Giornata della Memoria al Trullo

Una settimana con la mostra “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo” e con lo scambio gratuito di libri sul tema
Redazione - 27 Gennaio 2021

Da mercoledi 27 gennaio fino a lunedi 01 febbraio, per tenere vivo il ricordo degli oltre 30 mila deportati politici italiani, dei deportati ebrei, omosessuali, rom e sinti, dei militari internati, la Sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini” ha deciso di organizzare all’aperto, in Via del Trullo 239 nello spazio antistante la sede della nostra sezione, una mostra permanente con circa 16 pannelli all’insegna del monito di Primo Levi: “E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo”. Mostra in cui saranno riportate testimonianze di deportati ed immagini della deportazione nei lager nazisti e fascisti, messe in correlazione con immagini di tragedie che si compiono oggi. Un momento di riflessione, di memoria attiva, perché il ricordo non ha senso se non si esercita la sua portata educativa nel presente. È un dovere, oltreché l’unico omaggio possibile, perché tangibile e duraturo, alle vittime della deportazione e ai combattenti per la libertà.

Nello stesso periodo sarà allestito nel medesimo spazio un box, a disposizione di tutti, per lo scambio gratuito di libri sulla stessa tematica.

Nella giornata di mercoledì 27 alle ore 16.00 ci sarà l’inaugurazione della mostra che sarà anche trasmessa sulla pagina facebook della sezione e l’apertura dello spazio per lo scambio dei libri. Nella mattinata di sabato 30 gennaio dalle ore 11 alle ore 13 circa ci saranno letture di brani tratte dalle testimonianze di deportati nei lager in collaborazione con l’Associazione Donne di Carta.

La mostra e lo scambio libri saranno visibili ed usufruibili tutti i giorni e in tutte le ore dal 27 gennaio al 1 febbraio essendo collocati all’esterno della sezione stessa.

 

Il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, ricorre in Italia quest’anno il ventesimo anniversario della Giornata della Memoria. Giornata istituita per ricordare gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte nei lager nazisti e fascisti, per ricordare la Shoah e le leggi razziali, in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Ricordiamo anche che la maggior parte dei deportati italiani nei Lager di Hitler e di Mussolini erano persone che avevano fatto “la scelta di non essere indifferenti”, di essere antifascisti e partigiani, oppositori del fascismo o lavoratori scioperanti, in un periodo in cui questa scelta poteva costare letteralmente la vita. Resistendo al processo di spersonalizzazione dei prigionieri pianificato dalle SS; tenendo viva la solidarietà tra persone dei più diversi Paesi; rifiutando di trasformarsi in carnefici dei propri compagni queste donne e questi uomini tennero viva l’idea della Resistenza anche in quelle condizioni estreme. Pensiamo a questi uomini e donne che riuscirono a conservare la propria integrità di persona; che recitavano a memoria poemi e poesie, o riuscivano a discettare di storia e di filosofia anche mentre erano piegati sotto il peso del lavoro forzato. Pensiamo infine ai tanti che in quell’inferno seppero progettare un’Europa nuova, di pace, di solidarietà e di amicizia tra i popoli. Questi deportati non erano generiche “vittime”; erano irriducibili combattenti antifascisti. Forse a ben vedere è proprio per questo che su di loro, sul loro immane sacrificio, in questi anni è calato colpevolmente il silenzio. Di questi tempi il loro esempio suscita ancora imbarazzo.


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