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Il bene della Roma

Il bilancio di una difficile annata per la società giallorossa, tra polemiche e aspettative

Di solito quando finisce qualcosa c’è sempre chi prova a fare un bilancio, sebbene in certi ambiti il solo sciorinare una serie di cifre non renda giustizia al reale valore delle cose. Il calcio è uno di questi ambiti.

Vogliamo in questo nostro “riassunto”, della stagione 2008/2009 della Roma, fornire una serie di dati e riflessioni tra quelli che reputiamo più significativi.

Partiamo dal vertice di questa ipotetica piramide: la società (intesa come presidenza e dirigenza).

La Roma è una società in regime di autofinanziamento, dunque guadagna proporzionalmente ai risultati sportivi conseguiti sul campo. Il budget per la campagna acquisti deriva proprio da questi risultati sportivi e, successivamente, da tanti altri fattori: sponsor, merchandising, sfruttamento del marchio, incassi delle partite e diritti televisivi. C’è un discorso a parte per questi ultimi: i diritti televisivi vanno ovviamente di pari passo con il prestigio di una squadra; dunque è altrettanto ovvio che se una squadra non disputa nemmeno una coppa riceverà introiti dalle pay tv sicuramente ridotti.

La Roma si è qualificata per l’Europa League (la vecchia Coppa Uefa) arrivando sesta e quindi stipulerà un contratto con le pay tv a cifre inferiori rispetto a quelle degli anni precedenti, nei quali disputava la Champions League.

Merchandising. Non sono note le cifre degli incassi derivanti dalla vendita del materiale ufficiale, però recentemente c’è stato un evento piuttosto significativo: sono uscite nei RomaStore le maglie sociali per la prossima stagione e non c’è stata alcuna conferenza stampa di presentazione. E’ perlomeno poco “furbo” non presentare le maglie nuove per una società che dovrebbe vivere di merchandising. Peraltro sono maglie che hanno riscosso un certo successo tra i tifosi: nonostante il prezzo di 80 euro sono andate esaurite in quasi tutti i Roma Store della Capitale e si prevede una buona annata da questo punto di vista.

Stadio. Su questo punto rimandiamo tutti voi lettori all’articolo precedente https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=11882. Non per svogliatezza, assolutamente. E’ che non c’è assolutamente nulla di nuovo. Il Sindaco Alemanno non perde occasione per affermare di essere in attesa di un progetto o quantomeno una proposta da parte di Roma e Lazio. Tutto tace dalla parte giallorossa del Tevere e la società romanista, è bene ricordarlo,continua a pagare cinque milioni di euro annuali per l’uso dello Stadio Olimpico.

Mercato.
La Roma lo scorso anno ha speso poco più di trenta milioni per la sua campagna acquisti. Questi 30 milioni erano equamente divisi tra la cifra proveniente dalla cessione di Mancini all’Inter e gli introiti derivanti da risultati sportivi e tutte le altre fonti di guadagno sopracitate. Il budget ora è praticamente ridotto a meno della metà per i motivi che abbiamo già espresso e quindi per poter far mercato a grandi livelli la società dovrà vendere almeno uno dei pezzi pregiati della sua rosa. Se così non fosse, allora si punterebbe su una serie di giovani di rientro dai prestiti e su occasioni particolari, come giocatori svincolati da poter prendere a parametro zero.

Rinnovi contrattuali: sono stai rinnovati i contratti dei dirigenti Pradè e Conti e dei giocatori Juan, Vucinic e Aquilani. Sono in scadenza di contratto nel 2010 i seguenti giocatori: Totti, Perrotta, Tonetto, Pizarro, Doni. I contratti prolungati sono stati resi noti solo ultimamente, anche se, come dimostra il fatto che hanno decorrenza retroattiva, sono stati stipulati e firmati molto tempo prima. Un’altra particolarità è l’ingaggio che questi giocatori andranno a percepire nei prossimi 4 anni. Juan e Vucinic in particolare hanno contratti da circa 3,8 milioni di euro netti annui, cifra che supera (e di molto) il famoso tetto ingaggi di 2,5 milioni netti.

Per quanto riguarda le voci su una possibile cessione della società, rimandiamo all’articolo https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=13260, dato che, come prima, non ci sono novità (quantomeno ufficiali).

Parliamo ora dello staff sanitario, il tallone d’achille di questa Roma. Nel corso della stagione calcistica 2008-2009 la rosa è stata falcidiata da moltissimi infortuni, che hanno a dir poco decimato la squadra, soprattutto in momenti chiave come la partita di ritorno contro l’Arsenal.

Un dato agghiacciante: 29 infortuni muscolari hanno colpito i giallorossi. Questa cifra è sicuramente indicativa di una preparazione mal organizzata e mal svolta, come è stato sottolineato dallo stesso Spalletti.. E’ stato licenziato il medico storico della Roma Brozzi e lo staff sanitario è stato affidato alla direzione di Del Signore, senza però che ci fossero dei cambiamenti significativi. Il giocatore emblema di questa situazione è Juan: il brasiliano si è infortunato per 4 volte alla coscia sinistra, nello stesso identico punto.

Ma ci sono altri casi eclatanti.

Aquilani ad esempio nel febbraio 2009 aveva solo una leggera distorsione alla caviglia, guaribile in 10 giorni. Il ragazzo di Montesacro non ha più messo piede in campo, volando in Olanda (molti giocatori della Roma hanno scelto di farsi vedere da altri medici) due volte per farsi curare. E’ stato operato e tornerà a disposizione durante la preparazione.

Cicinho nel mese di gennaio 2009 avrebbe dovuto essere operato al ginocchio, per una pulizia della cartilagine, operazione di routine che però non è stata fatta. Il risultato: Cicinho si lesiona i legamenti di quel ginocchio a causa della mancata pulizia e starà fermo per sei mesi.

Un altro punto importante riguarda le strutture di Trigoria, vecchie e mal funzionanti, come sempre lo stesso tecnico giallorosso ha affermato, tra cui i campi. E’ in corso un lavoro di rifacimento sul campo C del Fulvio Bernardini, segno che davvero non si poteva continuare a quelle condizioni. Spesso infatti anche gli stessi calciatori hanno parlato di campi dissestati e irregolari, sui quali era molto facile infortunarsi. Spalletti ha affermato a più riprese di aver chiesto alla società un rinnovamento delle strutture del centro sportivo, soprattutto nella fase iniziale della stagione.

Dunque passiamo ad analizzare l’annata dell’allenatore, Luciano Spalletti. Il tecnico toscano siede da 4 anni sulla panchina della Roma. Nelle stagioni precedenti ha conquistato due Coppe Italia, una Supercoppa, si è piazzato per due volte al secondo posto in Italia e due volte consecutive tra le migliori otto d’Europa. Nella stagione appena conclusa Spalletti ha conquistato un sesto posto molto al di sotto delle aspettative, attribuendosi a più riprese la responsabilità di questo fallimento.

L’avvio disastroso della Roma lo aveva costretto a cambiare modulo, passando dal collaudato 4-2-3-1 ad un più guardingo 4-3-1-2 con due mezzale e una punta al fianco di Totti; la formula inizialmente ha avuto molta fortuna (da ricordare un 3-1 con il Chelsea) ma poi, sorti i primi problemi di infortuni, la rosa a disposizione non gli permise più di schierare questo modulo.
Non sono mancate nel corso della stagione frizioni con squadra e società: i casi più eclatanti sono quelli di Panucci (che si rifiutò di andare in panchina a Napoli Roma) e De Rossi (infastidito dal comportamento dell’allenatore nell’estate 2008 in cui si incontrò con i dirigenti del Chelsea). Con la dirigenza il tecnico di Certaldo ha sempre un avuto un rapporto di alti e bassi; tuttavia nell’ultima intervista rilasciata il mister ha chiesto “chiarezza e trasparenza sul futuro, condizioni imprescindibili per una sua permanenza sulla panchina giallorossa”. Al momento infatti è in dubbio la presenza di Spalletti alla guida della Roma nella prossima stagione e in settimana ci sarà finalmente l’incontro chiarificatore con la presidente Rosella Sensi. Il punto sui cui Spalletti ha sempre insistito è quello che riguarda la comunicazione: troppo spesso ha infatti detto che avrebbe voluto un membro della dirigenza al suo fianco in conferenza stampa o dopo alcune partite, dove c’era da difendere la società. Ma ci sono anche altri argomenti che sicuramente saranno toccati in questo faccia a faccia: il mercato estivo e la gestione degli impianti a Trigoria sono due punti cardine per il prossimo anno.

Spalletti, nello scorso mercato, aveva anche chiesto un secondo portiere affidabile, un esterno alto, una punta di peso e un centrale che potesse sostituire Juan e Mexes. Sono arrivati Menez (seconda punta) Julio Baptista (trequartista seconda punta) Loria (inaffidabile) e Arthur (vedi Loria). Gli ultimi due casi sono eclatanti: Spalletti pur di non schierarli ha schierato sempre i titolari anche se visibilmente in condizioni fisiche precarie. La partita con l’Arsenal all’Olimpico ne è stata una prova: pur di non far giocare Loria, Spalletti ha schierato Riise come centrale difensivo. Per altre considerazioni sulla squadra, rimandiamo all’articolo https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=13465.

Insomma, tirando le somme, c’è da migliorare. Una solida base per il futuro forse non c’è, ma bisogna ripartire dalle poche positività di questa annata disastrosa per poter tornare a certi livelli. Livelli che la gente di Roma vuole e sicuramente meriterebbe. La speranza di tutti i tifosi è che tra le polemiche, le ripicche personali e le trattative societarie nessuno dimentichi l’unico obiettivo da perseguire: il bene della Roma.

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