

Eppure basterebbe poco: indagare per individuarli e obbligarli a ripulire
Piazza del Quadraretto, via dei Fulvi e strade limitrofe erano infestate da scritte e scarabocchi. Il Comune e la polizia completamente assenti nel bloccare il fenomeno e nel ripulire i muri.
Privati, negozianti, condomini decisero di provvedere da sé pagando spese non di poco conto.
Fino a qui sembra una storiella a lieto fine. Ma neanche a pensarlo.
(In)Utili idioti, indisturbati nelle ore notturne hanno risporcato, nel tempo, tutto con scritte a vernice spray. Cosa c’è scritto di tanto urgente da rischiare una punizione esemplare se beccati (si fa per dire)?: minacce ad un poliziotto che ha ucciso un tifoso; scritte offensive rivolte alla squadra avversaria; botta e risposta dell’altra squadra che scarabocchiando cancella il nome della propria e mette quello dell’altra… o, ancora, per dire a tutti di essere contro la tessera del tifoso.
Non è l’ennesima dimostrazione d’inciviltà di questo quartiere in questa città devastata dal degrado. La grafia è sempre la stessa; è evidente che trattasi delle stesse due persone con innegabili disturbi di disagio e che probabilmente abitano nella stessa zona.
Basterebbe poco: indagare per individuarli e obbligarli a ripulire. Ma non è mai successo in nessuna altra parte della città. Forse sarebbe bastato un esempio per non ritrovarci di nuovo in mezzo alla devastazione e capire se la massima “colpiscine uno per educarne 100” è una falsità.
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