

Si celebra il 27 marzo la manifestazione del Wwf dedicata alla sostenibilità. Per la prima volta sarà spenta la Fontana di Trevi
Il conto alla rovescia è terminato: si celebra oggi in tutto il mondo L’Ora della Terra (Earth hour), manifestazione indetta dal Wwf per portare l’attenzione sui cambiamenti climatici e sull’importanza del risparmio energetico, contro ogni spreco. Alle 20:30 locali del 27 marzo luci spente per un’ora in buona parte del globo.
Il numero di Paesi partecipanti all’evento ha superato il record degli anni scorsi. Aderiscono centinaia di città in oltre 110 nazioni: luci spente, per la prima volta, in Madagascar, Kosovo, Nepal, Arabia Saudita, Qatar, Mongolia, Cambogia, Repubblica ceca, Giordania, Paraguay, Ecuador e Mauritania.
Anche la Tokyo Tower, la Porta di Brandeburgo di Berlino, l’Hiroshima Peace Memorial e il ponte sul Bosforo a Istanbul al buio insieme a tutti i Paesi del G20. Significato particolare lo assume l’adesione della città di Cancun in Messico, che ospiterà il prossimo Summit sul clima a dicembre.
Anche alcune tra le più grandi aziende del mondo hanno colto l’opportunità per mostrare l`impegno di riduzione e di efficienza nei propri sistemi produttivi: tra questi Hsbc, Nokia Siemens Networks, Price Waterhouse Coopers, Wallenius Wilhelmsen Logistics e la Wells Fargo.
Lo storico evento vedrà centinaia di milioni di persone riunirsi nei parchi, nelle strade, nelle piazze e nelle case in tutto il mondo, per contribuire con un semplice gesto allo spegnimento delle skyline metropolitane e dei luoghi più rappresentativi.
In Italia spenti per un’ora alcuni dei più importanti monumenti: a Roma i volontari del Wwf spegneranno per la prima volta la Fontana di Trevi. Rimarranno al buio anche la Mole Antonelliana a Torino, il castello Sforzesco a Milano, il castello Visconteo a Trezzo sull’Adda, il Palazzo Vecchio a Firenze, la Torre di Pisa, piazza Sant’Oronzo a Lecce, la Torre San Pancrazio a Cagliari e l’Acquario di Genova.
Nata a Sidney nel 2007, L’Ora della Terra è cresciuta negli anni a tal punto da essere, nel 2009, la più grande mobilitazione al mondo sui temi ambientali, con oltre 4.000 città in 88 Paesi.
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