

Contro le Torri di Piano, la “Città dell’acqua”, “l’Acquario virtuale”, le nuove costruzioni nelle aree verdi dell’Eur, il filobus su via Laurentina, i parcheggi sotterranei e il centro commerciale a Casal Grottoni-Torrino
Il Coordinamento dei Cittadini e Comitati per la difesa dell’Eur ed il Comitato Salute a Ambiente Eur mettono al bando quasi tutte le opere previste per il quadrante: le Torri di Piano che sostituiranno le Torri Ex Ministero Finanze, la cosiddetta “Città dell’acqua” al posto del Velodromo Olimpico, “l’Acquario virtuale” nella zona del Laghetto, le nuove costruzioni nelle aree verdi dell’Eur, il filobus su via Laurentina, i previsti parcheggi sotterranei all’Eur, nuovi centri commerciali (parliamo del centro commerciale a Casal Grottoni-Torrino, nonostante la presenza a poca distanza del centro commerciale Euroma 2).
Sono queste le nuove scelte urbanistiche, la cui approvazione e prevista realizzazione lascia alquanto perplesso il Coordinamento, preoccupato per la mobilità del quadrante. Il quartiere Eur si trova per la sua posizione al centro del sistema viario che serve tutti i quartieri della zona, a cominciare da piazza dei Navigatori ed Ex Fiera di Roma per finire a tutti gli insediamenti lungo l’asse della C. Colombo verso il mare e verso via Laurentina e via Ardeatina. Molte delle opere previste andranno ad incidere in modo sostanziale sulla mobilità della zona, già palesemente soffocata.
Il Coordinamento si oppone fermamente alla demolizione delle Torri Ex Ministero Finanze e auspica, al contrario, il loro restauro e riutilizzo come alberghi, uffici, strutture di supporto per il costruendo Nuovo Centro Congressi, meglio conosciuto come la “Nuvola” di Fuksas (che il coordinamento considera inadatto per la limitatezza degli spazi necessari, cui le Torri potrebbe sopperire). I residenti dell’Eur si oppongono perciò alla realizzazione delle “Torri di Piano”, un complesso residenziale di 300 appartamenti ai quali si aggiunge un nuovo albergo denominato “Lama”, che dovrebbe essere ubicato su viale Europa, accanto alla “Nuvola” di Fuksas.
I motivi della contrarietà sono variegati e si basano su aspetti di ordine architettonico, di mobilità, nonché economici: l’edificio residenziale di Renzo Piano è stato progettato con riferimento alla “Nuvola” di Fuksas, senza considerare il contesto in cui si dovrebbe inserire (infatti la sua realizzazione porterebbe a una forte asimmetria con le Torri delle Poste, molto più alte, ubicate dall’altro lato della Colombo, alla porta sud entrando all’Eur.)
Inoltre il ricavo per il Comune dalla realizzazione delle Torri di Piano ammonterebbe a circa 20/30 milioni di euro, mentre le opere di mobilità indispensabili a causa degli interventi massivi in programma nel quartiere (Nuovo Centro Congressi, Centro Acquatico e del Benessere, Acquario Virtuale) avranno un costo di 400 milioni di euro. E non per ultimo la realizzazione dell’edificio residenziale sostitutivo delle Torri e il previsto albergo su viale Europa contribuiranno ad appesantire la mobilità su viale Colombo, già ai limiti del collasso.
Anche il cosiddetto “Acquario Virtuale” con suoi previsti 3000 visitatori al giorno e annesso parcheggio interrato avrà un forte impatto sulla mobilità del territorio. A ciò si aggiungono i circa 6000 mq di strutture commerciali, punti ristori e servizi vari sulle aree verdi. Associazioni e comitati hanno chiesto infatti la sospensione cautelativa alla Soprintendenza per la verifica del rispetto delle condizioni con le quali è stato rilasciato a suo tempo il parere favorevole dalla stessa.
Per quanto riguarda i parcheggi sotterranei il coordinamento si dichiara favorevole alla loro realizzazione purché venga stabilita caso per caso la percentuale tra i posti auto pertinenziali e quelli a rotazione. Il coordinamento chiede inoltre l’annullamento del programma di costruzione dei parcheggi a piazzale G. Marconi e viale della Civiltà del Lavoro ed il ripristino del Parcheggio in piazza Nervi.
Molte sono invece le parole spese per la questione del Velodromo (vedere articolo “Una interessante riflessione sull’ex-Velodromo di Ponte Marconi”). Per la sua salvezza vari comitati e associazioni dell’Eur hanno lottato con i denti, si sono riuniti in un comitato, hanno tentano di ottenere almeno l’appoggio del municipio, ma nulla da fare. Alla sua fine- tralatro di dubbia legitimità- i cittadini dell’Eur si sono rassegnati, ma non rinunciano alla speranza di vedere riconosciuta l’ingiustizia e l’illegittimità del fatto. L’ultima spiaggia rimane perciò il ricorso al Tar per le irregolarità della procedura della demolizione, la quale a quanto pare neanche aveva le autorizzazioni necessarie quando il Velodromo è stato ridotto ad un ammasso di polvere.
Non per ultimo ricordiamo la vicenda del Centro Commerciale a Casal Grottoni (vedere articolo “Il CdQ continua la lotta contro il Centro commerciale a Torrino Sud”) e la strenua lotta dei cittadini riuniti nel comitato Torrino- Decima che a più riprese hanno tentano di esprimere la propria opposizione motivata soprattutto dalla mancata necessità di un centro commerciale nel quartiere.
In complesso si tratta si scelte assolutamente non funzionali alle esigenze del territorio. “Non ne facciamo una questione di estetica – ci viene detto da Cristina Lattanzi, presidente del Comitato Salute e Ambiente Eur – ma ne facciamo una questione di funzionalità. E la mobiltà del quadrante che ci preoccupa.”
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