Gli Incontri letterari di aprile alla Biblioteca di San Romano

A cura della prof.ssa Loredana Mambella in via delle Cave di Pietralata, 63. Il calendario degli eventi
L. M. - 4 Aprile 2017

Proseguono gli Incontri letterari della prof.ssa Loredana Mambella presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire (ingresso in via delle Cave di Pietralata, 63), rivolti non solo agli “Accademici della Via Tiburtina” (in difesa dell’art. 9 della Costituzione) ma a tutti i cittadini che amano la Cultura nelle sue varie espressioni.

Il Calendario di Aprile 2017

GIovedi 6 Aprile ore 17.00 analisi e commento del cap. 19° de i Promessi sposi
(Due potenti a confronto) cui seguirà una Tavola rotonda sul tema “Favori e tangenti.

GIovedi 13 l’incontro non si terrà per la ricorrenza del Giovedì Santo. Auguri a tutti una serena e felice Pasqua!

Giovedi 20 ore 17.00 analisi e commento del cap. 20° de i Promessi sposi
(L’Innominato – Lucia viene rapita) cui seguirà una Tavola rotonda sul tema “I sequestri di persona”.

Giovedi 27 ore 17.00 analisi e commento del cap. 21° de i Promessi sposi, cui seguirà una Tavola rotonda sul tema “La violenza contro le donne”.

Si precisa che Incontri letterari sostituisce il Salotto letterario e che il gruppo non si chiama più gli “Accademici di Via Galantara” ma “Gli Accademici della Via Tiburtina” (In difesa dell’articolo.9 della Costituzione)


Commenti

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  1. Vittorio Santarsiere


    “Due potenti a confronto” – Tavola rotonda su favori e tangenti.
    Capitolo XIX de “I promessi sposi” di A. Manzoni.
    6 APRILE 2017 alla biblioteca della Parrocchia S. Romano Martire, largo Beltramelli Roma, benevolmente resa disponibile dal Parroco. Gli accademici della via Tiburtina hanno svolto, sotto la guida dell’ottima Professoressa Loredana Mambella, lo studio del capitolo più infido nel rapporto fra due singolari personaggi, il conte zio e il Padre Provinciale dei Cappuccini. Si conoscevano e il conte zio invitò l’esponente religioso presso di sé per un pranzo, assieme con assortiti commensali ad intendimento sopraffino. In breve i due si ritirarono a discutere in altro vano, trovandosi a fronte due potestà dai bianchi capelli. Quivi comincia l’esternazione di terminologie stucchevoli del signore verso il Padre Provinciale per indurlo a trasferire da Pescarenico a Rimini il Frate Cristoforo: Padre molto reverendo, Vostra paternità, Vostra magnificenza. L’ospite, pur consapevole dell’innocenza del proprio subalterno, lo “sacrifica” per favorire l’interlocutore, “se lei sa che questo religioso abbia commesso qualche errore (tutti si può mancare) avrò per un vero favore l’esserne informato. Son superiore: indegnamente, ma lo sono appunto per correggere, rimediare”. “C’è che lo stesso Padre Cristoforo ha preso a cozzare con mio nipote Don Rodrigo”. La lettera del capitolo abbonda di puntini sospensivi, elegante tecnica descrittiva usata da maestro per evitare la messa in cattiva luce delle persone. I due ospiti entrano in combutta per un ripiego di comune interesse, tuttavia è una brutta pagina in quanto “perde” il buon Frate Cristoforo.
    Oggi, non di meno si chiedono favori su corresponsione di tangenti, sicché la corruzione di gran lunga è peggiorata. Si è giunti persino al tentativo di fare lecita la raccomandazione, sì da “esternarla alla luce del sole”. Con gli intrighi attuali quel malaffare del conte zio di porre tutto a tacere viene amplificato.

  2. Vittorio Santarsiere


    LETTURA E COMMENTO DE “I PROMESSI SPOSI” DI ALESSANDRO MANZONI
    27 aprile 2017 – Biblioteca Parrocchia S. Romano Martire largo Beltramelli, benevolmente resa disponibile, si è proceduto alla lettura e commento del cap. XXI. Docente l’ottima Prof.ssa Loredana MAMBELLA, fine conoscitrice anche dell’opera manzoniana. Il testo consta di pagine psicologiche delle più suggestive. V’è Lucia portata dopo rapìta nel castello dell’innominato e vuolsi, per opinione di alcuni interpreti, che costui fosse stato ispirato sulla figura di Bernardino Visconti. Si trovano di fronte la ragazza umile, che invoca misericordia e il despota che si ritira per una notte angosciosa, perché i rimorsi lo inducono a cambiare. Lucia rimase, quando si ricordò che poteva pregare, cominciò il rosario e le passò a mente che la sua orazione sarebbe stata più accetta e certamente esaudita se facesse qualche offerta. “O vergine santissima aiutatemi, fo voto a voi di rimanere vergine; rinunzio per sempre a quel mio poveretto …” Intanto il ricordo delle malefatte ritornava in mente all’innominato con tutti i suoi malandrini e non trovava da comandare a nessuno di loro una cosa che importasse … l’idea di rivederli era un nuovo peso, un’idea di schifo e d’impiccio”. Si domandava chi è don Rodrigo ? Cercava le ragioni, che per servire quel ribaldo, faceva patire una infelice sconosciuta, rivedeva il suo passato, il presente la pistola il suo futuro.
    Dio forse perdona tante cose per un’opera di misericordia. Ebbe momenti di sollievo e rivedeva Lucia.
    Ora che sono cambiato, che faccio ?

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