Funghi: un concentrato naturale di nutrizione e salute

In loro si cela un piccolo grande segreto del benessere. La ricetta: Ravioli ai funghi porcini

Da millenni i funghi accompagnano l’uomo in cucina e in medicina.

Dalle tavole greche e romane, che li consideravano cibo degli dèi, fino alle moderne diete salutistiche, questi organismi affascinanti rappresentano una delle risorse più complete e sostenibili del mondo vegetale.

In realtà, i funghi non sono né piante né animali, ma appartengono a un regno a sé, quello dei funghi macroscopici, capaci di trasformare il legno e la materia organica in nutrienti preziosi.

Sono migliaia le specie di funghi considerate commestibili e alcune, come Agaricus bisporus (champignon), Pleurotus ostreatus (fungo ostrica) e Lentinula edodes (shiitake), sono coltivate su larga scala.

In tutto il mondo, la produzione supera i dieci milioni di tonnellate l’anno, con la Cina in testa. Ma la loro importanza va ben oltre l’aspetto gastronomico: i funghi sono veri e propri “supercibi” naturali, caratterizzati da un profilo nutrizionale straordinariamente equilibrato.

Ricchi di proteine (dal 15 al 35% sul peso secco) e poveri di grassi (circa 5% max), forniscono un apporto calorico contenuto e un’alta densità di nutrienti.

Le proteine fungine contengono tutti gli amminoacidi essenziali, mentre i grassi sono prevalentemente insaturi, con una forte presenza di acido linoleico e oleico, noti per i loro effetti benefici su cuore e arterie.

I funghi sono anche una fonte vegetale unica di vitamina D, poiché l’ergosterolo presente nei tessuti si converte naturalmente in vitamina D₂ con la luce solare. A ciò si aggiungono vitamine del gruppo B, minerali come potassio, ferro, zinco e rame, e fibre solubili e insolubili che favoriscono la salute intestinale e contribuiscono al controllo di glicemia e colesterolo.

Sul piano *nutraceutico, i funghi rappresentano un laboratorio naturale di composti bioattivi. Tra questi, i β-glucani — polisaccaridi presenti nelle pareti cellulari — svolgono un ruolo *immunomodulante, contribuendo alla difesa dell’organismo e alla riduzione dell’infiammazione cronica.
Alcuni, come lo Schizophyllum commune, producono lo schizofillano, una molecola studiata per il suo potenziale antitumorale e prebiotico, capace di migliorare l’equilibrio del microbiota intestinale.

Numerosi studi evidenziano inoltre un’elevata attività antiossidante, dovuta alla presenza di polifenoli, flavonoidi e terpeni, che contrastano i radicali liberi e rallentano i processi di invecchiamento cellulare.
Estratti di specie come Ganoderma lucidum (reishi) e Grifola frondosa (maitake) mostrano effetti antidiabetici, ipocolesterolemizzanti e persino neuroprotettivi, aprendo nuove prospettive per la prevenzione di malattie croniche non trasmissibili.

I funghi porcini: valore nutrizionale e composti bioattivi

Tra le specie più apprezzate, i porcini (Boletus edulis) occupano un posto d’eccellenza per gusto e valore nutrizionale.

Poveri di grassi e calorie, sono una buona fonte di proteine, carboidrati complessi e fibre, oltre a minerali come potassio, fosforo, ferro e rame, e vitamine del gruppo B.

Dal punto di vista biochimico, i porcini contengono β-glucani, polifenoli, steroli e triterpeni, molecole note per la loro attività antiossidante e antinfiammatoria.

Spicca la presenza di ergotioneina, un raro antiossidante naturale che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Queste caratteristiche rendono il porcino non solo un ingrediente di pregio gastronomico, ma anche un alimento funzionale, in grado di offrire benefici alla salute se inserito in una dieta equilibrata.

Anche il basso contenuto di sodio e l’alto livello di potassio rendono i funghi alleati della salute cardiovascolare. E grazie alla loro versatilità, possono essere facilmente integrati in una dieta mediterranea equilibrata, sostituendo parzialmente alimenti di origine animale e contribuendo alla sostenibilità ambientale.

In sintesi, i funghi sono molto più di un contorno autunnale: sono una miniera di nutrienti e molecole funzionali, unendo sapore e salute in un equilibrio raro in natura. La scienza moderna non fa che confermare ciò che le culture antiche avevano già intuito: nei funghi si cela un piccolo grande segreto del benessere.

*Nutraceutico: di alimento naturale o geneticamente modificato, dalle proprietà terapeutiche o preventive

*Immunomodulatore: Agente terapeutico (chimico o biologico) che mira a regolare, attenuandole o attivandole, le alterazioni delle risposte immunitarie dell’organismo, interagendo sulle cellule effettrici e su quelle che inibiscono la produzione di anticorpi.

Questo articolo fa parte della rubricaLe tre C della Salute: Cibo, Chimica, Cucina”, un viaggio tra scienza e sapori della cucina mediterranea.

La ricetta: Ravioli ai funghi porcini

Ingredienti

-Per l’impasto dei ravioli:

400 g farina 00

4 uova medie

1 cucchiaino da caffè di sale

10 g olio extravergine d’oliva

-Per il ripieno:

Ricotta di bufala 1/2

Provola affumicata 1/2

1 fungo porcino

-Condimento:

1 spicchio di aglio,

200 g di funghi porcini

Prezzemolo q.b

Peperoncino q.b

Sale q.b

25 g olio extravergine d’oliva

1 bicchiere di vino rosso

Parmigiano q.b.

Dosi per 4 persone

Procedimento

Disponete la farina in una ciotola capiente, aggiungete le uova, il sale e l’olio. Impastare fin quando non otterrete un impasto omogeneo.

Formare una pallina e lasciare riposare avvolto da una pellicola per 30 minuti, il tempo che inizierete a preparare il condimento.

Prendete una pentola antiaderente, fate soffriggere olio ed aglio, aggiungete i 200 g di funghi porcini senza rimuovere l’aglio, aggiungete il peperoncino, prezzemolo e sale.

Fate cuocere con il coperchio per 15 minuti, aggiungete un bicchiere di vino rosso, lasciare sfumare e quando si sarà addensato, spegnete e lasciate da parte in pentola.

Continuate con il ripieno del raviolo, in una ciotola mettete la ricotta, la provola e sminuzzate il porcino. Amalgamate bene tutto e lasciate nella ciotola.

A questo punto, riprendete l’impasto e con l’aiuto di una macchina per pasta, fate delle sfoglie sottili.
Adagiate un cucchiaio di ripieno e proseguite distanziandolo l’uno dall’altro almeno un centimetro e mezzo.
Quando avete terminato la sfoglia, adagiatene un’altra sopra, state bene attenti a far uscire l’aria fuori, pigiando con le dita attorno al ripieno.

Con una formina per ravioli, iniziate a staccarli. Quando li avrete finiti, immergetelo in acqua bollente salata per 3 minuti, scolateli ed uniteli alla padella con il condimento. Lasciate amalgamare il tutto, finite con una generosa grattugiata di parmigiano.

Chef Nausica Ronca

Bibliografia utilizzata

-Applied Sciences, 2022, 12, 8074.

https://doi.org/10.3390/app12168074

-PharmaNutrition, 2017, 5, 35–46.

https://doi.org/10.1016/j.phanu.2017.02.001

-Nutrition Bulletin, 2010, 35, 292–299.

https://doi.org/10.1111/j.1467-3010.2010.01859.x

-Food Chemistry, 2012, 130, 394–403.

https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2011.07.057

-Foods, 2023, 12, 3433.

https://doi.org/10.3390/foods12203433

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