

Marrazzo: scelta di legalità
Poteri sostitutivi in mano alla regione e possibilità di creare un commissario ‘ad acta’ per demolire quanto non viene abbattuto dopo l’ingiunzione di rito. La creazione di una banca dati sull’abusivismo. Sanzioni pesanti per chi costruisce abusivamente. La creazione di un fondo a rotazione per supportare l’attività dei comuni, spesso senza risorse sufficienti, che vogliono abbattrere manufatti abusivi. Conferma, infine, delle norme che prevedono il trasferimento al demanio della proprietà dell’area interessata, dopo le demolizioni degli abusi.
Queste le norme più importanti della nuova legge sulla “Vigilanza sull’attività urbanistico edilizia”, il nuovo strumento regionale finalizzato al contrasto dell’abusivismo edilizio approvato all’unanimità e con estrema velocità dal Consiglio regionale del Lazio il 22 luglio 2008.
La nuova legge, fortemente voluta dall’ex assessore all’Urbanistica Massimo Pompili, da quello attuale, Esterino Montino, e dal presidente dell’omonima commissione Claudio Moscardelli “colma un vuoto normativo- ha detto proprio quest’ultimo- che durava dal 2001: da allora la legislazione nazionale affidava alle regioni l’attività di vigilanza contro l’abusivismo, ma fino ad oggi non era stato fatto nulla”.
La legge, spiega il testo, “mira in particolare a garantire l’esercizio integrato delle funzioni di vigilanza e di accertamento delle violazioni urbanistico edilizio, l’effettiva demolizione delle opere abusive e lo scambio dei dati”. Strumento fondamentale della nuova legge è “Il fondo regionale a rotazione” finalizzato a finanziare le attività di demolizione di abusi edilizi attraverso anticipazioni ad interessi zero. Potranno usufruirne i Comuni sprovvisti di risorse e la regione nel momento dell’esercizio dei poteri sostitutivi.
Questi ultimi subentrano quando i Comuni si renderanno inadempienti delle opere di demolizione. “Vista l’inadempienza del Comune- si legge ancora nel testo- la Regione diffida quest’ultimo a provvedere entro un congruo termine o a comunicare le motivazioni del ritardo. Decorso quest’ultimo la giunta regionale delibera l’esercizio del potere sostitutivo e la nomina di un commissario ad acta”. Prima di tutto ciò, però, sarà rafforzata la fase della vigilanza e quella delle sanzioni.
In merito al monitoraggio la legge prevede che la Regione, oltre ai Comuni “avrà compiti di monitoraggio che effettuerà attraverso le informazioni trasmesse dai comuni e tramite rilevamenti satellitari”. La vigilanza resterà comunque competenza dei Comuni. Sarà inoltre istituito un osservatorio regionale e una banca dati sull’abusivismo.
Le sanzioni infine. Responsabili dell’abuso saranno ritenuti il proprietario, il committente e il costruttore. Per loro sanzioni fino a 20.000 euro in caso di nuova costruzione senza permesso e 25.000 per cambi di destinazione d’uso e ristrutturazioni non autorizzate. A carico del responsabile dell’abuso la demolizione. In caso di inadempienza l’area di sedime sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune.
"Una nuova e importante scelta di trasparenza, di rispetto della legalità e per l’integrità del nostro territorio. Daremo vita a una vera e propria rete di monitoraggio e sostegno di tutti gli uffici competenti in materia urbanistica ed edilizia per garantire la regolarità e la sicurezza di tutte le edificazioni realizzate sul territorio laziale. Inoltre sarà rafforzata la vigilanza antiabusivismo, in totale collaborazione con i comuni, soprattutto i più piccoli”. Questo il commento del Presidente Marrazzo rispetto all’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio regionale del Lazio, della prima legge regionale in materia di vigilanza urbanistico-edilizia e che recepisce il ”Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”, Dpr 380/2001.
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