

Uno Szczesny paratutto e un Nainggolan condottiero condividono la palma del migliore. Delusione Perotti, Peres e la Società. Male Iturbe, Vermaelen e Gerson
Becker Alisson 6,5Nelle poche apparizioni che il mister gli ha concesso in coppa lui ha dimostrato valore e carattere, e lo ha dimostrato anche nel sopportare una panchina inaspettata a inizio campionato
Bogdan Lobont n.g. Ancora una stagione da “falso” dirigente accompagnatore
Stagione da incorniciare per lui.
È stato il miglior portiere della serie A e ha mostrato tutte le sue qualità con continuità facendo guadagnare diversi punti alla Roma
Da Silva Bruno Peres 5Spalletti lo ha dovuto utilizzare per una larghissima parte di campionato, vista l’assenza di alternative sulla destra (vedi l’infortunio di Florenzi), ma lui il salto di qualità non lo ha mai fatto e ha manifestato gravi carenze dal punto di vista difensivo, tattico e di supporto alla fase offensiva.
Alla fine il mister, nel finale di stagione, lo ha tolto per disperazione preferendogli un adattato come Rudiger
Palmieri Emerson 6,5E’ partito male, steccando il preliminare di Champions con il Porto. Ma il mister, dopo un periodo di quarantena, gli ha ridato fiducia e lui è sbocciato magnificamente regalando preziosismi tecnici e quella fluidità di gioco sulla fascia che ha messo le cose a posto per il resto della stagione.
Sta alla Roma e a lui renderlo un punto fermo e tramutarlo in un grande giocatore. Purtroppo non potrà rispondere presente alla convocazione in nazionale di mister Ventura per l’infortunio occorso nell’ultima gara di campionato.
Federico Fazio 6,5Un giocatore rigenerato nella sua prima stagione nella capitale.
A guida della difesa si è dimostrato un perno importante, anche se nell’ultima parte di stagione c’è stato un calo vistoso
Guilherme Juan Jesus 6Partito in sordina, si è ripreso durante la stagione garantendo un buon rimpiazzo difensivo sul centro sinistra

Forse la sua peggior stagione da quando è a Roma.
Troppo distratto da problemi contrattuali e dalle sirene del calciomercato sempre accese per lui.
Disattenzioni difensive che la squadra ha pagato e non sempre bilanciate da partite di valore a cui aveva abituato i tifosi
Silva Mario Rui 5,5Giocatore sfortunato, che è incappato prima dell’inizio stagionale nell’infortunio ai legamenti del ginocchio.
Al suo rientro, lui che doveva essere il titolare sulla sinistra, non è stato più in grado di offrire al mister le giuste garanzie
Il ritorno dopo l’infortunio è positivo e la Roma ha potuto beneficiare di un apporto importante soprattutto dal punto di vista del carattere.
Prevalentemente utilizzato a destra Spalletti l’ha potuto utilizzare sia centrale nella difesa a tre che laterale del 3-5-2 o del 4-3-3-, sopperendo soprattutto alle mancanze degli esterni di ruolo
Thomas Vermaelen 4Giocatore sfortunato, preso più come scommessa che garanzia del bel difensore che fu.
Ma i dati spiegano che con le sue poche apparizioni la squadra è andata in crisi o ha compromesso il risultato anche per suoi errori
E’ ritornato il punto fermo del centrocampo, dopo aver smaltito gli acciacchi delle ultime stagioni.
La squadra ha potuto fare affidamento sulla sua intelligenza tattica e sulla sua personalità.
È stato praticamente il primo anno da capitano in toto, visto lo scarso utilizzo di Totti. Sarà anche l’ultimo?
Alessandro Florenzi n.g. Doppio infortunio ai legamenti del ginocchio.
La sua bravura tecnico-tattica, la sua velocità, i suoi colpi sono mancati davvero tanto a questa Roma
Santos Da Silva Gerson 4L’oggetto misterioso che doveva essere il fiore all’occhiello del mercato di Sabatini non è mai stato preso in considerazione dal mister se non nella sfortunata trasferta juventina.
Poche gare e tanta inconsistenza per un giocatore di venti anni che ha mostrato scarso adattamento.
Con il suo rifiuto a trasferirsi a Lione i rapporti con la Roma si sono compromessi
Clement Grenier n.g.Arrivato nel mercato invernale, Spalletti non lo ha mai preso realmente in considerazione, complici anche i diversi infortuni da cui il giocatore usciva
E’ lui il perno della squadra, che da quando è nella capitale non sbaglia una stagione.
Come per il grosso della squadra c’è stato un calo nella parte nevralgica della stagione, ma il ninja si è ripreso la scena nel finale divenendo uno dei trascinatori verso il secondo posto
Leandro Paredes 6: Ha iniziato con alti e bassi come lo scorso anno per poi stabilizzarsi e garantire discrete partite arricchite anche da picchi di prestazioni più elevate

Ritorna a buoni ai livelli, anche se non ancora ai suoi standard.
Regala comunque gare di grande carattere e sagacia tattica dimostrando di essere un perno imprescindibile del centrocampo romanista
Edin Dzeko 739 reti stagionali, 29 in serie A, capocannoniere del campionato e dell’Europa League.
Non poco per uno che aveva steccato clamorosamente la precedente stagione. Ma i numeri vanno letti insieme alle situazioni che le hanno generate. Il bomber slavo deve tutto all’assetto tattico costruito per lui dal mister e sebbene abbia sfruttato a dovere questa opportunità, soprattutto in un campionato dove ormai sono in troppi che vanno in doppia cifra, è mancato in alcune delle gare decisive, lasciando la squadra in balia degli eventi
Non ha ricalcato le gesta della bella stagione precedente, ma ha alternato momenti di involuzione ad altri in cui i suoi gol sono stati decisivi.
Nel finale di stagione ha ripreso continuità e la sua potenza di fuoco è stata importante per il raggiungimento del secondo posto
Diego Perotti 5La grande delusione della stagione.
Lui che era stato uno dei trascinatori dello scorso anno non ha ricalcato quelle gesta.
In particolare per via di un infortunio che si è portato avanti per troppo tempo e per qualche incomprensione col mister, ma dato che il calcio spesso regala “strane storie” è suo il gol che da il secondo posto alla Roma facendo impazzire di gioia l’Olimpico
Mohamed Salah 7I numeri sono dalla sua parte, nonostante l’appannamento che ha avuto dal ritorno dalla Coppa d’Africa.
Il miglior assistman della squadra e una delle bocche di fuoco più importanti.
Ha steccato qualche gara decisiva, ma si è saputo riprendere
Juan Manuel Iturbe 3Per lui una permanenza fino a gennaio, poi il trasferimento al Torino dove ha continuato a deludere.
Spalletti ci ha provato a spronarlo dandogli fiducia in particolare nelle coppe, ma il fantasista paraguaiano è ormai in continua involuzione
Il glorioso capitano, alla sua ultima stagione romanista, non è stato mai preso in considerazione da Spalletti, il feeling ormai perso tra i due non ha giovato alla causa e nemmeno al numero dieci.
Francesco Totti, da leggenda vivente a nume tutelare di Roma con lo sguardo al mondo

Luciano Spalletti 6,5Un bilancio positivo per il mister di Certaldo che, a conti fatti, può garantire alla squadra una solidità che gli ha permesso di agguantare il secondo posto ai danni del Napoli e a soli 4 punti dalla Juve senza scivoloni o brutte figure.
I punti d’ombra della sua gestione riguardano le coppe e i rapporti con alcuni giocatori, due punti collegati tra loro.
Nelle gare decisive di Coppa Italia e Europa League la sua squadra ci arriva stanca fisicamente e psicologicamente e lui, che ha valorizzato gente come Emerson, Juan Jesus o Dzeko non è riuscito a far emergere il ventenne Gerson.
E poi c’è il rapporto con Totti, dove il mister ha sbagliato tutto, complice una società assente, sia dal punto di vista della comunicazione che da quello della gestione umana del calciatore
Dal Presidente, al consulente Baldini fino al direttore sportivo Sabatini, è una società che ancora una volta non è riuscita a correggere i suoi errori, anche se ha mostrato una maggior stabilità rispetto al passato.
È cambiato, come sempre, qualche nome, come l’a.d. Gandini al posto di Zanzi e poi Monchi come nuovo direttore sportivo, oltre all’ennesimo nuovo direttore commerciale, ma non è cambiata la sostanza. Società assente nei momenti difficili; allenatore lasciato solo; comunicazione istituzionale sempre inopportuna e inadeguata; calciomercato estivo pressapochista e tardivo, quello invernale quasi assente; assenza di main sponsor per il 6’ anno consecutivo.
Il secondo monte ingaggi della serie A dopo quello della Juventus, per una squadra che deve sudare fino all’ultimo per il secondo posto contro un Napoli più organizzato e meno dispendioso, insomma, i soldi ci sono, ma vengono sprecati.
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