Il coro “Accordi e note” al teatro Quarticciolo

Resoconto da sotto le luci della ribalta di “From Rome with love….and swing” il 13 giugno 2015
di Gemma Manoni - 19 Giugno 2015

Chi non ha mai calcato le scene non può immaginare il caldo soffocante che si prova sotto le luci della ribalta! Soprattutto se il palcoscenico è quello di un piccolo teatro, pieno sino all’inverosimile, in un tardo pomeriggio di un’afosa giornata di metà giugno! Ma tant’è, per l’arte nessun sacrificio è mai troppo pesante!

Il piccolo teatro è quello del Quarticciolo, un gioiello, uno scrigno, una bomboniera!

Il giorno di giugno è il 13 e i piedi, presumibilmente sudati, che calpestano il palcoscenico sono quelli dei componenti del coro “Accordi e note”, del loro direttore Roberto Boarini e del fantastico trio strumentale composto da Emanuele Rizzo alla tastiera, da Alessandro Botti al contrabbasso e da Federico Orfanò alla batteria.

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E’ vero che qualunque cosa accada “the show must go on”, ma prima che i componenti  del suo coro rischino di “liquefarsi” sotto i potenti riflettori, il maestro Boarini decide di interrompere per un attimo il concerto e di chiedere che venga acceso il sistema di condizionamento  (anche perché lui stesso, costretto in un abbigliamento con giacca e cravatta, stava rischiando di fare la stessa fine).

Accettiamo di buon grado il disturbo del ronzio del condizionatore che ci fa da rumore di fondo (basso continuo?) e anche il pubblico, tra cui il consigliere comunale di recente nomina Cecilia Fannunza, apprezza la decisione del maestro.

Lo spettacolo, con l’accattivante titolo di “From Rome with love….and swing”, contempla brani della tradizione romana e del repertorio swing italiano degli anni ’40 e ’50 eseguiti dal coro, a cappella o con accompagnamento strumentale, e, in maniera solo strumentale, dal trio.

I tre appassionati jazzisti del trio sono davvero superlativi , nuovi autentici talenti con alle spalle già importanti esperienze nonostante la giovanissima età, e ci deliziano con le loro improvvisazioni e la loro complicità artistica: un vero scoppiettante spettacolo che ci carica di ritmo e di brio.

La rivelazione della serata è il solista: Antonio Colacci che interpreta  magistralmente le canzoni degli anni ‘40 e ’50 e manda in visibilio il pubblico in sala.

Dalla platea l’entusiasmo è incontenibile e gli applausi scosciano ripetuti e sonori.

Purtroppo, o per fortuna, la capienza del piccolo teatro è insufficiente a contenere la grande affluenza di pubblico, in parte costretto a rimanere fuori. E questo è un importante segnale di speranza su cui riflettere; perché il fatto che un piccolo teatro di periferia sia stracolmo in un afoso sabato pomeriggio è sicuramente dovuto alla gratuità del concerto, ma innanzitutto denota quanto bisogno di cultura ci sia nella società anche, ma forse soprattutto, in questo periodo di crisi.

C’è fame di cultura nelle periferie romane, rimaste troppo a lungo fuori dalla porta; e la cultura  in tutte le sue manifestazioni è fondamentale per ricostruire il tessuto umano e sociale e per combattere l’abbandono e il degrado.

Le associazioni culturali attive nel territorio sono risorse preziose perché consentono in maniera capillare di offrire luoghi e motivi di aggregazione. Il centro culturale “L’incontro” è sicuramente uno di questi luoghi, attivo e dinamico nel territorio del V municipio grazie al suo presidente Giorgio Grillo e alla responsabile del coro “Accordi e note” Palmira Pasqualini.

Ripartendo “dal basso”, dove ciascuno di noi può fare la propria, seppur piccolissima parte, spero si possa costruire un modello di fruizione della cultura che sia capace non solo di promuoverla ma anche di crearne di nuova.

 

Foto di Franco Giorgi


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