

Il 31 gennaio al ristorante Giulio Cesare con il cuoco torinese Edmondo Escosse
I soci e simpatizzanti dell’ associazione Piemontesi a Roma sabato 31 gennaio dalle ore 20, organizzano la bagna caoda preparata dal nostro cuoco torinese Edmondo Escosse.
Il vino dolcetto 2005 è fornito dall’azienda di Mauro Zabot di Clavesana.
Per gli associati, questa scadenza è la più tipica del loro anno sociale. L’iniziativa (meglio sarebbe definirlo il rito) si svolgerà presso il ristorante Giulio Cesare in viale Giulio Cesare 205 – via Vespasiano 58 (ha una doppia entrata).
Per informazioni contattare Mario Chianale – 348 8133430.
La bagna caoda, (IPA [baɲa’kɑʊda]; in piemontese, letteralmente, salsa calda) è un tipico piatto della cucina piemontese, originario in particolare delle Langhe, del Roero e del Monferrato, nelle province di Cuneo, di Torino, Alessandria e Asti.
È un piatto a base di aglio, olio d’oliva ed acciughe salate. Per tradizione è un piatto tipico del periodo della vendemmia, quindi da consumare prevalentemente in autunno ed in inverno: una delle leggende sulla sua nascita vuole proprio che venisse preparato per togliere ai vendemmiatori il dolce, spesso quasi nauseante, dell’uva pigiata.
La bagna caoda si consuma intingendovi vari tipi di verdure di stagione (specialmente cardi, cipolle cotte al forno, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, topinambur, barbabietole cotte a vapore, e tante altre).
Un tempo si usavano solo cardi gobbi, tipici di Nizza Monferrato, i topinambur[1] ed i peperoni conservati nella raspa (ciò che rimaneva del procedimento di vinificazione del grappolo d’uva) e la bagna càuda veniva consumata in maniera conviviale attingendo da un solo contenitore (pèila), posto al centro del tavolo.
Oggi sono diventati tradizionali appositi contenitori in terracotta (fojòt) costituiti da una ciotola a cui è sottoposto un fornellino per mantenere calda la salsa. La bagna caoda può essere accompagnata da un vino rosso corposo (se vogliamo rimanere nel tipico ambiente langarolo, possiamo usare il Barbera, il Nebbiolo, il Barbaresco, o il Dolcetto, quest’ultimo particolarmente utilizzato nei pasti quotidiani dell’Albese).
Fonte wikipedia
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