

Per contribuire alla salvaguardia di un ambiente naturale incomparabile
Il parco è un’oasi dove rifugiarsi non solo per i poeti per tutti coloro che amano la natura e vogliono poter godere pacificamente qualche ora distensiva, al sole o sotto gli alberi. Il Parco degli Acquedotti, da cui è possibile godere di un panorama che si apre sui Castelli Romani rappresenta un patrimonio naturale e storico incomparabile degno della massima tutela, purtroppo è spesso deturpato dall’inciviltà e dalla noncuranza di malentenzionati che distruggono con le proprie vigliacche imprese, tutto ciò che lo circonda e protegge.
Nella zona degli Orti, (Parco degli Acquedotti) e non ci stancheremo di ripeterlo, permangono insediamenti d’etnia diversa, dediti alla delinquenza più subdola e disdicevole che si possa immaginare. Furti, rapine, pestaggi di ragazzi per sottrarre loro cellulari e pochi euro, sono all’ordine del giorno e nonostante gli sforzi del Comitato Parco degli Acquedotti.
I ragazzi della zona, non possono uscire da casa e passeggiare liberamente con i loro amici; le corse all’aria aperta d’uomini e donne desiderosi di fare del moto salutare, non si possono fare se non a proprio rischio ed i baci “rubati” sotto la protezione dell’ombrosa chioma degli alberi, restano un desiderio irrealizzabile.
Il problema della zona degli Orti soprattutto sembra insormontabile. Tante denunce, petizioni, grida d’allarme, restano racchiuse in un libro dal titolo: “Poi provvederemo”, edito dai nostri amministratori e ben conservato in scaffalature improvvisate… in buona compagnia.
In una recente intervista apparsa sulle pagine di un quotidiano nazionale, il Dottor Maurizio Borella, presidente del Comitato Parco Degli Acquedotti, ha ribadito l’intenzione di continuare la battaglia degli abitanti, contro ogni limitazione della libertà ed il vicepresidente dello stesso Comitato Sandro Perna ha dichiarato che nel caso le Istituzioni preposte non rispondano ai continui appelli, si ricorrerà all’occupazione della sala consiliare del X Municipio ed al blocco di un tratto della via Tuscolana.
Molti cittadini, si sono uniti sotto la “bandiera” del comitato di quartiere ma altri, ancora preferiscono fare “le comari” che in strada si lamentano, fanno la voce grossa, dicono: “Non si può più vivere”, ma poi restano a guardare con rassegnazione, episodi di violenza ed abusi.
Che cosa vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli? La paura? Il non senso civico? Un ambiente invivibile?
L’unione fa la forza e dare la propria adesione al comitato di quartiere Parco Degli Acquedotti, non è complicato, basta digitare www.comitatoparcoacquedotti.it e seguire le semplici istruzioni. Così facendo, si potrà contribuire al miglioramento della vita degli onesti cittadini.
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