La poesia di Silvana Baroni all’Aleph in Trastevere

In Vicolo del Bologna 72 a Roma Trastevere, martedì 6 giugno 2017 alle ore 17, 30 con Elio Pecora e Luigi Celi
Redazione - 29 Maggio 2017

Presso Aleph in Vicolo del Bologna 72 a Roma Trastevere, martedì 6 giugno 2017 alle ore 17, 30 Elio Pecora parlerà della poesia di Silvana Baroni in Le quinte, le frasche, le dune (Robin Editore)

Svolgerà un Intervento Luigi Celi

Scomodamente a dorso d’inchiostro, la taumaturga-poeta spalanca le pupille con effetto straniante, mentre la voce sterza verso una dizione documentaria e tagliente. Nella faglia temporale dell’istante la verità irrompe come un lampo, salendo dalla percezione puramente sensoriale al livello in cui il significante comporta necessariamente la significazione. La poesia diventa guadagno di spazio, margine, corpo a corpo della soggettività con se stessa. L’autrice irrompe con l’impeto di parole asciutte e dure che all’occorrenza mostrano quella morbidezza e pastosità che è segno di grande capacità espressiva: si vede il febbricitante, il ben lavorato, il ben limato. L’eloquenza non dà mai sfoggio di sé ma si esprime in concisa nervosità e luminosa energia, in uno stile originale per argomentazioni, facondia e immagini.

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Silvana Baroni, dopo gli studi classici, si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università “La Sapienza” di Roma, impegnandosi poi, sia clinicamente che didatticamente, presso la Clinica Universitaria di Malattie Nervose e Mentali per oltre dieci anni. Successivamente, sull’onda delle sperimentazioni basagliane, abbandona l’Università e assieme ad un manipolo di psichiatri intraprende la deospedalizzazione dei pazienti cronici del Santa Maria della Pietà. Contemporaneamente alla carriera ospedaliera, intraprende l’arte psicoanalitica presso l’associazione analitica junghiana di Roma (AIPA), attività che finirà per prediligere, in quanto miniera di materiale esperienziale anche per l’attività artistica.

Oltre alla saggistica pertinente al campo professionale, e a tre opere teatrali, Liti d’amore con Neruda, Le infinite metà del mondo, L’amore è una scatola di biscotti, andate in scena a Roma presso i teatri: XX° Secolo, Agorà, e Catapulta, ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

Nel ’92 Tra l’Io e il Sé c’è di mezzo il me, aforismi e grafica – Il Ventaglio ed.; nel ’94 Stagioni, poesia – Il Ventaglio ed., prefato da Simona Argentieri e Carlo Villa; nel ’97 Acquerugiola-acquatinta, grafiche ed haiku – Dell’oleandro ed.; seguono per l’ed. Fermenti: nel ‘ 98 Nodi di rete, poesia, prefato da Mario Lunetta, nel ’01 Ultimamente, poesia, prefato da Plinio Perilli, nel ’02 Il tallone d’Achille di una donna poesia, prefato da Vito Riviello; nel 2005  Alambicchi, racconti per Manni ed.; nel 2006 Nel circo delle stanze, poesia, per la collana Controsensi di Fermenti prefato da D. di Stasi; nel 2007 Neppure i fossili, aforismi e pittura – Quasar ed.; nel 2011 Il bianco, il nero, il grigio, aforismi e disegni – Joker ed; nel 2012 Perdersi per mano, poesia, Tracce ed.; nel 2013 Criptomagrittazioni, poesia – Onyxeditrice; nel 2013 “ ParalleleBipedi, aforismi e grafica- La città del sole ed.; nel 2014 Il doppiere e lo specchio, aforismi e grafica- La mandragora ed.; nel 2015 “Lampi”, testo teatrale – La città e le stelle ed.; nel 2016 Fuori dalle orbite – Nulla di cosmico – La mandragora ed..

Inoltre dal lontano 1983 è presente sul panorama artistico italiano e internazionale con mostre personali curate da critici di nota fama, e installazioni di prestigio presso gallerie accreditate. Nel 1986 a Roma, espone la sua prima personale di pittura, curata dal critico Filiberto Menna, presso il Centro di Documentazione d’Arte Contemporanea L. Di Sarro. In seguito, oltre a mostre grafiche e di pittura, personali e collettive, in Italia e all’estero, esegue ardite installazioni: nel 1992 presso l’A.O.C. di Roma, nel 1996 presso Palazzo Farnese in Ortona, nel giugno 2005 presso Palazzo Valentini, Provincia di Roma, e nel 2009 presso la Casa internazionale delle donne.

Caratteristica principale della ricerca attuata dalla Baroni sta proprio nell’esplorare le più diverse interazioni tra indagine psicodinamica e le varie arti (scriptoria e grafico-pittorica). Invece di separare i due codici della sua creatività (arte e letteratura) preferisce associarli. Nelle sue opere spesso il testo iconico non è disgiunto dal testo scritto, anzi gli si avvinghia in una sorta di espressione complementare.

Quindi, un lavoro tra ipotesi creative a confronto, tra speculazione del pensiero e sensorialità, tra sentimento e critica morale, a sostegno di una ricerca impegnata, ma anche, per quanto possibile, giocosa. (da lombradelleparole.wordpress.com)


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