Fiumicino, l’eterna manutenzione

Tapis roulant fermi e indicazioni scarse

Il biglietto da visita del principale aereoposto romano non è dei migliori: luci basse, atmosfera confusa, scarse indicazioni, ascensori in manutenzione, nascosti, piccoli e stretti e carrelli per i bagagli abbandonati. E poi i tapis roulant: dovrebbero alleggerire, per i turisti con bagaglio, il percorso tra un terminal e l’altro o tra gli Arrivi e la stazione ferroviaria e, invece, sono inesorabilmente fermi o soggetti a pesanti lavori o direttamente eliminati nell’ultimo tratto, quello prima delle scale mobili.

A detta di tanti, prima di pensare in grande per l’Aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci, snodo strategico e infrastruttura da potenziare in vista della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, andrebbero migliorati i servizi.

Che si arrivi al terminal dei voli nazionali o a quello dei voli internazionali, per il turista le difficoltà sono simili: le indicazioni all’uscita non sono immediatamente comprensibili e i percorsi verso la stazione ferroviaria non perfettamente segnalati. Come al terminal 3: dopo aver ritirato i bagagli, usciti nell’atrio dove ci sono in attesa parenti e amici in mezzo a carrelli abbandonati, per raggiungere la stazione bisogna seguire un disegno stilizzato di un treno che conduce, con una certa difficoltà, a un ascensore nascosto dietro una colonna. Ascensore stretto, tanto che i mega trolley fanno quasi fatica a entrare.

Poi, una volta raggiunto il secondo piano bisogna fare un lungo percorso utilizzando, quando funzionano, i tapis roulant. In questi giorni, quelli attivi sono pochi. Sul tratto dal terminal 1 alla stazione la situazione è anche peggiore: il primo tappeto mobile è stato del tutto eliminato, il secondo funziona solo in una direzione, il terzo è da settimane in manutenzione. Il quarto è l’unico attivo, ma sembra davvero un’eccezione. Poi, una volta in stazione, la lunga fila per il biglietto: 14 euro per il Leonardo Express (collegamento diretto a Roma Termini), 8 euro per il treno che arriva a Fara Sabina e (pur senza che sia scritto da nessuna parte) effettua le fermate intermedie (tra le altre, Trastevere, Ostiense, Tuscolana). Prezzi alti (il Leonardo Express, paragonato ai collegamenti veloci negli altri aeroporti europei, risulta il più caro dopo Londra) per treni non sempre all’altezza.

Trenitalia ha promesso, siglando un accordo con la Regione, di ammodernare il servizio e, soprattutto, di spostare arrivi e partenze a Termini su un binario più comodo. Attualmente, chi da Fiumicino arriva alla stazione di Roma (sul binario 28) deve, insieme al suo inseparabile bagaglio, percorrere quasi un chilometro prima di giungere alla metropolitana. E nemmeno a Termini i servizi sono dei migliori visto che, anche lì, i tapis roulant sono spesso fermi, le scale mobili sono poche e in molti tratti è complicato scendere i gradini con una valigia.

Quando, secondo gli annunci, alla fine di quest’anno cambierà il binario, a Termini la situazione potrebbe diventare più comoda. Intanto lamentele e reclami sono ancora tanti. E le alternative sempre quelle: taxi (40 euro) o bus (e, in questo caso, le informazioni sono ancora meno dettagliate). Diversa, invece, l’aria che respira il turista che lascia Roma. Se gli Arrivi sono caratterizzati da un’atmosfera cupa, alle Partenze internazionali, l’architettura del Leonardo da Vinci restituisce un’aria da scalo intercontinentale, tra i desk delle compagnie aeree e i banchi del check-in. Un luogo luminoso, riscaldato e ben tenuto, scelto come rifugio, specie nei giorni di freddo, anche da qualche senza tetto che dorme, sotto le coperte, sulle panchine davanti ai negozi nel terminal 3. L’ultima istantanea per il turista che saluta Roma. 

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