

Consigli su come aiutarli a mangiare meglio e avere un buon rapporto con se stessi
Tra le persone da me seguite ci sono moltissimi adolescenti con fantastici genitori che con amore per i loro figli mi chiedono aiuto. E quasi sempre i diretti interessati sono consapevoli di mangiare troppo e male.
Negli ultimi anni, si è verificato un cambiamento importante nello stile di vita dei ragazzi adolescenti: dedicano molto più tempo ad attività sedentarie (trascorrono molto tempo al computer, sui social dal cellulare, giocano con i videogames, etc.) e la ritualità del pasto, nella maggioranza dei casi, si è progressivamente deteriorata.
A questa età, l’adolescente aspira all’indipendenza e vuole diventare subito grande.
La scelta di amici, abbigliamento, musica, foto da postare sui social e altre attività di svago sono modi importanti perché il ragazzo o la ragazza senta che può assumere valore nella società.
Scegliere cosa e quanto mangiare è un altro modo che utilizza per avere più voce in capitolo.
Purtroppo, non esistono soluzioni semplici per migliorare la dieta del tuo adolescente.
Può essere molto difficile come genitore convincere tuo figlio o tua figlia del beneficio di un’alimentazione sana, varia ed equilibrata, in quanto la sua vita è “invasa” dai potenti messaggi della pubblicità sui cibi e dalle mode dell’ambiente che frequenta.
Durante l’adolescenza, il corpo abbandona le forme da bambino e inizia ad acquisire i connotati fisici dell’adulto (nelle ragazze si sviluppa il seno e iniziano a crescere i peli, nei ragazzi si sviluppano i genitali, cambia il tono di voce, crescono peli e barba, ecc.).
Evita di fare mangiare fuori casa il ragazzo o la ragazza troppo spesso.
Gli adolescenti amano uscire con i loro amici o compagni di classe e, in queste occasioni, consumano generalmente molti cibi pronti o junk food.
Se mangiano porzioni abbondanti di cibo quando sono fuori casa (dagli amici, al parco, al cinema, etc.), una volta rientrati per la cena, non avranno più fame e magari l’appetito può insorgere in tarda serata, portandoli ad introdurre più calorie del dovuto. Se il ragazzo o la ragazza esce 1-2 volte a settimana non è un problema, ma fai in modo che il mangiare fuori non diventi un’abitudine.
Anche in questo caso l’esempio del genitore è fondamentale. I genitori in sovrappeso, infatti, hanno spesso figli nella loro stessa condizione sia per ragioni genetiche, che per la mancanza di sane abitudini alimentari in famiglia, che per i ragazzi diventano atteggiamenti normali.
Cerca quindi di dare un esempio positivo e di fare tu stesso/a quello che chiedi di fare ai tuoi figli. Il tuo esempio diventerà un potente messaggio, es.:
Incoraggia un’attività fisica regolare, camminare o andare in bicicletta invece che incentivare la sedentarietà.Il medico o il pediatra valuterà i percentili di crescita del ragazzo o della ragazza e stabilirà se realmente mangia poco, verificando peso, statura, velocità di crescita ed eventuali patologie che possono interferire con il suo peso, come rallentato svuotamento dello stomaco, stipsi ostinata, malassorbimento oppure intolleranze o allergie alimentari.
Una volta che il medico o il pediatra avrà valutato gli indici di crescita del ragazzo o della ragazza, è buona regola controllare il suo BMI (Indice di Massa Corporea) una volta al mese. Dai due anni in avanti, puoi utilizzare questo strumento gratuito per conoscere il suo stato secondo gli indici dell’OMS. Il risultato che otterrai è una media che non può essere considerata una diagnosi precisa, ma è uno spunto di riflessione sull’andamento di crescita, da verificare in seguito con il medico o il pediatra.
Durante la pubertà, tuo figlio o tua figlia subirà molti cambiamenti importanti ed è fondamentale aiutarlo/a a sviluppare un rapporto sano con il suo corpo.
Monitora i suoi atteggiamenti: salire più volte a settimana o al giorno sulla bilancia porta ad un’attenzione eccessiva per il peso corporeo, concetto valido soprattutto (ma non solo) per le femmine.
L’attività fisica e lo sport, non necessariamente agonistico, sono fondamentali, al pari dell’alimentazione, per garantire la salute e la corretta crescita dei tuoi figli a tutte le età.
L’aumento di peso è spesso dovuto alla sedentarietà o al non rispetto del proprio bilancio energetico, cioè si mangia di più di quanto si consuma.
Tuttavia, il benessere dell’attività fisica avviene anche se non si diminuisce di peso:
Sostieni i ragazzi che vogliono fare sport, spronali se sono sedentari e ricorda sempre il fattore imitazione: un genitore sportivo ha molto spesso figli e figlie sportivi.
I disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, possono colpire in età precoce sia le bambine che i bambini. Già verso gli otto anni, infatti, si possono manifestare segnali predittivi spesso difficili da attribuire a queste malattie e quindi da diagnosticare.
L’eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e il minuzioso controllo dell’alimentazione sono le caratteristiche specifiche e centrali a tutti i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.
La diagnosi precoce è fondamentale sia per evitare gravi conseguenze (come il ritardo di crescita), sia per garantire il successo del percorso terapeutico.
Per un genitore può essere difficile riconoscere i primi sintomi dei DCA perché spesso chi ne è affetto tende a nascondere i comportamenti tipici della malattia. Il disturbo da alimentazione incontrollata (BED), in particolare, porta a mangiare molto cibo in un breve lasso di tempo, anche se non si ha realmente fame. Lo stress emotivo o la distrazione spesso giocano un ruolo importante nella malattia e potrebbero innescare un periodo di abbuffate. Un ragazzo o una ragazza potrebbe provare un senso di liberazione o sollievo durante un’abbuffata, ma in seguito può provare sentimenti di vergogna o perdita di controllo. Se hai notato un atteggiamento strano in tuo figlio o tua figlia, non sottovalutarlo e verifica se riconosci nei campanelli d’allarme riportati di seguito una corrispondenza nei suoi comportamenti.
Se pensi che tuo figlio o tua figlia possa avere un DCA, rivolgiti al suo medico o pediatra che valuterà complessivamente la situazione ed eventualmente vi indirizzerà verso centri specializzati. In ogni caso, pensare di essere responsabili dell’eventuale problema è sbagliato. Un disturbo del comportamento alimentare può avere infatti varie origini e, spesso, può essere anche di tipo genetico.
Il senso di colpa non è di aiuto né al ragazzo o alla ragazza e né alla famiglia in generale: cerca di stare vicino a tuo figlio o tua figlia e ricorda che queste patologie sono complesse e non dipendono dalla sua forza di volontà.
Nella vita frenetica odierna spesso capita che i ragazzi siano a casa da soli e il cibo può diventare un “amico” scelto per farsi compagnia, puntando spesso ad alimenti ipercalorici pronti all’uso o i cosiddetti junk food.
Insegna a tuo figlio o tua figlia a cucinare in modo semplice e ad apprezzare alimenti sani, cerca di organizzarti per far sì che frutta, verdura, cereali integrali e legumi non manchino mai nella dieta di tutti i giorni.
Potreste creare un menù della famiglia in cui ogni membro sceglie un piatto preferito tra colazione, pranzo, cena e merenda. Questo ti aiuterà a rendere la spesa semplice e il momento di preparazione del pasto privo di tensioni.
Potresti notare che tuo figlio o tua figlia consuma frequenti snack nel pomeriggio o dopo cena, questi cibi sono un modo per appagare l’appetito in una modalità veloce e solitaria e possono essere sintomo d’incapacità a gestire la noia o lo stress oppure un modo per attirare la tua attenzione.
Dedica del tempo all’ascolto di tuo figlio o tua figlia: spesso aiuta semplicemente far percepire che sei lì per aiutarlo/a e sostenerlo/a. Apri la conversazione in modo amorevole e gentile, fai sentire la tua preoccupazione per lui o lei, preferisci frasi con “io” e non con “tu”.
Mangiare in piedi, ad orari sfalsati ed ognuno con un pasto differente sono atteggiamenti che privano il pasto della bellezza della convivialità e del confronto con i famigliari.
Cerca di consumare almeno un pasto al giorno a tavola tutti insieme, dove ci si raccontano le attività della giornata e si chiacchiera senza distrazioni (tv, telefoni).
Per quanto riguarda il menu, se i ragazzi manifestano una maggiore propensione verso i cibi da fast food, prova a riprodurli in casa in utilizzando però alimenti di qualità (pane integrale, carne o pesce freschi, verdure, formaggi come il Grana Padano DOP, etc.), evitando di assecondarli sempre nelle cattive abitudini (ordinare spesso junk food a domicilio o prenderlo d’asporto) e di imporre loro restrizioni eccessive che rischiano di essere rigettate a priori.
Che siano crude o cotte, preferibilmente di stagione, fai in modo che le verdure accompagnino sempre i pasti.
Spesso gli adolescenti rifiutano alcune verdure crude perché sono un po’ amare: in questi casi, è bene proporre finocchi, sedano, carote e insalate di color verde chiaro, dal sapore più dolce, per poi tentare quelle verde scuro e rosso scuro.
Se il ragazzo o la ragazza non le preferisce crude, prova a cuocerle, passarle e a condirle con un cucchiaino di olio extravergine d’oliva e uno di Grana Padano DOP grattugiato. Questo formaggio è il più ricco di calcio tra quelli comunemente consumati, un minerale indispensabile per la crescita dei ragazzi, inoltre apporta tante proteine ad alto valore biologico (con i 9 aminoacidi essenziali), vitamine importanti per lo sviluppo come B2 e B12 e antiossidanti come vitamina A, zinco e selenio.
Tuttavia, è bene che le verdure non siano sempre proposte cotte o in forma di vellutate, perché è necessario che i ragazzi di questa età imparino a riconoscerle e ad apprezzarle crude nella loro forma naturale, più ricca di vitamine che spesso si disperdono con la cottura.
Ai ragazzi che non gradiscono le verdure crude, incluso il pomodoro fresco che, date le sue versatili caratteristiche, difficilmente può essere sostituto, si possono proporre verdure con diversi condimenti: olio e limone, olio e aceto balsamico, si può anche aggiungere un pizzico di senape o mostarda, che rende le verdure leggermente piccanti, un gusto assai gradito a tanti ragazzi di questa età, salvo naturalmente controindicazioni dettate dal medico.
Ricorda, invece, che piselli, fagioli e patate non sono da considerarsi verdure di contorno! Fagioli e piselli sono legumi, alimenti che apportano proteine vegetali, mentre le patate sono tuberi, fonte di carboidrati al pari di pasta e pane.
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