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Il Principino scontento

Ennesima puntata del caso Aquilani: dopo le difficoltà per il rinnovo, i problemi fisici e le prestazioni deludenti, sono arrivati i fischi dell’Olimpico

“Aquilani resta a Roma”. Con queste parole Bruno Conti scioglie ogni dubbio sulla permanenza a Roma del centrocampista della Nazionale, soprannominato il “Principino”, reduce da un periodo tutt’altro che positivo, culminato con la giornata di domenica 8 febbraio.

La partita era Roma – Genoa, minuto 34° del secondo tempo e Aquilani faceva il suo ingresso in campo, sul risultato di 2-0 per la squadra di casa. Nei primi 5 minuti il mediano ha collezionato una palla persa malamente e due passaggi sbagliati, accompagnati dai fischi dell’Olimpico; l’errore più clamoroso lo si è visto al minuto 40°, quando con 25 metri di spazio ha mancato l’assist al liberissimo Baptista che avrebbe concluso in porta a botta sicura. Il trequartista brasiliano però dopo pochi minuti ha segnato un magnifico gol, calciando di potenza dai 20 metri, invece di servire in area Aquilani, il quale, inizialmente, non ha esultato per la rete del compagno. Solo dopo un fraterno rimprovero di De Rossi, il mediano di Talenti è andato ad abbracciare l’autore del gol che, di fatto, chiudeva la partita.

Il malumore però è apparso ancor più evidente dopo il fischio finale, quando Aquilani ha rifiutato la mano di mister Spalletti. L’allenatore poi giustificherà il gesto del ragazzo che era “unicamente insoddisfatto della propria prestazione”. In serata, poi, c’è stato anche un chiarimento telefonico tra i due, avvenuto in via del tutto informale. Pace fatta, quindi. Ma la situazione rimane comunque complicata sotto tutti i punti di vista.

Innanzitutto c’è da ricucire lo strappo con la tifoseria: se, infatti, prima di domenica c’era fiducia nei mezzi del giocatore, adesso molti hanno perso la pazienza e i fischi ne sono una prova. Le critiche che vengono mosse nei confronti di Aquilani sono diverse: scarso attaccamento alla maglia, svogliatezza in campo, mancanza di concentrazione, poca voglia di “mangiarsi il campo”. Da un romano e romanista come lui ci si aspetterebbe di più, soprattutto dal punto di vista caratteriale, dove invece ha dimostrato spesso immaturità, come nella mancata stretta di mano con Spalletti a fine gara.

La questione più oscura però riguarda in contratto del ragazzo di Talenti che, solo poche settimane fa, ha dichiarato in prima persona di voler restare alla Roma. La scadenza contrattuale è fissata a Giugno 2010 e lo stipendio del giocatore si aggira intorno al milione di euro. Sia Aquilani che la Roma, quindi, sembrerebbero voler rinnovare il contratto, ma è ovvio che non sarà facile mettersi d’accordo. Da una parte c’è un discorso tecnico, dall’altra quello finanziario. Il giocatore è indubbiamente scontento dello scarso utilizzo che Spalletti fa di lui, ma il tecnico giallorosso può contare su una rosa ampia e valida, nella quale, come è ovvio, gioca solo chi è in forma. Nei pochi scampoli di partita che ha giocato, Aquilani, anche se reduce da numerosi problemi fisici, non ha convinto l’allenatore, che continua a preferirgli altri giocatori più tonici come Brighi e Pizarro.
Dal punto di vista finanziario, ogni contratto deve essere ben studiato da parte della dirigenza giallorossa, considerate le finanze della società. Ricordiamo, infatti, che la Roma è una società che si “autofinanzia”: tutte le entrate sono l’unico utile; una sorta di autarchia calcistica nella quale si consuma ciò che si produce senza alcun investimento esterno. Dunque considerata questa situazione è facile capire che la società non può garantire a nessuno lo stipendio da nababbo che in altre squadre sarebbe garantito senza problemi. Dalla Roma nessuna dichiarazione importante, se non quelle di rito, nelle quali si manifesta l’ovvia volontà di trattenere in giallorosso il giovane talento romano. Franco Zavaglia, procuratore del giocatore, ha fatto sapere di essere in attesa di una chiamata per il rinnovo, ma non si è sbilanciato sulle cifre, parlando solo di “stipendio adatto al valore e all’importanza del giocatore”.
Aquilani in 5 anni alla Roma ha totalizzato 139 presenze, siglando 19 gol, di cui due su rigore. Basteranno per convincere i dirigenti giallorossi?
Alla prossima puntata, con buona pace di tifosi e giornalisti.

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