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La Roma si libera del Catania e raggiunge l’Inter in finale di coppa Italia

Catania-Roma 1-1. Al Rigore siglato da Aquilani risponde Silvestri di testa, poi niente più. Finale il 24 maggio, per la quarta volta contro l'Inter

CATANIA-ROMA 1-1   CATANIA (4-3-1-2): Bizzarri; Silvestre, Silvestri, Sottil, Alvarez; Izco, Edusei, Biagianti (dall’11 s.t. Baiocco); Colucci (dal 15’ s.t. Gazzola); Pià (dal 39’ s.t. Iannelli), Mascara. (Rossi, Sardo, Sabato, Terlizzi). All. Zenga.   ROMA (4-2-3-1): Curci; Cicinho, Cassetti, Panucci, Antunes; Brighi, De Rossi (dal 35’ Mancini); Giuly (dal 19’ s.t. Esposito), Aquilani, Perrotta (Tonetto al 31’ s.t.); Vucinic. (Julio Sergio, Brosco, Pizarro, Unal). All. Spalletti.   ARBITRO: Morganti di Ascoli.   MARCATORI: Aquilani (R) su rig. al 27′, Silvestri (S) al 29’   NOTE: spettatori: 15.000. Ammoniti Perrotta e Cassetti per gioco scorretto, Pià per simulazione. Angoli: 3-3. Recupero: 1′ p.t. e 3′ s.t.   CATANIA –  La Roma pareggia a Catania 1-1 e passa in finale di coppa Italia per la quarta volta consecutiva e sempre contro l’Inter; si ripete la sfida degli ultimi anni tra le prime della classe. Dopo aver giocato al gatto col topo per tutta la partita, i giallorossi, forti dell’1 a 0 dell’andata, liquidano i siciliani pareggiando fuori casa. Partita dalle poche emozioni, in cui gli unici due gol avvengono nel primo tempo pochi minuti l’uno dall’altro. Al rigore siglato da Aquilani risponde Silvestri che di testa insacca la porta romanista.   Molte sorprese tra i ventidue titolari. Zenga rinuncia a diversi giocatori fondamentali, primo fra tutti Vargas, mentre Spinesi è squalificato. L’ex portierone di Italia ’90 manda in campo Bizzarri in porta preferito a Rossi. C’è anche Colucci, a supporto di Mascara e Ignacio Pià. Quest’ultimo ha trovato poco spazio quest’anno, ma l’attaccante ora  ha la possibilità di mostrare tutti i suoi virtuosismi.   Spalletti, con Mexes squalificato e Juan e Ferrari out, compone l’inedita coppia difensiva centrale con Panucci e Cassetti. In porta di rivede Curci a dare un po’ di riposo a Doni non al meglio dopo la botta di domenica scorsa. Sulla sinistra c’è anche il giovane Antunes al posto di Tonetto. Centrocampo completamente rivoluzionato. Sulla mediana al fianco di De Rossi c’è Brighi, con Perrotta più avanzato sulla fascia sinistra. Mancini si accomoda in panca, mentre sulla destra c’è Giuly. A ridosso dell’unica punta Vucinic ritorna Aquilani.   Ad inizio partita la Roma si proietta in area avversaria ed è Vucinic a creare scompiglio, prima con un tentativo di tiro “ciccato” in area, poi ancora con un’incursione al 5’. Ma dopo un avvio promettente il match si incanala in una partita senza ritmo e dalle poche emozioni. Il primo vero tiro arriva solo al 22’ con Edusei, che spara da fuori area, ma la conclusione è alta. Il match ha la sua fiammata al 26’ quando Morganti decide di assegnare un rigore alla Roma per sgambettamento di Vucinic in area. Si incarica del penalty Aquilani e la sua conclusione è impeccabile: portiere da una parte e palla dall’altro. 1 a 0 per gli ospiti. Per i siciliani si mette male. In realtà non passano due minuti che i rosazzurri raggiungono il pareggio. Punizione di Izco che pesca la testa di Silvestri, incautamente lasciato solo dai romanisti, che colpisce in tutta tranquillità e trafigge Curci. La partita si ravviva, bene i catanesi che paiono sbloccati dopo la rete del pareggio. Altra occsasione per i padroni di casa con Curci che spinge in area Mascara per poi agguantare ansiosamente la palla spiovente in area. L’arbitro non vede e lascia scorrere. Poco dopo Morganti ferma Vucinic in fuorigioco, che pare inesistente, e nell’occasione il montenegrino è ammonito per aver proseguito l’azione calciando in porta. Al 41’ quando Vucinic cambia marcia supera l’avversario e crossa in area dove Giuly spara al volo, ma la bella conclusione esce di poco al lato del palo. La reazione catanese è affidata a Mascara, ma la sua conclusione è affrettata e si trasforma in un tiro sbilenco.   Il secondo tempo è più movimentato del primo, anche se il Catania sembra tirare i remi in barca man mano che il tempo passa. È la Roma che si affaccia subito in area avversaria con Giuly che con un cross basso pesca Aquilani che di prima colpisce la palla ma Bizzarri controlla. Al 7’ bella azione romanista con Perrotta che dopo un velo a smarcare Vucinic riceve di ritorno il passaggio dal numero nove per poi tirare, ma bravo Bizzarri a chiudere lo specchio della porta. La Roma continua nel suo forcing, ancora con Vucinic, poi con Antunes che prova da lontano. Al 12’ Cicinho pesca col contagiri Vucinic in area che di testa colpisce l’incrocio dei pali. Zenga inserisce Gazzola al posto di Colucci per avere maggior movimento sulla fascia destra. Ma la gara scivola via senza grandi emozioni, con un Catania che attende i giallorossi davanti la propria difesa. La Roma, però, non riesce a sfondare il muro siciliano e si accontenta di stazionare con un lento palleggio nella metà campo avversaria. Si vede qualche guizzo dal nuovo entrato Esposito, ed è proprio il napoletano che pesca in area Vucinic al 43’, ma quest’ultimo perde l’attimo buono per siglare il gol. Lo stesso montenegrino è l’autore dell’ultima azione del match quando al 46’ si invola in area, ma si fa parare il tiro da Bizzarri. Senza troppa fatica la Roma si ritrova in finale; appuntamento al 24 maggio per l’ennesima sfida contro l’Inter.

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