L’ex scuola di via Appiani verso una soluzione definitiva?

Partita la bonifica della struttura trasformatasi in una discarica a cielo aperto. L’autorecupero spetta al Comune

E’ ormai decennale la vicenda della ex Scuola Media Statale “Elio Vittorini”, un edificio proprietà del Comune di Roma che nel corso degli anni ha esaurito la funzione originaria e  ha successivamente ospitato una succursale dell’I.T.I.S “Giovanni XXIII” per la durata di un triennio.

Nel 2002 il Comune, evidenziando lo stato di degrado dell’edificio, anziché apportare un miglioramento della struttura, ha ritenuto il sito non più utilizzabile, aprendo la travagliata vicenda di questo luogo. Nella notte dell’8 novembre dello stesso anno, circa 47 famiglie senza casa per un numero di 117 persone, hanno occupato l’edificio oramai in disuso ed abbandonato all’incuria.

Al momento dell’occupazione, la situazione all’esterno si presentava con erba alta e cumuli di immondizia e rifiuti sparsi in ogni dove. E già dai primi giorni le famiglie si sono date da fare per rendere l’edificio il più vivibile possibile, ripristinando acqua e luce.

Mini-appartamenti autorecuperati e ben disposti all’interno delle aule, dei corridoi e degli androni della ex scuola hanno creato la nuova immagine della struttura. Le famiglie, composte da un gran numero di bambini, si sono autofinanziate per ristrutturare il tetto in pessime condizioni, per ripristinare l’impianto elettrico, tenendo sempre il posto pulito per loro e per la gente della zona che poteva passare e non vedere un degrado a cielo aperto come era precedentemente.

Nel 2005, quando il Comune di Roma ha voluto che tutte le occupazioni pagassero la luce, fu l’unica occupazione a ottenere la fornitura della luce e a pagarla. Sempre nello stesso anno, l’amministrazione comunale e municipale, per risolvere positivamente la questione e per attenuare il disagio abitativo (a Roma attualmente ci sono circa 50 mila famiglie in emergenza casa), hanno concordato con le famiglie occupanti di allora, un progetto ai sensi della Legge Regionale sull’autorecupero della struttura a fini abitativi e ad oggi il progetto è ancora incredibilmente presente sul sito web del Comune di Roma.

Le sorti della ex scuola cambiano e il 12 gennaio 2009 le famiglie vengono sgomberate senza dare nessuna comunicazione né al Municipio né all’Unità Operativa VII Gruppo di Polizia Municipale. Il comptente Ufficio abitativo del Comune di Roma disse che la scuola doveva essere destinata ad un progetto di autorecupero finanziato dal Ministero dei Lavori Pubblici,trasferendo le famiglie in alcuni residence (sostenendo inutilmente notevoli costi economici quando si poteva risparmiare aspettando le nuove case) e promettendo loro che, dopo tre mesi, sarebbero andate in delle abitazioni, cosa che è avvenuta solo un anno e mezzo dopo.

Abbattuta dalla Protezione Civile, a seguito di ordinanza del Comune di Roma per non renderlo più agibile a future occupazioni e riducendola ad un ammasso di macerie, la ex scuola è stata abbandonata a se stessa e il progetto di recupero di cui parlò il Comune non è mai avvenuto. Tutto ciòha portato il luogo della ex scuola, tra l’altro confinante con una scuola elementare dove giocano i bambini durante la ricreazione, a prendere le sembianze di una discarica a cielo aperto (come si può vedere dalle foto ), con una ben nutrita colonia di ratti.

Diverse sono state le segnalazioni dei cittadini, soprattutto delle mamme della scuola elementare “M. Pizzicaroli”, confinante con la struttura, che hanno incontrato il Gruppo della Polizia Municipale di zona e il Presidente del Municipio Mastrantonio e con i quali hanno fatto un sopralluogo dell’area e concordato di dover trovare una soluzione al problema.

Possiamo ora dare una prima bella notizia. Riguarda la decisione del Municipio di partire con i lavori di bonifica e di derattizzazione del luogo della ex scuola, che nel giro di alcune settimane stanno portando alla pulizia della scuola dalle macerie, dai rifiuti e dalle erbacce cresciute senza sosta (sempre nelle foto ) e che hanno reso per troppo tempo il posto una delle zone più degradate del territorio.

Il Presidente Mastrantonio ha affermato anche di aver individuato una destinazione d’uso dell’edificio per un Nucleo Radiomobile dei Carabinieri, proposta ben vista dall’amministrazione comunale e da maggioranza ed opposizione municipale.

Purtroppo il VII municipio ha le sole potenzialità e i soli poteri di poter bonificare l’aria, pagando di tasca propria i lavori di pulizia, mentre i lavori di autorecupero della struttura, non agibile per lo stato in cui è stata volutamente ridotta, spettano al Comune che ne è il proprietario.

Ci auguriamo che si possa al più presto mettere fine a questa triste storia e dare una risposta definitiva  ai cittadini del nostro territorio.

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