

Quando si parla d’invecchiamento si fa spesso riferimento agli adulti anche se, in realtà, quello precoce dovrebbe preoccupare in primis i giovani e tutti coloro che vogliono rimanere più in linea con la propria età biologica.
Bisogna innanzitutto distinguere tra invecchiamento primario, che determina la durata massima della nostra vita ed è indipendente da malattie e influenza dell’ambiente, e invecchiamento secondario, che implica invece cambiamenti fisiologici causati da patologie o fattori ambientali, quali fumo, alcol, eccessiva esposizione ai raggi UV, cattiva alimentazione e inquinamento ambientale, sui quali possiamo intervenire attivamente per aumentare la nostra aspettativa e qualità della vita.
Inoltre non tutti sanno che i telomeri, ossia i “cappucci protettivi” del DNA che svolgono un ruolo chiave nei processi d’invecchiamento dell’organismo, con il tempo si accorciano e rendono le cellule più sensibili a contrarre diverse patologie legate all’età tra cui tumori, ictus, malattie cardiovascolari e diabete.
Evitare l’invecchiamento precoce è possibile mettendo in atto una serie di processi che possono farci sentire meglio e ridurre il rischio di contrarre malattie anche importanti.
La scienza medica considera due età, quella anagrafica e quella biologica: a prescindere dall’età anagrafica, i nostri apparati e organi interni possono “dimostrare” un’età differente. In base alla propria condizione e funzionalità, gli organi e i sistemi di una persona di 60 anni possono presentarsi in condizioni migliori, più funzionali, quindi più simili a quelli di chi ha anche più di 15 anni in meno, oppure in condizioni peggiori, meno funzionali, quindi più simili a persone di circa 80 anni.
Lo scarto tra l’età anagrafica e quella biologica dipende in gran parte dallo stile di vita, in quanto cattive abitudini possono farci invecchiare precocemente, portandoci ad avere un’età biologica più alta di quella che fisiologicamente avremmo se ci “trattassimo” bene.
L’aspetto esteriore di una persona, pur essendo quello più evidente, non è certo l’unico parametro che determina la sua età biologica rispetto a quella anagrafica. Una bella signora di quarant’anni, tonica e con una bella pelle, potrebbe avere un fegato logorato o l’apparato muscolo scheletrico compromesso. Viceversa, il suo aspetto esteriore potrebbe essere lo specchio di organi e sistemi interni perfettamente funzionanti come se avesse dieci o quindici anni in meno.
Per guadagnare salute e mantenersi giovani il più possibile occorre mettere in atto la prevenzione primaria, rappresentata dal corretto stile di vita che passa attraverso due fattori essenziali: l’equilibrata alimentazione e la regolare attività fisica.
La mancanza di attività fisica regolare si riflette sulla salute, infatti i sedentari si ammalano di più di coloro che abitualmente praticano attività motoria. Chi si muove e svolge un allenamento regolare e costante vive più a lungo perché:

Se, da un lato, è vero che l’attività fisica aiuta a rallentare l’invecchiamento precoce, dall’altro, è anche vero che un eccesso di esercizio fisico, come il moderno sport professionistico, conduce alla situazione opposta.
L’apparato muscoloscheletrico subisce maggiori danni per il carico d’intensità richiesta, ma anche le cellule a cui si chiede di fornire maggiore energia producono più radicali liberi.
L’eccesso di queste molecole che danneggiano le nostre cellule fino a distruggerle accelera i processi d’invecchiamento, attiva meccanismi infiammatori, favorisce l’arteriosclerosi e provoca l’indebolimento del sistema immunitario fino a determinare modificazioni del DNA e i tumori.
Una dieta ricca di antiossidanti riduce l’eccesso di radicali liberi.
Qual è, in definitiva, il giusto compromesso per lo svolgimento dell’attività fisica?
Bisogna abituarsi ad essere attivi quotidianamente, ma senza esagerare. Considerando l’arco temporale di una settimana, la giusta attività motoria dovrebbe prevedere almeno 150 minuti a settimana o un ottimo allenamento per 300 minuti di intensità moderata e lunga durata, come camminare, correre o andare in bicicletta.
Ecco alcune utili linee guida:
Occorre ricordare che ogni attività fisica richiede prima un adeguato controllo medico e la presenza di un istruttore di attività motoria che indichi ad ognuno come fare correttamente gli esercizi. È importante anche cercare di ridurre al minimo la quantità di tempo trascorsa seduti, sia per lavorare che per attività ludiche come giocare a carte, guardare la TV, etc… è consigliabile alzarsi dalla sedia ogni 20/30 minuti e fare qualche passo a piedi, anche in casa o in ufficio nel caso in cui non si possa camminare per una decina di minuti per “spezzare” la sedentarietà.
Leggi anche “Invecchiamento precoce 2: come evitarlo a tavola”
Per approfondimento:
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Dott. Emanuele Fanella, Biologo Nutrizionista
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