Categorie: Associazioni Politica
Municipi:

Ladispoli, celebrata la Festa della Repubblica

Parte dal centro balneare della provincia di Roma l’offensiva dell’opinione pubblica in difesa della Costituzione

Mentre a Roma i ministri della Lega Nord disertavano la festa della Repubblica e la parata militare, in un bel paese della Provincia bagnato dal mare, Ladispoli, si celebrava con vivo interesse il 2 giugno nell’aula Consiliare Comunale, alla presenza del Sindaco, Vincenzo Paliotta, di alcuni assessori e rappresentanti sindacali (CGIL) e della società civile.

Un parallelo tra Roma e Ladispoli, che sembra evocare la sana reazione della società civile alle distrazioni e gravi amnesie che una parte del Governo e delle istituzioni manifestano nei confronti di una Carta sulla quale hanno pur giurato fedeltà al momento di diventare ministri:

“sovversivismo delle classi dirigenti” (di cui c’ha parlato Gramsci più di settanta anni fa)?

Giudichino i lettori.

“La Repubblica siamo noi. Giovani e donne di sana Costituzione”.

Questo il titolo della riuscitissima manifestazione promossa dalle associazioni culturali locali: “La fabbrica di idee” (Presidente, Andrea Andreoli), “Tearte” (Gianni Di Ianni e Laura Laurini) e da “Libertà e Giustizia” di Roma (coordinatore, Massimo Marnetto).
Un attento e folto pubblico presente ha, come tenendolo per mano, riavvolto il filo storico, ideale e valoriale che negli anni ha unito tutti gli italiani al patto fondante e normativo della nascita della Carta Costituzionale (1 gennaio 1948), nata dalla Resistenza al nazi-fascismo.

Quel filo virtuale che poi hanno contribuito a dipanare nel loro svolgimento storico-culturale i relatori intervenuti, coordinati dagli ottimi Gianni e Laura che, fra l’altro, sono stati anche attori recitanti, fra un intervento e un altro, di brani significativi e toccanti di donne e di giovani protagonisti della lotta di emancipazione civile e sociale.

“Difendere la Costituzione, come stiamo facendo oggi, non è un buon segno”, esordisce così Marnetto, il primo ospite intervenuto.

Sono chiari i riferimenti dell’esponente di Libertà e Giustizia ai tentativi odierni di destrutturarne l’impianto democratico e di garanzia di libertà per tutti. Da qui deriva però la priorità di formare una “opinione pubblica” che sia vigile e denunci il lento ma graduale sfarinamento dei principi costituzionali, senza che i cittadini se ne accorgano, magari con l’acquiescenza di una informazione imbavagliata dalle varie “cricche”. Anche per questo, è nota l’iniziativa a livello nazionale che ha preso Libertà e Giustizia per fare diventare il 2 giugno “Festa della Repubblica e della Costituzione”.

Il Sindaco di Ladispoli, nel suo intervento, ha messo invece in luce gli aspetti di chiarezza, comprensibilità, spessore etico che mostrano di possedere, anche con gli anni, il testo e i contenuti dei 139 articoli della Carta. Anche lui si augura il rafforzamento della reattività di un’opinione pubblica che è sembrata finora un po’ dormiente verso le minacce ai capisaldi costituzionali.

Mattia Stella, dei “Giovani per la Costituzione”, intervenendo alla celebrazione, ha letto un messaggio che Oscar Luigi Scalfaro ha voluto mandare agli organizzatori, peraltro in piena sintonia con le parole che Mattia ha voluto esternare sul ruolo determinante della società civile di stimolo e di sussidio sulla difficile applicazione della Carta costituzionale. In essa, ha continuato Mattia, sono contenuti valori importanti per la società, a cominciare da quello del lavoro, a quarant’anni dalla legge sullo Statuto dei Lavoratori.

Alcuni ragazzi in rappresentanza del “Consiglio comunale dei Giovani” hanno poi riassunto ai cittadini le funzioni di cerniera che assolvono tra l’ente locale e tutti i ragazzi residenti in relazione alle tematiche giovanili e ai diritti e doveri previsti dalla Carta.

La manifestazione si conclude con l’intervento della delegata alle pari opportunità del comune, Luisa Incoronato. La sua è stata un’appassionata perorazione a favore delle donne che hanno influenzato i lavori della Costituente con la specificità e le ragioni femminili.

Ecco alcuni nomi delle (così le ha chiamate) “madri della Repubblica”: Angela Merlin, Rita Montagnana, Elisabetta Conci, Angela Cingolani, Teresa Noce, Nilde Jotti.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento