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Il coordinamento per la difesa del parco Tor Tre Teste-Alessandrino non è e non deve essere uno strumento dei politici

Le responsabilità della maggioranza di centro-sinistra e dell'opposizioine di centro-destra

Riceviamo e pubblichiamo da Claudio Pedi: presidente del CdQ “Tor Tre Teste Libero” promotore costituente e componente del Coordinamento per la difesa del Parco. Il rigetto della mozione, presentata dall’opposizione nella seduta del 23 marzo del Consiglio Municipale, contro la cementificazione nel Parco di Tor Tre Teste –Alessandrino apre scenari molto importanti dal punto di vista politico, quindi del benessere sociale come interesse primario dei cittadini che vivono nel proprio territorio. Maggioranza e Opposizione, legittimamente, si capisce, fanno il loro lavoro, l’avrebbero fatto meglio “il loro lavoro” nel non troppo lontano dicembre 2005 se, a fronte della calamitosa delibera n.318, avessero promosso “a suo tempo” le opportune iniziative, ognuno attinenti le proprie responsabilità politiche e istituzionali. L’Opposizione di centro-destra, poteva far valere la propria giusta contrarietà alla nascita del “Mostro Urbano”, attraverso tre importanti azioni: 1) la mobilitazione e la sensibilizzazione della popolazione sulla nefasta delibera; 2) promuovere il Ricorso al T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio entro sessanta giorni dalla data, del 13 dicembre 2005, della sciagurata Delibera, o entro 120 giorni per ricorso straordinario sempre al T.A.R.; 3) in Consiglio Comunale non si è registrata un’opposizione chiara ed indubitabile: da resoconto dei lavori in consiglio comunale hanno partecipato n.21 consiglieri comunali su un totale di n.60, di cui n.17 sono stati favorevoli, contrari 1 e astenuti 3. Nulla di tutto questo è stato fatto, ci domandiamo: perché? La Maggioranza di centro-sinistra doveva assumersi, in modo chiaro, indubitabile, le proprie responsabilità politiche e istituzionali, mediante un’importante azione: 1) l’applicazione e il rispetto del Regolamento per l’attivazione del processo di partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana, ai sensi della Deliberazione del Consiglio Comunale n.57 del 2006, che pone l’Amministratore di fronte a impegni imperativi dunque non opzionali. Per conoscenza, alle cittadine e ai cittadini, si riporta solo l’introduzione del Regolamento, che recita: “Premesso che per migliorare le trasformazioni urbane della città, la qualità della vita degli abitanti e produrre inclusione sociale, nonché per favorire la trasparenza, si ritiene fondamentale la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali strategici, agli strumenti di pianificazione urbanistica e ai progetti di trasformazione urbana; che per processo partecipativo, si intende il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, che sia pienamente inclusivo e non limitato a categorie sociali o gruppi economici e/o gruppi organizzati e associazioni e che tale processo partecipativo non deve limitarsi agli aspetti di informazione e consultazione ma ha carattere di continuità, strutturazione e non occasionalità; che la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di trasformazione non deve intendersi solo un’opzione politica o culturale, ma una componente essenziale dei processi di trasformazione urbana finalizzati alla qualità, alla trasparenza e alla coesione sociale, partendo dal principio che la “citta’ vera è quella degli abitanti e non quella delineata dal suo perimetro”. Nulla di tutto questo è stato fatto, ci domandiamo: perché? Le cittadine e i cittadini di Tor Tre Teste, di tutto il Municipio VII, il CdQ “Tor Tre Teste Libero” promotore costituente e componente del Coordinamento per la difesa del Parco, respingeranno, con forza, con convinzione e determinatezza, ogni tentativo di strumentalizzazione da parte di interessi politici e economici.

Info: Claudio Pedi cell.3474522597, email: tortretestelibero@alice.it

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