La Castagna: il “pane dei boschi” e le sue virtù nutraceutiche

Un alimento capace di unire gusto, tradizione e salute. La ricetta: Vellutata di castagne e funghi porcini

La castagna accompagna da sempre l’alimentazione dei popoli d’Europa, soprattutto nelle aree montane dove il “pane dei boschi” rappresenta una risorsa essenziale di energia e nutrimento.
Oggi, grazie alla ricerca scientifica, il suo valore è stato evidenziato ancor di più: la castagna infatti è ricca di composti benefici.

Le castagne possiedono una elevata percentuale di carboidrati complessi (ca. 50 g ogni 100 g, relativamente al peso secco), prevalentemente amido e saccarosio, che ne fanno una fonte energetica paragonabile ai cereali.

L’alto contenuto di fibre alimentari e proteine (ca. 3 g ogni 100 g), unito alla bassa quantità di grassi (acidi grassi insaturi come l’acido linoleico e α-linolenico), rende la castagna un toccasana cardiovascolare.

Le castagne contengono potassio, fosforo, magnesio, in alte quantità, e tracce di rame e manganese. Questa combinazione le rende ideali per chi segue diete a basso contenuto di grassi, mantenendo un buon apporto di micronutrienti.

Oltre al loro profilo nutritivo, le castagne si distinguono per la ricchezza di antiossidanti, tra cui acidi gallico ed ellagico, catechine, castalagina e vescalagina. Queste molecole svolgono un ruolo protettivo contro lo stress ossidativo, contribuendo alla prevenzione di patologie croniche come infiammazioni e malattie cardiovascolari.

La castagna e i suoi sottoprodotti (le bucce) hanno dimostrato una significativa attività antiossidante anche in organismi viventi attraverso sperimentazioni in-vivo, evidenziando effetti positivi sui livelli di glucosio e lipidi ematici, e sulla protezione del fegato e dei reni. Tali risultati confermano il potenziale dei derivati del castagno come ingredienti nutraceutici naturali, sostenibili e ricchi di polifenoli.

I processi di essiccazione e tostatura, diffusi nelle aree dell’Appennino e in Garfagnana, hanno una diretta influenza sulla chimica delle castagne. L’essiccazione porta ad una riduzione della quantità dei fenoli, e quindi dell’attività antiossidante ad essi correlata, e in parallelo porta ad un aumento degli zuccheri semplici rispetto agli amidi, modificando così le proprietà del frutto. Tuttavia, c’è da dire che alcune varietà locali, come la “Morona”, conservano pressoché inalterato il contenuto di composti fenolici dopo il processo di cui sopra. 

La castagna è naturalmente senza glutine, rappresentando una valida alternativa per i celiaci o intolleranti ai cereali. Il suo equilibrio tra zuccheri complessi, fibre e grassi “buoni” favorisce un rilascio energetico graduale e un basso impatto glicemico.
La presenza di antiossidanti e minerali sostiene le funzioni muscolari e nervose, migliorando la circolazione e contrastando i processi di invecchiamento cellulare.

Dunque, la castagna non è solo un frutto stagionale ma un vero e proprio “cibo funzionale” della dieta mediterranea: un alimento capace di unire gusto, tradizione e salute, con applicazioni che spaziano dall’alimentazione quotidiana ai prodotti nutraceutici e cosmetici naturali.

Questo articolo fa parte della rubricaLe tre C della Salute: Cibo, Chimica, Cucina”,un viaggio tra scienza e sapori della cucina mediterranea.

La ricetta: Vellutata di castagne e funghi porcini.

Ingredienti

Castagne 1.2 kg 

Brodo vegetale 800 mL

Una cipolla rossa 

Funghi porcini 300 g

Guanciale 100 g

Uno spicchio d’aglio 

Rosmarino q.b.

Due foglie di alloro 

Olio extravergine d’oliva 50 g

Sale q.b.

Pepe q.b.

Dosi per 4 persone

Procedimento: 

Incidere le castagne e lessarle in una pentola con abbondante acqua per circa 30 minuti.
Nel frattempo che cuociono, preparate il brodo vegetale.

Una volta lessate le castagne, sbucciatele ancora calde e mettetele da parte.
In una casseruola, mettere a soffriggere olio, cipolla e castagne. Quando saranno rosolate iniziate ad aggiungere il brodo vegetale. Fate cuocere il tutto per altri 15 minuti. 

A parte, pulite i funghi porcini, tagliateli per la loro lunghezza e cuoceteli in pentola con olio aglio e alloro. Regolate le quantità di sale e di pepe.
Mettete a “sudare” il guanciale in un’altra padella antiaderente: quando sarà croccante toglietelo dal suo grasso e mettetelo da parte.
Unite il grasso del guanciale alle castagne. Frullare e mettere il composto in un piatto da portata, terminate il piatto decorando con i porcini, guanciale croccante, rosmarino, pepe e un giro di olio extravergine d’oliva.

Chef Nausica Ronca

Bibliografia utilizzata

-Journal of the Science of Food and Agriculture, 2010, 90, 1578–1589. https://doi.org/10.1002/jsfa.4016

-European Food Research and Technology, 2020, 246, 1867–1876. https://doi.org/10.1007/s00217-020-03541-9

-Food Chemistry, 2023, 404, 134546. https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2022.134546

-Food and Chemical Toxicology, 2011, 49, 2429–2432. https://doi.org/10.1016/j.fct.2011.06.056


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