

Partono le dichiarazioni e le polemiche sulla sempre più probabile realizzazione del Gran Premio di F1 nella capitale
Il 20 dicembre scorso il Sindaco Alemanno ha annunciato la firma dell’accordo tanto atteso per portare la Formula 1 anche nella capitale e subito nei giorni seguenti si sono alternate le voci dei consiglieri comunali sui pro e i contro che questo grandissimo evento potrebbe comportare per la città. Un avvenimento che, come illustra il progetto elaborato dall’FG Group per il Comune, mette in campo cifre decisamente consistenti: 1 miliardo all’anno di ricaduta sul territorio nazionale; 160 milioni di investimenti privati per la prima edizione; 9800 nuovi posti di lavoro, 324.000 turisti per un totale di oltre 1.300.000 presenze; 18 paesi coinvolti nell’offerta turistica nei 5 continenti; 33 mesi di promozione sul Web.
Come tra i comuni cittadini, al bar dell’angolo o alla piazzetta sotto casa, c’è chi si dice favorevole, o molto favorevole, a veder sventolare la bandiera a scacchi anche a Roma e chi invece non crede che l’amministrazione comunale, ma anche la città stessa, possa gestire una simile manifestazione.
Tra i primi figura, senza se e senza ma, Federico Rocca, vicepresidente Vicario della Commissione Turismo, che all’indomani dell’accordo fra il gruppo dell’Ing Flammini, che dovrebbe dirigere i lavori, e Bernie Ecclestone, ha detto: «l’accordo raggiunto per realizzare il Gran Premio a Roma è una risposta positiva per tutta la città poiché è un grande evento di livello internazionale, che sicuramente saprà offrire un fantastico palcoscenico per la Formula Uno. Il risultato raggiunto – continua – garantirà la realizzazione di questo appuntamento conciliando professionalità e competenza con la sensibilità di salvaguardare il territorio, l’ambiente e i residenti».
E a proposito di ambiente e territorio sono intervenuti Fabrizio Santori e Andrea De Priamo, rispettivamente Presidenti delle Commissioni Sicurezza e Ambiente del Comune, che nonostante ammettano di non volersi schierare nel “partito del no a priori” sottolineano la necessità di «un confronto dal punto di vista ambientale, urbanistico, culturale, e per le questioni della sicurezza del territorio e della mobilità dei quadranti coinvolti. L’amministrazione capitolina – continuano – dovrà raggiungere l’obiettivo, ambizioso ma rispettoso dei cittadini romani, di un gran premio a impatto zero, non inteso come un mero slogan ad effetto, ma come conseguimento di puntuali parametri legati alla qualità della vita dei residenti e nel rispetto della storicità di Roma: la tutela del patrimonio verde, architettonico e monumentale, la realizzazione di opere infrastrutturali compensative rispetto alle emissioni inquinanti prodotte e l´utilizzo di energie rinnovabili nelle strutture collegate all´evento». D’altra parte però affermano anche: «Siamo certi che il Sindaco di Roma inizierà a breve un reale percorso di partecipazione dei cittadini romani per valutare a fondo tutti gli aspetti legati alla sostenibilità del Gran Premio».
Tra quelli che, al contrario, dubitano e criticano fortemente la possibilità di portare la Formula 1 nella capitale ci sono invece Umberto Marroni, capogruppo del Pd, e Giulio Pelonzi, Vicepresidente della Commissione Sport e Cultura del Comune di Roma. «Abbiamo da mesi richiesto alla Giunta Alemanno – dicono – di conoscere il piano economico di fattibilità sull’ipotesi della Formula Uno a Roma. Non vorremmo infatti che si ripetesse la storia dei Mondiali di Nuoto che vede il Comune di Roma debitore, insieme ad altri, di 9,7 milioni di euro e ancora coinvolto in un dibattito sulle discutibili procedure adottate. Chiediamo al Sindaco – concludono – chiarezza e di relazionare in Consiglio Comunale sui costi reali, i soggetti privati e le procedure con cui verrebbe autorizzata tale manifestazione nonché l’impatto urbanistico e sulla mobilità che appare piuttosto oscuro riguardo l’ipotesi dell’Eur».
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