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Il walkabout “Riconnettere il Tevere” con Sapienza

Giovedì 19 marzo, ore 18, presentazione del nuovo libro di Federico Zatti Il disegno. La mappa che riscrive il caso Moro

A Roma, alla libreria TOMO  (Via degli Etruschi 4), giovedì 19 marzo, ore 18, presentazione del nuovo libro di Federico Zatti Il disegno. La mappa che riscrive il caso Moro appena uscito per Piemme. Un’immersione nei documenti “inediti” che riconfigurano lo sguardo sul caso Moro.

Il fatto stesso che una storia (anzi la Storia visto che si tratta della fine di Aldo Moro) venga rimessa in discussione da una mappa geografica entusiasma Urban Experience che sulle mappe (dall’invenzione del geoblog per le Olimpiadi di Torino2006) ha impostato una strategia psicogeografica che si evolve continuamente.

Così Federico Zatti invita a ragionare su quel caso ancora irrisolto: “Non servono documenti segreti. Molte delle fonti sul caso Moro sono disponibili da anni negli archivi. Verbali. Mappe. Testimonianze. A volte però il problema non è ciò che manca, ma ciò che viene letto nel modo sbagliato. Il mio libro riparte proprio da qui. Rilegge le fonti, confronta i dati con i luoghi reali e verifica i percorsi possibili. Ed è in un dettaglio, apparentemente secondario, che l’indagine cambia direzione. Sarà un momento per guardare i fatti con attenzione e confrontarci.

Riconnettere il Tevere. Walkabout sugli ecosistemi urbani con Carlo Infante

A Roma, nell’ambito del corso di Luca Ruzza su Performance Design al Dipartimento di Pianificazione Design e Tecnologia dell’Architettura di Sapienza-Università di Roma (Piazza Borghese 9) giovedì 26 marzo alle ore 15, dalla aula B7, si muove il walkabout Riconnettere il Tevere. Walkabout sugli ecosistemi urbani con Carlo Infante-Urban Experience. Per partecipare scrivere a info@urbanexperience.it (posti limitati, per gli studenti)

Il walkabout lungo il Tevere si propone come un’esperienza di esplorazione urbana che intreccia storia, accessibilità, ecologia e progettazione performativa, con l’obiettivo di ripensare il rapporto tra il fiume e la città di Roma in vista del progetto di balneabilità previsto per il 2030. Seguendo l’approccio di Carlo Infante, il camminare diventa un metodo di conoscenza attiva: un passaggio dal Punto di Vista al Punto di Vita.

Non si tratta soltanto di osservare il paesaggio fluviale, ma di attraversarlo, ascoltarlo e reinterpretarlo attraverso pratiche di narrazione urbana e di performance design. Il walkabout trasforma così lo spazio pubblico in un laboratorio aperto, in cui la città viene letta e riscritta attraverso l’esperienza diretta.

Il Tevere, per secoli infrastruttura vitale della città e progressivamente separato dal tessuto urbano, diventa il campo di indagine di questa esplorazione.

Attraverso il cammino lungo le sue rive emergono le stratificazioni storiche del fiume, le criticità legate all’accessibilità e alla fruizione degli spazi fluviali, ma anche le potenzialità di una nuova relazione tra ambiente naturale e vita urbana.

L’esperienza del walkabout invita quindi a immaginare il Tevere non solo come elemento paesaggistico, ma come infrastruttura ecologica e culturale capace di riconnettere parti della città, attivare nuove pratiche sociali e generare interventi di riqualificazione ambientale ecosostenibile.

In questa prospettiva, il percorso diventa anche un momento di progettazione condivisa: osservare, attraversare e raccontare il fiume significa iniziare a costruire la sua prossima vita urbana, in cui il Tevere possa tornare a essere uno spazio abitabile, accessibile e vissuto, capace di integrare natura, cultura e innovazione nella città contemporanea.

Uno dei focus del walkabout sarà il progetto architettonico dell’Oculus, concepito da  Paolo Ramundo e Nanni Morabito, per fare un tunnel sotto il LungoTevere di Tor Di Nona. Vi si prospetta la creazione di una “breccia” nel corpo murario dei muraglioni, per il recupero dello storico affaccio sul fiume ormai negato, criticità che si affronterà trattando di un piano di rigenerazione urbana ben impostata sul recupero delle botteghe artigiane scomparse che prima dei Muraglioni avevano un accesso diretto al fiume.

L’idea era nata come un esercizio all’interno di un corso alla Facoltà di  Architettura della Sapienza negli anni Novanta.

Fu ipotizzato un “oculus”, ovvero una sorta di cannocchiale prospettico orientato verso il Tevere e Castel Sant’Angelo. La direzione del tunnel, inclinata rispetto alla strada di circa 40 gradi, avrebbe ripreso l’orientamento dell’antico molo romano rinvenuto durante i lavori per la costruzione degli argini.

Questa progettualità creativa non-convenzionale si rifece addirittura alla Forma Urbis Romae augustea dove sono riportati quel molo romano e la banchina che rivelano l’importanza tra Roma e il suo fiume.

Per i bambini, per il futuro e per la pace giusta a Gaza. Un sudario si aggira per l’Italia

A Roma, venerdì 10 aprile, alle ore 17 , dal giardino di Piazza Vittorio c’è l’evento Per i bambini, per il futuro e per la pace giusta a Gaza. Un sudario si aggira per l’Italia, come la memoria di un’umanità che si è persa. È lungo 25 metri e largo 7 e sopra ci sono scritti i nomi, uno per uno, degli oltre 18.500 bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani.

Dopo Padova, Bologna, Firenze sarà a Roma il 10 Aprile, accompagnato dal collettivo Carnia per la Pace che lo ha realizzato. E qui a Roma, donne e uomini in vario modo impegnati per il bene comune e per la pace, lo porteranno per le strade e le piazze, per dire che non si vuole dimenticare, per dire che la Palestina è ancora una ferita aperta. Si continua a morire ogni giorno a Gaza e in Cisgiordania, sotto i droni e le bombe, per fame, per freddo, per malattie e mancanza di aiuti. Tutto questo è inaccettabile.

La manifestazione porterà da Piazza Vittorio a piazzale del Verano il sudario emblema della memoria di un’umanità che si è persa. Tra i primi aderenti: Collettivo Carnia per la Pace, Comitato Piazza Vittorio Partecipata, Donne in Ascolto di S.Lorenzo, Preti contro il Genocidio, Sanitari per Gaza, Ultimo Giorno di Gaza, Urban Experience.


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