e il quartiere, Ponte di Nona, che è un po’ una grande famiglia, sono un cordone ombelicale duro da recidere. Solo che a Formello bisogna andare cin­que volte a settimana.
Papà Pa­squale lavora come guardia not­turna e anche mamma Loredana non ce la fa. Lo United garantisce 80 mila euro per 3 anni e una siste­mazione alla famiglia. E’ la svolta. La proposta che cambia la vita.

Pasquale Macheda confessa al “Daily Mirror” come, accettando il trasferimento in Inghilterra, il figlio abbia salvato la famiglia dalla miseria. “In Italia, era sempre più difficile riuscire a pagare le bollette e temevo spesso di non arrivare alla fine del mese – ha raccontato – poi è arrivata quella telefonata. Era qualcuno che parlava con accento inglese e che ha offerto a Federico un ingaggio da 80mila sterline l’anno per andare allo United”. Impossibile dire no a tanto denaro e, infatti, la famiglia non lo fece, scegliendo di trasferirsi tutta a Manchester, anche perché senza di loro Kiko aveva detto chiaro che non si sarebbe mosso. E domenica all’Old Trafford, davanti a mamma Lorena e al fratellino Simone, il giovane Macheda ha visto il suo sogno diventare realtà.

Ma se a Manchester si coccolano il loro campioncino e Sir Alex Ferguson starebbe addirittura pensando di promuoverlo a titolo definitivo in prima squadra per la prossima stagione, in Italia c’è chi si mangia le mani per essersi lasciato sfuggire il giovane talento, pagato dai Red Devils poco meno di 40mila euro. Si tratta del presidente della Lazio, Claudio Lotito, che ieri ha lanciato un attacco violento ai “metodi d’acquisto” del Manchester United, definendoli “immorali” e accusando il club inglese di avergli “rubato” Macheda, approfittando delle norme italiane che impediscono di mettere sotto contratto un calciatore prima dei 16 anni ("… sembra di essere al mercato delle vacche").

Nel frattempo il “Daily Mail” ha stilato l’elenco degli “altri Macheda” del Manchester United. E accanto ai gemelli brasiliani Fabio e Rafael Da Silva, ecco spuntare un nome italiano: è quello di Davide Petrucci, attaccante di 17 anni preso dalla Roma e considerato “il nuovo Totti”. Previsione azzeccata? A Trigoria preferiscono non pensarci.

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