

Il 5 dicembre 2008 la Commissione Controllo e Garanzia, presieduta da Marco Belmonte, con la presenza dei consiglieri Ricci, Zaccaria e Stornaiuolo, ha convocato la Soprintendenza Archeologica di Ostia per avere chiarimenti sui ritrovamenti archeologici occorsi nell’estate 2007 presso il cantiere all’angolo tra via Micali e via Bazzini (località Stagni di Ostia). A rappresentare la Soprintendenza, la Dott.ssa Simona Pannuzi che, pur non avendo ben chiaro quale fosse l’area interessata e non avendo dunque portato con sé alcuna documentazione, ha dichiarato quanto segue. Gli scavi furono condotti da collaboratori esterni di fiducia che riferivano direttamente all’ex Soprintendente di Ostia, Alessandro Bedini. I ritrovamenti sarebbero stati limitati a strutture di bonifica in età antica e romana, costituiti da canalette di scolo (collegate allo stagno al tempo esistente) e comunque da strutture che non impedivano la costruzione degli attuali edifici. Tutto è stato documentato, anche se le modalità di scavo sono state distruttive, mentre i risultati verranno pubblicati in una prossima edizione del Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma.
Il resto del suo intervento è stato un’invettiva contro gli ‘archeologi dilettanti’ e una strenua difesa dell’operato della Soprintendenza.
Ma i fatti purtroppo sembrano essere altri e ci aspettiamo che dopo le feste, la Soprintendenza illustri una volta per tutte la documentazione in proprio possesso fugando ogni dubbio, senza che si debba ricorrere all’accesso agli atti consentito dalla Legge 241/90.
Nessuno mette in discussione la capacità professionale e la buonafede della Soprintendenza, ma è davvero singolare che dopo un anno e mezzo nulla si sappia (ufficialmente) di questi scavi.
A suo tempo, i Cittadini hanno fotografato e visto cose ben diverse da quelle che oggi sono state dette in Commissione e vogliamo credere che siano state errate interpretazioni dei Cittadini.
In ogni caso, la completa definizione planimetrica e l’effettiva comprensione architettonica dello scavo non possono certo esser state soddisfatte dalle indagini condotte in un fazzoletto di terreno così come oggi rimasto. Sarebbe opportuno che la Soprintendenza fornisca un quadro di unione dei ritrovamenti archeologici occorsi nell’entroterra ostiense negli ultimi 10 anni.
Tassello dopo tassello, piccolo cantiere dopo piccolo cantiere, si sta cancellando la memoria del territorio e se un piccolo ritrovamento può dirsi ‘non rilevante’, l’insieme di più ritrovamenti può fornire i presupposti per istituire nuovi vincoli archeologici.
Ancora oggi si sta studiando la vera estensione dell’antico Stagno di Ostia e dei suoi numerosi insediamenti limitrofi (dall’Infernetto a Stagni se ne consocono a decine). Ma se questo è il modo di procedere, ne sapremo ben poco.
Ha ragione dunque il consigliere Zaccaria a chiedere una migliore sinergia tra la Soprintendenza e il reparto Edilizia della Polizia Municipale per migliorare i controlli sul territorio, così come il consigliere Ricci a meravigliarsi che a questi incontri (ed era la seconda convocazione) non ci si presenti con la documentazione necessaria da parte della Soprintendenza (su via Micali ci sono solo tre cantieri: quale altre indicazioni bisognava dare?).
Chi più si ricorda della villa romana in località Fralana (dietro i palazzoni di via di Acilia) o del sepolcreto romano presso via Monti di San Paolo? Addirittura sull’acquedotto romano di via Bedollo, all’Infernetto, è stata prevista la costruzione di un edificio a 4 piani e dentro l’ex campeggio Capitol, su via di Castel Fusano, una villa romana, sepolture ed antiche strutture (forse moli d’attracco) aspettano di essere maggiormente indagati per impedire che vengano ricoperti da un cemento che sembra addirittura abusivo.
Ci aspettiamo che i costruttori capiscano che un bene storico archeologico, se conservato, può addirittura valorizzare ville e villette, così come che la Soprintendenza, quando rinviene reperti dal sottosuolo, abbia il buon senso di informare i cittadini per difendere assieme la memoria del nostro territorio.
Associazione Culturale Severiana
Il Vice Presidente
dr.Ing. Andrea Schiavone
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